Soffri di un dolore dietro al torace? Probabilmente hai una dorsalgia! Vediamo di cosa si tratta e come guarire con la fisioterapia.

Dorsalgia

Anatomia del torace

Prima di poter parlare di cosa si tratta quando si parla di dorsalgia è bene fare un breve accenno all’anatomia del distretto toracico.

anatomia vertebra toracicaIl Torace è composto da 12 vertebre che, insieme alle coste, compongono la gabbia toracica; questa ha una funzione protettiva verso gli organi nobili come il cuore e i polmoni proteggendoli dagli urti e fornendo anche l’ancoraggio all’azione del diaframma. La vertebra toracica rispetto alle vertebre cervicali o lombari ha una peculiarità particolare: ha una superficie articolare con la quale si articola con le varie coste che dallo sterno di portano posteriormente verso il margine costovertebrale (articolazione costovertebrale). Questo aspetto è fondamentale per comprendere come le coste si articolano sia a livello del corpo vertebrale (la superficie su cui è poggiato il disco intervertebrale) sia a livello delle trasverse (quelle escrescenze laterali che sono presenti in tutte le vertebre), garantendogli stabilità e muovendo la gabbia toracica in maniera uniforme. Le varie vertebre toraciche, come le vertebre cervicali, si articolano superiormente con la vertebra soprastante attraverso dei processi articolari verticali muniti di cartilagine; dalle vertebre toraciche fuoriescono i fasci nervosi che innervano sia la parte toracica e addominale a livello dermico sia a livello degli organi interni (motivo per cui molte volte un disturbo viscerale può manifestarsi a livello somatico come un Dolore tra le scapole).

Ricordiamo inoltre che la gabbia toracica è composta dalle prime 7 coppie di coste chiamate “vere“, le successive 3 chiamate “false” e le ultime 2 sono chiamate “fluttuanti” in quanto non sono attaccate direttamente allo sterno. La conformazione del torace quindi è fondamentale per poter capire come si originano i vari disturbi e di come la fisioterapia riequilibra le strutture togliendo rapidamente il dolore.

 

Cause della dorsalgia

Definire le possibili cause di una dorsalgia risulta essere difficile in quanto ogni individuo presenta una conformazione toracica personale, in quanto anche la sua motilità è influenzata dallo stile di vita e dalle attività di vita quotidiane che vengono svolte.

Dorsalgia di origine cervicale

Quando si parla di origine cervicale, si intende un dolore al torace posteriore derivante da un’alterazione di posizionamento delle vertebre cervicali: la zona dorsale quindi cerca di accomodare questo squilibrio che si è venuto a creare alterando la propria conformazione e la propria motilità, determinando alla lunga anche un problema toracico.
É bene ricordare inoltre che le radici posteriori dei nervi spinali nel segmento che comprende la quinta vertebra cervicale fino ad arrivare alla prima vertebra toracica, a differenza dagli altri distretti, si raggruppano in una sola radice che spunta nel midollo a livello della seconda vertebra dorsale ( a volte anche più in basso a livello interscapolare). Per questo motivo a volte una disfunzione che comprenda il rachide cervicale inferiore spesso si accompagna come un dolore diffuso e centrale nella zona alta del torace.curva cervicale anomala

Spesso inoltre accade che, passando tante ore davanti ad un monitor, il collo modifichi la sua conformazione alterando innanzitutto la sua curva fisiologica (lordosi cervicale) andando verso una verticalizzazione; questo scompenso però a livello toracico si manifesta con un aumento della cifosi (la concavità del distretto dorsale) proprio per compensare questo assetto posturale alterato. A lungo andare anche questo assetto posturale si manifesterà con artrosi, degenerazione discale e dolore molto acuto.
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Dorsalgia da postura

Alzi la mano chi quotidianamente è seduto sempre in una posizione corretta e con il corretto posizionamento di tutti gli oggetti per lavorare!

Purtroppo le attività lavorative che si svolgono ci portano continuamente a stare piegati, magari su di una sedia scomoda e costretti a lavorare in delle posture scomode e mantenute nel tempo. Queste posture sono uno dei motivi principali per i quali il rachide dorsale comincia a manifestare la propria sofferenza con del dolore al torace.
ufficio postura sbagliata

Come mostrato nell’immagine quì sopra, il torace è costretto a mantenere un assetto alterato per parecchio tempo, cercando di mantenere l’orizzontalità dello sguardo mandando in spasmo alcuni muscoli dorsali. Spesso nel mio studio infatti assisto a persone che hanno una muscolatura paravertebrale (la muscolatura molto profonda e formata da piccoli muscoli che ci permettono di stare dritti con la schiena) molto contratta e che alla palpazione risulta essere molto dolente. Logicamente in questo tipo di problematica è fondamentale modificare l’atteggiamento mantenuto sul luogo di lavoro:

  • Muoversi almeno ogni 20 minuti alzandosi dalla sedia e sgranchirsi le gambe
  • eseguire un movimento spesso con la testa per sciogliere il rachide cervicale
  • Orientare lo schermo del computer in modo tale da avere uno sguardo posto orizzontale e non in obliquo
  • Può essere d’aiuto anche, per non doversi avvicinare troppo allo schermo, ingrandire il carattere e lo zoom sullo schermo

Oltre queste piccole accortezze può essere d’aiuto utilizzare un rialzo per il monitor del computer, in modo da non sovraccaricare la colonna e favorire un assetto posturale adeguato.
Per i miei pazienti consiglio sempre questo supporto rialzato che può ospitare lo schermo e che risulta essere di buona qualità ad un prezzo non esagerato; è possibile acquistarlo su AMAZON cliccando sul pulsante quì sotto.

Se si è in ufficio e si ha la possibilità anche di cambiare la propria sedia, ci sono delle accortezze che è bene valutare e correggere:

  • Valutare l’altezza della sedia
  • Valutare la possibilità di reclinare lo schienale e regolarlo
  • Valutare la durezza dell’appoggio sul sedere
  • Valutare la lunghezza dello schienale
  • La presenza o meno delle rotelle

Questi aspetti possono sembrare marginali ma fanno tutta la differenza del mondo sulla qualità della seduta; ricordiamoci sempre che su questa sedia bisogna passarci parecchie ore della nostra vita, ergo è bene sceglierla bene.
Premettendo quindi che la scelta di una sedia è qualcosa di personale e in base ai gusti delle persone, mi sento di consigliare da fisioterapista una sedia molto valida acquistabile anche questa su Amazon dove anche le recensioni risultano essere di gradimento da parte dei vari acquirenti e che rende facile il lavoro.

 

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Dorsalgia Pura

Esistono però condizioni che coinvolgono propriamente il rachide dorsale e che meritano una menzione particolare. Questo tratto della colonna è il segmento meno mobile di tutta la schiena, motivo per cui a volte capita che un movimento alterato, soprattutto in rotazione, può portare ad un fastidioso dolore al tratto dorsale, con la sintomatologia come di una coltellata in mezzo alla schiena.

Questa condizione rappresenta molto spesso una problematica di tipo muscolare: nella zona toracica sono presenti i muscoli che coadiuvano sia a livello respiratorio (inspirazione ed espirazione forzata) ma anche quelli che si adoperano per orientare la scapola durante il movimento delle spalle.
Il movimento della scapola rappresenta un aspetto importante che lega la zona toracica e il braccio, in quanto se non ci fosse una sincronia tra omero e scapola l’elevazione dell’arto superiore risulta essere impensabile; per questo motivo è fondamentale quando nel mio studio giungono pazienti con problematiche come la dorsalgia osservare come la scapola si muovi e correggere alcune disfunzioni di movimento.

Oltre all’asincronia del movimento scapolare che può determinare un dolore al dorso, è utile ricordare anche che una possibile causa può essere rappresentata da alcuni trigger point.trigger point romboidi

I trigger point sono fasci di fibre muscolari che vanno in disfunzione e che cominciano ad avere una serie di problematiche biochimiche rimanendo continuamente contratte, generando quindi dolore, diminuzione di forza e impotenza funzionale.
Per quanto riguarda il tratto dorsale, i muscoli maggiormente coinvolti in questo tipo di problemi sono i muscoli romboidi, trapezio medio ed inferiore, ileocostale e tutti i muscoli paravertebrali.

Dorsalgia di origine viscerale

Quando valuto i miei pazienti, una valutazione al comparto viscerale lo eseguo sempre. Sì perchè alcuni organi, come lo stomaco per esempio, ricevono un’innervazione che proviene dalla zona toracica; quando è presente una disfunzione del rivestimento connettivale che avvolge l’organo, questo invia un segnale neurologico diretto verso il midollo spinale. Nel midollo poi avviene che questo segnale decussi (cioè si sposta dalla “strada convenzionale”) e venga percepito come un dolore di tipo muscolare o di tipo somatico. Nella mia pratica clinica riscontro molto frequentemente un’alterazione viscerale a livello dello stomaco, dove il quadro è accompagnato anche da Difficoltà a digerire, acidità di stomaco, dolore al centro del petto e posteriore, ernia iatale.

Anche il diaframma è un muscolo che nella terapia manuale viscerale è fondamentale valutare e trattare in caso di disfunzione: possono esser presenti o disfunzioni in ispirazioni alte o basse. Perchè è importante trattare anche il diaframma?

Perchè il diaframma è un motore della motilità viscerale nell’addome durante la fase respiratoria ed è posizionato al di sotto dell’arcata costale, quindi è semplice intuire la correlazione tra diaframma e movimento della gabbia toracica.
La soluzione quindi è prendere appuntamento nel mio studio, Scopri come!

Dorsalgia di origine psicologica

Mai sentito dire che l’aspetto psicologico influenza il corpo e viceversa?

uomo depressoAnche per l’ambito toracico questo aspetto è vero più che mai: non possiamo minimamente pensare che alcune turbe e problematiche che inducono uno stress a livello psicologico non incida anche nell’ambito muscolo-scheletriche.

Certo è che stress, depressione, ansia, paura e carattere introverso può alla lunga risultare deleterio per l’assetto corporeo del torace; questo perchè anche il nostro corpo come conformazione manifesta il benessere sia mentale che muscolare.
A livello muscolo-fasciale infatti mi capita di trovare un grande squilibrio tra distretto cervicale e toracico, con un atteggiamento globale di chiusura del torace.

Palpatoriamente trovo alcuni muscoli veramente molto tesi e il simbolo proprio di questa “clossed position” è una grande dolenzia nel momento che si va a trattare la zona dove è localizzato lo sterno.
Se si prova ad eseguire un massaggio profondo nella zona sternale, il paziente sente un grandissimo dolore e senso di incollamento: infatti quella zona è proprio ristretta e il tessuto fasciale si è accorciato enormemente.

Nell’immagine quì sotto vi mostro quali sono le regioni muscolari accorciate e quelle deboli che contribuiscono a generare quella che viene chiamata “proximal crossed syndrome” cioè sindrome crociata prossimale. La soluzione di questa condizione è solamente quella fisioterapica, cioè attraverso un trattamento mirato e specifico per ricollocare i segmenti corporei nella fisiologica posizione ed evitare sovraccarichi.
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sindrome crociata superiore

 

Dorsalgia: farmaci

Quando nel mio studio giungono pazienti con un forte dolore al torace (la cui esclamazione generale è sempre quella di avere “un pugnale conficcato tra le scapole”) generalmente prima di eseguire un ciclo di fisioterapia prendono dei farmaci per combattere il dolore.

dorsalgiaÉ bene ricordare che anche nel caso in cui un farmaco possa portare un beneficio e una riduzione del dolore, questa medicina non sta curando e correggendo il motivo per cui è comparso il dolore, ma semplicemente agisce su processi biochimici che inducono uno stato flogistico.
I farmaci che generalmente vengono utilizzati sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o cortisone: questi farmaci hanno un’azione che interrompono le attività biochimiche dell’infiammazione intervenendo anche con un’azione antiedemigena. L’assunzione di questi farmaci innanzitutto genera come tutte le medicine degli effetti collaterali (gastriti, ulcere gastriche, aumento della glicemia, aumento dell’irritabilità ecc) ma soprattutto vanno inquadrati in base alla causa che genera una dorsalgia: se si è afflitti da un’infiammazione delle faccette articolari (abbastanza raro nel distretto toracico) il farmaco assume una dimensione; se però si è davanti ad un dolore toracico di origine miofasciale (trigger point) questi farmaci non hanno una benchè minima utilità, in quanto non agiscono su di un’infiammazione.

 

Varia invece da persona a persona l’effetto che può avere un miorilassante sulla sensazione dolorosa che il paziente ha.
Ricordiamo che qualunque farmaco deve essere prescritto da un medico che deve valutare la vostra condizione e l’effettiva fattibilità ad una eventuale cura farmacologica.

Cura e trattamento della dorsalgia

Prima di parlare è fondamentale chiarire che la valutazione del paziente è veramente importante: come è possibile guarire qualcuno se non si osserva nei movimenti e non lo si intervista nelle sue attività di vita quotidiane?

Reputo l’analisi posturale e la valutazione dei movimenti alla base per comprendere ciò che affligge il paziente con problemi toracici: il paziente è un insieme di movimenti, statica e abitudini ripetuti nel tempo.Mi soffermo sulla valutazione perchè tramite questa si ha già l’ipotesi di trattamento e di risoluzione dei disturbi.

Nel caso siano presenti dei dismorfismi a livello strutturale sia a livello cervicale che dorsale esistono varie tecniche che devono essere adattate al paziente: le tecniche variano dalle manipolazioni ad alta velocità e bassa ampiezza, passando al pompage articolare fino alle tecniche secondo metodica Mc Kenzie.

Nel mio studio applico continuamente e con estrema sicurezza manipolazioni vertebrali che hanno un grandissimo effetto neurofisiologico di rilassamento muscolare e di liberazione articolare che danno un grandissimo beneficio alla dorsalgia del paziente.

In questo video eseguito da un chiropratico Inglese, è possibile vedere come l’impulso che viene dato è molto veloce ma molto ridotto, favorendo inizialmente una messa in tensione e poi una liberazione di energia con una forte cavitazione udibile dai pazienti come un crack molto intenso. Ecco questo crack è semplicemente una liberazione a livello dell’articolazione zigoapofisaria di gas all’interno della capsula; questo però a livello neurofisiologico agisce con un reset del segnale dolorifico favorendo non solo un ritorno alla corretta articolarità ma anche a muoversi senza dolore.

Anche il tessuto muscolare necessita di essere liberato e l’utilizzo di alcuni strumenti per mobilizzare i tessuti (IASTM) favoriscono che il connettivo che avvolge le fasce muscolari venga districato e anche il paziente sente un grande beneficio, insieme ad un calore molto piacevole e rilassante.

cupping therapyTrovo molto efficace anche il trattamento tramite la cupping therapy: questa metodica risulta fondamentale per mobilizzare a fondo i tessuti, scollando dai vari piani muscolari i ventri muscolari, vascolarizzando la zona in maniera veramente importante (si vascolarizza la zona fino a 10 volte più efficacemente che con un semplice massaggio): in questo modo tutte le fibre muscolari che sono in disfunzione e che sono in richiesta di ossigeno, ricevono un corretto approvviggionamento di sostanze nutritive.

Questa tecnica nasce dalla cultura tradizionale cinese ma in ambito scientifico è stata riscoperta con estremo interesse: l’aspirazione di aria all’interno della piccola ampolla crea un vuoto che attrae la pelle e i tessuti sottostanti verso l’alto e in questo modo c’è la possibilità di far affluire sangue.

 

 

Oltre a queste tecniche amo applicare ai miei pazienti anche un mantenimento della correzione che è stata eseguita in modo da mantenere il più possibile l’azione curativa che è stata applicata durante la seduta fisioterapica: per questo motivo utilizzo con grande frequenza il taping neuromuscolare. L’applicazione di questi cerotti non medicati possono essere scelti sia come mantenimento fasciale e contenitivo ma anche con azione antalgica e drenante.taping per dorsalgia

Anche il mantenimento di una mobilità della zona toracica è estremamente indicata e quando è possibile attuare un release della colonna in toto, ma come eseguirla?
Per questo motivo consiglio anche l’acquisto di un Foam Roller, cioè un rullo foderato di gomma dura che deve esser rullato con il peso del corpo applicato sopra in modo da favorire uno schiacciamento e un rilascio muscolare.
Per acquistare un foam roller consiglio ancora una volta il portale AMAZON dove con pochi euro avrete un oggetto fondamentale e polivalente per il vostro benessere: per comprarlo basta cliccare sul bottone “COMPRA SU AMAZON”  e procedere all’acquisto.

 

Per eseguire di una mobilizzazione e uno stretching articolare potete guardare il video quì sotto (purtroppo è in inglese).

Anche la ginnastica posturale Mezieres è una metodica fantastica per allentare le tensioni che si sono generate riequilibrando tutti i segmenti corporei e allungando tutta la catena cinetica muscolare posteriore (insieme di muscoli che vanno dalla nuca fino alla pianta del piede).
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