Soffri di un dolore al coccige e ti hanno detto che si tratta di coccigodinia? Scopriamo insieme cos’è e qual’è la cura più efficace per far scomparire questo terribile fastidio.

Coccigodinia

Anatomia del coccige e del pavimento pelvico

Prima di parlare della risoluzione della coccigodinia e del relativo trattamento, è importante anche eseguire un piccolo richiamo anatomico e funzionale sia del coccige sia delle strutture limitrofi che spesso possono andare in disfunzione generando un dolore.

CoccigeIl Coccige è un osso che è localizzato nella parte più terminale della colonna vertebrale, cioè al di sotto dell’osso sacro ed è costituito dalla fusione di alcune vertebre coccigee che sono in numero variabile da 3 a 5. Questo tipo di vertebre sono abbastanza rudimentali ed è possibile individuare a livello anatomico una base superiore ed un apice inferiore: la parte superiore si articolare con la superficie articolare della V vertebra sacrale. Lateralmente alla base superiore è possibile trovare due rilievi importanti che sono i corni del coccige che si relazionano con le corna del sacro.

Svolge inoltre un’importante azione non solo stabilizzatrice, ma anche di origine ed inserzione di alcuni muscoli che compongono il perineo (detto anche pavimento pelvico). Infatti quando si parla di pavimento pelvico è importante anche menzionare i muscoli e i legamenti che lo compongono e che svolgono anche importanti azioni di contenzione dell’ano.

Infatti a livello pelvico è possibile riconoscere due muscoli molto importanti che sono l’elevatore dell’ano  e il muscolo Ischio-coccigeo i quali formano poi il vero e proprio diaframma pelvico i quali hanno un importante azione non solo di sostenere la cavità dell’addome, ma anche di gestire la contenzione urinaria e fecale sia nell’uomo che nella donna. Dal coccige inoltre nascono alcuni legamenti come il legamento ano-coccigeo che aiutano nella capacità di sollevamento della cavità pelvica (soprattutto il retto): molto importante da capire come questa zona sia molto delicata e composta da una serie di muscoli che si sovrappongono in varie fasce e che possono concorrere in una sindrome da dolore pelvico.

Nervo pudendo e sua infiammazione

Nervo Pudendo

Percorso che esegue il nervo pudendo e la zona che innerva

Purtroppo quando si parla di coccigodinia è di estrema importanza anche menzionare il nervo pudendo: sì perchè questo nervo svolge un’importante azione motoria e sensitiva e spesso, in casi di lesioni al pavimento pelvico o di traumi al coccige, può andare in disfunzione facendo perdurare la sintomatologia dolore per moltissimo tempo.

Il nervo pudendo è un nervo che nasce dal secondo e terzo nervo Sacrale fuoriuscendo dalla pelvi a livello del foro ischiatico. Quindi si dirige verso il basso passando tra il muscolo piriforme (spesso implicato in sindromi come sciatica) ed il muscolo ischio-coccigeo penetrando poi nella zona del diaframma pelvico.
Ma perchè questo nervo è così importante e si sente sempre parlare di “sindrome del nervo pudendo”?

Questo nervo infatti ha un’importante ruolo di innervazione non solo a livello sensitivo ma anche motorio: infatti ha la funzione di innervare la sensibilità della cute del perineo, i genitali esterni ed i corpi cavernosi (nell’uomo svolgono un’importante ruolo nell’erezione e nella donna a livello del clitoride); a livello motorio invece i muscoli trasverso superficiali del perineo, ischiocavernoso e bulbocavernoso.
Quando questo nervo entra in sofferenza per vari motivi che poi vedremo, genera una serie di problematiche sia sensoriali con dolore locale e nella zona proprio tra ano e testicoli (nell’uomo) e tra ano e vagina (nella donna) ma anche una grande difficoltà nel mantenere la posizione seduta per vario tempo in quanto c’è una continua irritazione della struttura nervosa con conseguente disfunzione. Anche nei casi di difficoltà nell’erezione e nella forme di alterazione sensitiva nella vagina della donna, questo nervo può essere coinvolto ed è bene risolvere in maniera repentina per non incorrere in varie conseguenze poco gradevoli.

Cause della coccigodinia

Non sempre è facile riscontrare una causa ben evidenziabile che porta ad una coccigodinia: infatti quando giungono nel mio studio pazienti con un dolore al coccige, è sempre bene analizzare non solo l’assetto di questo osso, ma anche andare ad indagare attraverso un’attenta analisi dell’anamnesi per andare a vedere quali possono essere le cause che portano ad un simile problema.

Infatti è possibile riconoscere varie cause della coccigodinia come:

  • Trauma al coccige: se si è caduti anche solamente una volta “di secoccigodinia causedere” e si è battuto il coccige, molto probabilmente quel trauma può aver inficiato sia sulla stabilità che sul posizionamento del coccige. Infatti, sebbene nella zona siano presenti grandi masse muscolari come i glutei, in alcune dinamiche di movimento può capitare che si cada con molta violenza e si urti il coccige: questo determina anche una grande infiammazione che può quindi generare molto dolore. Ricordo anche che non è detto che debba esserci un GRANDE trauma per poter avere una coccigodinia, infatti può bastare anche una serie ripetuta di traumi e di piccole cadute che fanno incorrere quindi la zona in un’assetto di sofferenza.
  • GravidanzaSebbene la gravidanza rappresenti un momento meraviglioso nel corpo della donna, determina però una grandissima modifica di alcuni assetti corporei durante il periodo gestionale. Infatti intorno al terzo mese di gravidanza, sotto l’azione di alcuni ormoni che rendono le strutture più elastiche e pronte per accogliere il feto, il coccige modifica la sua posizione e la sua articolarità con il sacro in quanto permette alla donna di partorire; questo però determina una maggior lassità in alcune strutture ed un aumento della tensione nei legamenti stabilizzanti a livello del perineo e del coccige con una parziale dislocazione di esso.
  • Posture errate: Alzi la mano chi si siede sempre in maniera perfetta ed ineccepibile. Praticamente tutti stiamo spesso seduti in maniera errata: questo però determina che, se ci si siede invece che sull’ischio (le ossa del sedere per capirci) ci si siede sul sacro, può capitare che si vada ad irritare le strutture perinervose sia del pudendo che della muscolatura del perineo, andando quindi a determinare la comparsa della coccigodinia.Per questo motivo, nel caso in cui adottiate delle posture errate e abbiate bisogno non solo di corregere la posizione da seduti, ma anche di dare un sollievo al dolore al coccige, il mio consiglio è di acquistare un cuscino apposito per questo tipo di problema. É possibile acquistarlo direttamente su Amazon cliccando sul pulsante quì sotto “compra su Amazon” dove sarete rediretti verso il famoso eCommerce.

  • Sforzi Ripetuti:Esistono alcuni sport come il ciclismo, canottaggio o equitazione che possono portare ad una maggiore usura dell’articolazione sacro-coccigea che può indurre anche una infiammazione cronica della zona.
  • Frattura: Anche questa evenienza è da annoverare come possibile causa di coccigodinia. Infatti se è presente un grande trauma che ha determinato non solo una lussazione ma addirittura una rottura dell’osso coccigeo, questo andrà trattata adeguatamente in quanto poi può subentrare una ipermobilità dell’osso con conseguente irritazione delle strutture limitrofe.
  • Obesità: i pazienti che sono in sovrappeso, logicamente non solo esercitano sulle articolazioni una grande tensione e un grande peso, ma inducono anche una maggior difficoltà del pavimento pelvico nella sua azione di sopportazione delle pressioni provenienti dalla cavità addominale.
  • Virus: in questo caso non si tratta di una vera e propria patologia a carico del coccige, ma che può coinvolgere il nervo pudendo: infatti un virus che può determinare una irritazione del genere è quello dell’Herpes, che è notoriamente un virus neurotropo.

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Esami radiografici per la coccigodinia

coccigodinia rxQuando si sospetta di avere un qualche problema al coccige, è bene rivolgersi inizialmente al medico di base che avrà logicamente modo di visitarvi e semmai indirizzarvi nel miglior modo.

In ogni caso, se si vuole andare ad analizzare il distretto, in prima istanza per valutare la posizione ed un eventuale spostamento del coccige, l’indagine migliore è sicuramente la radiografia semplice: attraverso questo esame è possibile valutare nei vari piani la posizione del coccige ed un suo eventuale disallineamento.
Come mostrato dall’immagine quì accanto, è possibile vedere come sia presente una dislocazione del coccige con logicamente un forte dolore nella zona.

Nel caso in cui si voglia invece andare ad indagare la zona interna, come muscoli e legamenti, può essere utile anche una Risonanza Magnetica nella zona sacrale e coccigea per vedere se sono presenti infiammazioni o edemi a carico della zona.
Se invece si sospetta una causa di origine viscerale che coinvolga la parte terminale del colon e del retto, il medico può prescrivere anche una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) in modo da avere un’analisi radiografica sui vari piani in maniera molto dettagliata.

Sintomi della coccigodinia

Quando si parla di problematica che coinvolge il coccige, il sintomo principale e che fa giungere nel mio studio i miei pazienti è quello del DOLORE: infatti il dolore che risulta essere ormai cronico è un dolore che non rende impossibile la vita, ma che comunque è sempre presente e che logicamente mina nella serenità l’individuo e che quindi va affrontato adeguatamente.

Infatti i vari sintomi che si hanno in presenza di una coccigodinia sono:

  1. dolore al coccigeDolore: come abbiamo detto, il dolore è presente in qualsiasi attività quotidiana, ed è soprattutto più evidente quando il soggetto si siede su di una sedia o su di una superficie dura. Anche durante i movimenti di flessione in avanti, per un gioco di tensionamento delle strutture posteriori, si può assistere ad un dolore al coccige. Ricordiamo inoltre che il dolore, se non trattato, può cronicizzarsi ed andare avanti nel tempo con un peggioramento.
  2. Mal di schiena: essendo impossibile per il corpo isolare la zona coccigea, questa disfunzione porta anche ad un mal di schiena persistente durante tutto il giorno e la notte.
  3. Disturbi durante l’evacuazione: non è raro trovare fenomeni di stipsi in pazienti con coccigodinia in quanto le strutture intorno all’ano e al retto prendono inserzione proprio nella zona del coccige. L’evacuazione quindi può essere logicamente dolorosa e fastidiosa, con la difficoltà anche di “ghigliottinare” le feci da parte della muscolatura durante la fine dell’azione.
  4. Disturbi durante rapporti sessuali: sebbene siano rari, questi disturbi possono incorrere durante il rapporto sessuale sia nell’uomo che nella donna.

Rimedi per la coccigodinia

Come abbiamo detto precedentemente, il tipo di trattamento che deve esser eseguito è sicuramente quello in sinergia tra fisioterapista e medico, negli interessi del paziente anche per valutare l’eventuale iter da eseguire.

Esistono però alcune accortezze che il paziente può eseguire che possono aiutare in caso di dolore al coccige e che quindi possono donare un sollievo. Ripetiamo però che non è una cura, bensì un aiuto che il paziente può attuare in concomitanza della terapia fisioterapica.

Se il medico ortopedico lo richiede, può essere utile un infiltrazione di un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) nella zona sacro-coccigea per aiutare nell’infiammazione in atto e donare un sollievo al paziente.

Nel caso in cui sia presente anche questa infiammazione, l’applicazione di impacchi di ghiaccio che, con il suo effetto, riduce l’infiammazione ed il calore combattendolo efficacemente e donando comunque anche un azione anestetica. Il mio consiglio è quello di applicare non più di 15 minuti ogni 2 ore; per questo motivo è utile applicarlo con quei dispositivi gel da mettere nel freezer che permettono di riutilizzare il ghiaccio; per questo motivo suggerisco di acquistarlo su Amazon questo tipo di gel che, una volta messo al freddo, diventa come il ghiaccio e risulta essere più pulito e più pratico.

Un altro tipo di rimedio per il dolore al coccige è sicuramente quello di modificare lo stile di vita: non si può pensare di passare ore e ore davanti al computer seduti soprattutto in ufficio; infatti è bene muoversi almeno ogni ora e dare movimento a tutta la schiena.

Se invece si soffre di stitichezza e si vuole comunque mantenere una certa regolarità, la quale permetterebbe di non creare tensioni sulle strutture del perineo e regolarizzare l’intestino. Sempre sotto consiglio da parte del medico è bene integrare nella propria dieta anche un maggior apporto di fibre che aiutano nella fluidità intestinale e nel creare delle feci più morbide e non dure da espellere. Sempre a seguito del consiglio medico, può essere utile anche acquistare un integratore di fibre come quello quì sotto da utilizzare.

Anche un aumento del consumo di acqua risulta essere ottimale per un corretto transito intestinale; per questo motivo consiglio sempre di dotarsi di una borraccia molto comoda in modo da riempirla facilmente e avere sempre a disposizione una quantità di acqua da bere.

Cura della coccigodinia

L’approccio alla coccigodinia è molto delicato e deve esser affrontato in maniera importante. Infatti è fondamentale, prima di approcciarsi ad una cura per il dolore al coccige, di eseguire una corretta diagnosi e un completo inquadramento dei problemi; questo deve avvenire sempre perchè è una zona molto innervata e molto sensibile ed è quindi determinante nella risoluzione del problema proprio la corretta diagnosi.

Quando giungono i pazienti nella mia struttura quindi è fondamentale una prima seduta di valutazione globale che mi permette, sia attraverso l’analisi della postura e anche attraverso una serie di test specifici, di andare a percepire la vera e propria origine del problema.

fibrolisi meccanicaL’approccio con la terapia manuale è sicuramente il tipo di intervento riabilitativo più funzionale e più adatto proprio per le esigenze del paziente: infatti sarà solamente attraverso tecniche sicure ed indolore per il paziente che sarà possibile intervenire efficacemente.
Nel mio studio applico con successo l’utilizzo della Fibrolisi Meccanica che, attraverso alcuni specilli molto piccoli, mi permettono di poter trattare legamenti e muscoli nella zona sia sacrale sia coccigea con sicurezza e riducendo anche la stimolazione neurofisiologica che altrimenti avverrebbe.

In maniera collaterale è molto utile inoltre alcuni approcci per riposizionare il coccige nella sua posizione originaria: infatti la maggior parte delle problematiche che vengono da parte del coccige giungono per colpa di una dislocazione dell’osso, che risulta quindi deviato internamento e che irrita le strutture. Esistono alcune manovre molto delicate che solamente un fisioterapista esperto può eseguire e sono alcune manovre di riposizionamento. Vi mostro quella che viene eseguita in un ottica riabilitativa con la metodica Mezieres proprio per l’articolazione sacro-coccigea.

Il tutto logicamente deve esser inquadrato anche in un ottica globale che applico nel mio studio per far tornare il paziente in buona salute.

Come abbiamo spiegato anche prima, è molto importante che valutare il comparto muscolare del pavimento pelvico per vedere se sono presenti degli squilibri a livello muscolare e quindi intervenire anche per ridonare una corretta fisiologica contrattile della zona; dato che molti muscoli e legamenti prendono inserzione proprio a livello del coccice, il paziente può trovare un grande beneficio nel trattare in maniera efficace la zona del perineo. Sono comunque manovre molto sicure e che non determinano una sintomatologia dolorosa anzi, creano un grande senso di leggerezza e di libertà nei pazienti con questa sindrome.

dolore al coccige

Trattamento manuale per ricollocamento del coccige nella fisiologica posizione

La tecnica però più efficace per questo tipo di dislocazione che genera una coccigodinia è sicuramente quella della manovra di riposizionamento coccigeo: attraverso una compressione del sacro per determinare una sorta di “esposizione” del coccige, è possibile ricollocare il fisiologico rapporto articolare attraverso una manovra interna molto dolce e che non genera particolari fastidi al paziente.
Una mano spinge in senso postero-anteriore il sacro per permettere di favorire la manovra, mentre attraverso l’inserimento del dito all’interno dell’ano afferrando il coccige nella sua porzione anteriore, è possibile eseguire una spinta verso la posteriorità recuperando quindi l’assetto normale. Questo tipo di manovra non genera particolare effetto neurofisiologico come dolore, senso di sudorazione o senso di malessere, purtroppo però capisco che è una manovra “interna” e quindi non sempre ben tollerata da parte del paziente.

 

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