Senti un fastidioso dolore alla nuca e non ne puoi più? Scopriamo insieme cos’è e come può scomparire definitivamente con la fisioterapia.

Dolore alla nuca

Anatomia del cranio e dei muscoli della nuca

Osso della nuca

Nuca

L’osso occipitale

Ovviamente prima di spiegare come mai viene un dolore alla nuca è bene fare un breve accenno all’anatomia che compone questo distretto, la quale ci permette di capire anche meglio come mai viene questo fastidioso problema e come debellarlo efficacemente.

Iniziamo con il parlare dell’osso occipitale che è un osso del cranio posto posteriormente al viso ed è quello che viene definito generalmente “nuca”: è un osso impari piatto che è dotato innanzitutto di una forma a “conchiglia” ed è un punto di grande importanza sia per il distretto cranio cervicale sia per la posizione che occupa: infatti l’osso occipitale accoglie all’interno del cranio un distretto molto importante che è quello della corteccia visiva, cioè la parte del cervello che è deputata all’elaborazione e la realizzazione cognitiva dei segnali visivi provenienti dagli occhi.
Un altro aspetto molto importante che coinvolge l’osso occipitale è che è dotato di un grande foro che è chiamato “forame Magno” cioè quel grande foro che si trova alla base della scatola cranica e da cui fuoriesce il midollo allungato (la parte più primitiva del cervello e sede dei centri vitali) e da dove nasce il midollo spinale.

Quest’osso inoltre assume, come abbiamo spiegato, anche un ruolo molto importante nella zona cervicale in quanto posteriormente, la zona occipitale è dotata di una sorta di componente sferica (condili occipitali) i quali, durante i movimenti del cranio di flesso estensione, si articolano con la prima vertebra cervicale (chiamata anche Atlante). Questa zona assume molta importanza perchè biomeccanicamente rientra spessissimo in alcune problematiche muscolari e articolari che coinvolgono il rachide cervicale con un dolore al collo.

Muscoli della nuca

muscoli della nucaCome è facile immaginare, la zona occipitale (o più semplicemente nuca) è un punto molto importante dove trovano inserzione una moltitudine di muscoli che possono contribuire a determinare un dolore alla nuca. Ma vediamo quali sono questi muscoli, in modo da comprendere meglio come mai viene questo dolore e come è possibile relazionarcisi.

I muscoli che trovano inserzione sulla nuca sono:

  • Trapezio (fasci superiori)
  • Sterno-cleido-occipito-Masteoideo
  • grande retto posteriore della testa
  • Piccolo retto posteriore della testa
  • Obliquo superiore della testa
  • Muscolo occipitale (descritto in anatomia anche come muscolo occipito-frontale)

Ognuno di questi muscoli può determinare, attraverso una propria disfunzione, una grave e profonda sintomatologia del mal di testa localizzato nella zona della nuca e generando un forte dolore all’occipite.

Cause di un dolore alla nuca

 

Prima di andare ad elencare tutti i motivi per il quale può comparire un dolore alla nuca ricordiamo che è fondamentale rivolgersi inizialmente al medico di fiducia che analizzerà la vostra situazione (anche in base alla vostra anamnesi) e potrà eseguire tutti gli accertamenti necessari.

Nevralgia di Arnold o nevralgia del nervo occipitale

Questa condizione è chiamata “nevralgia di Arnold” ed è una irritazione del nervo occipitale che può determinare un grande fastidio e dolore nella zona della nuca. Questo tipo di condizione ha una eziologia ancora non chiara, nonostante si pensa che possa esser scatenata da un alterato assetto posturale che coinvolge il rachide cervicale alto e i condili occipitali.

dolore alla nucaQuesta nevralgia è molto famosa in quanto è molto popolare, soprattutto nel pubblico femminile che tende a soffrirne di più rispetto agli uomini. Generalmente i pazienti che hanno una irritazione del nervo occipitale presentano un grande dolore nella zona occipitale della nuca con irradiazione del dolore anche anteriormente fino ad arrivare nella zona intorno all’occhio.
Questo tipo di dolore si presenta in maniera sporadica, rimanendo tuttavia alcune volte in forma latente, ma che comunque può essere esacerbato dai movimenti di estensione e flessione del capo: questo perchè i movimenti del cranio di flesso-estensione avvengono attraverso lo scivolamento dei condili occipitali sul piatto della prima vertebra cervicale.
Inoltre c’è da ricordare come anche i vari muscoli sottocipitali siano innervati da questo nervo che quindi, una volta che è presente questa nevralgia, tendono anch’essi a soffrire e ad emanare un grande dolore.
Ricordiamo come i muscoli sottocipitali vengano inoltre attivati durante i movimenti piccoli di flesso-estensione che riguardano il cranio; un aspetto molto importante che rende ancora di più l’idea di quanto il corpo sia collegato c’è da dire che in alcuni studi si è dimostrato che questi muscoli vengano attivati dal cervello anche con il movimento oculare (nonostante non ci sia un vero e proprio movimento del collo).

Contusione alla nuca

Ovviamente questo tipo di condizione è originata da un trauma ad alta velocità che impatta sulla zona della nuca. Questo tipo di evenienza è da tenere in particolare osservazione perchè il cervello, all’interno della scatola cranica, non è ancorato a qualche struttura, quindi risulta essere “galleggiante” e quindi soggetto agli spostamenti improvvisi del collo e della testa.

Per questo motivo è importante, se si ha avuto un trauma importante che ha interessato il cranio, di recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino per eseguire una TAC al cranio, per evidenziare, nel caso siano presenti, lesioni vascolari o cerebrali che inizialmente possono non presentarsi in maniera chiara ma che necessitano comunque di attenzione. Atteggiamento cauto va inoltre valutato nel momento in cui, a seguito del trauma, possa comparire anche una frattura dell’osso occipitale (che ricordiamo particolarmente importante in quanto zona dell’elaborazione visiva e da cui nasce il midollo spinale).

Nel caso in cui, fortunatamente non siano presenti eventi più gravi che coinvolgono l’osso e il cervello, il modo migliore per aiutare a sopportare il fastidio è evitare di poggiare il peso della testa su quella zona, magari dormendo di lato (per maggiori informazioni su come dormire con il dolore cervicale cliccate quì); fondamentale scegliere un cuscino adatto (ma questa è una prassi per tutto ciò che riguarda il collo) quindi ho creato questa guida su quale cuscino per la cervicale scegliere.

Molto utile invece per questo tipo di disturbo è l’applicazione di ghiaccio sulla zona dolente: possibilmente è utile applicarlo ogni 2 ore per 10-15 minuti. Nel caso in cui aveste bisogno di acquistare una borsa del ghiaccio, è possibile comprandola su AMAZON.

Altrimenti è molto utile anche l’acquisto del ghiaccio in gel, che viene tenuto in freezer ed è riutilizzabile.

Cervicale e nuca

Dobbiamo comunque ragionare sul fatto che quando si affronta un problema che determina un dolore alla nuca la zona cervicale è sicuramente quella che più di tutti è coinvolta e che è la maggior indiziata sul problema. Infatti un assetto non corretto del rachide cervicale rende questo tipo di disturbo molto più eclatante; avete presente quelle persone che camminano con un atteggiamento in cui la testa ed il collo li fanno apparire più simili a dei piccioni che ad esseri umani?!

posizione nuca errata

Atteggiamento errato del collo che è in flessione ed il cranio è in estensione

Beh, questo tipo di posizione è molto più comune di ciò che si pensa: infatti questo tipo di postura è data sicuramente da una serie di squilibri posturali che coinvolgono tutta la colonna, ma sicuramente rendono molto sofferenti e accorciati i muscoli sottocipitali (che ricordiamo esser innervati dal nervo occipitale) e mettendo una grandissima tensione anteriore sui dischi intervertebrali (andando quindi a determinare problematiche come protrusioni o ernie).

trigger point trapezioQualsiasi disturbo che coinvolge il rachide cervicale, può far insorgere una tensione a livello muscolare che, essendo quindi in una situazione di sofferenza perpetua, tende ad attivare alcuni trigger point (fibre muscolari che vanno in sofferenza e hanno la capacità di emanare un dolore anche a distanza). Proprio per questo motivo esistono alcuni punti all’interno della muscolatura sia cervicale ma anche dorsale che hanno la capacità di emanare un fastidio molto intenso che il paziente lo percepisce come dolore alla nuca. Un esempio è quello del muscolo trapezio che, quando comincia a soffrire, non solo irradia superiormente andando a determinare un dolore alla testa (cefalea) ma che viene percepito anche in zona occipitale con una forte sensazione di rigidità e di difficoltà nei movimenti del collo. Quì accanto vi mostro il percorso classico che viene percepito dal paziente che ha un attivazione di un trigger point del trapezio superiore.

L’assetto anche del cranio rispetto alla prima vertebra cervicale può sicuramente indurre una serie di cambiamenti in tutta la colonna cervicale, andando a trasmettere inoltre un segnale doloroso che il paziente percepirà nella zona della nuca. Esistono infatti molte manovre che applico all’interno del mio studio che hanno proprio l’intenzione di riportare le ossa occipitali (ricordiamo che sono presenti delle semisfere nell’osso occipitali chiamati condili che si articolano su una sorta di piatto formato dalla prima vertebra) a muoversi in una dinamica corretta senza utilizzare alcun tipo di intervento chirurgico.
In sede di valutazione nel mio studio si osserva infatti in primis la postura del distretto cervicale e del cranio, andando quindi a procedere con una palpazione dei vari muscoli che possono creare il problema: infatti una parte importante è sicuramente l’eventuale evocazione del dolore che il paziente generalmente traduce come “familiare”, segno che comunque è quello il problema.

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Articolazione temporo-mandibolare e dolore dietro la testa

Nel momento in cui si valuta un paziente che presenta un fastidio dietro la testa, è prassi ormai per chi tratta quotidianamente come me questo genere di patologie, andare ad indagare lo stato di salute dell’articolazione temporo-mandibolare: quest’articolazione è usata costantemente e, se presente un qualche disturbo o disordine, si possono manifestare problemi anche in zona nucale. Infatti dobbiamo pensare che i rapporti tra distretto cervicale, cranio e mandibola sono molto più che intimi, infatti il rachide cervicale e la testa si muovono anche in relazione al movimento che compie la mandibola durante i movimenti sia durante l’eloquio sia durante la masticazione. Infatti chi soffre di un problema all’ATM è un paziente che può presentare un click alla mandibola, un dolore mandibolare e mal di testa che coinvolge anche la parte posteriore del cranio.

Ma come si fa a capire se si ha un disordine temporo-mandibolare?

Ovviamente esistono alcuni parametri che possono esser facilmente indagati anche dal paziente stesso, ma anche l’osservazione della dinamica occlusiva durante l’apertura-chiusura della bocca è già un indizio sul possibile coinvolgimento di questa articolazione. Nel video quì sotto vi mostro inoltre un chiaro esempio di come, seppur senza fastidio, possa esserci un disordine temporo-mandibolare e come accorgersi di questa deviazione.

Meningite e dolore alla nuca

Se è presente un fortissimo dolore alla nuca con associata una rigidità del collo e una febbre molto molto alta (anche 41°) è il caso di rivolgersi immediatamente ad un pronto soccorso, in quanto può essere il caso che sia presente una meningite. Questa condizione infettiva (sia virale che batterica) è una situazione molto grave che può creare anche danni cerebrali irreversibili; per questo motivo è fondamentale recarsi nel minor tempo possibile all’ospedale e spiegare i propri sintomi.

Esami per il dolore alla nuca

Nel caso in cui sia presente un dolore alla nuca è necessario in primis rivolgersi al proprio medico di base che, una volta valutato la condizione del paziente, opterà e sceglierà se sarà il caso di eseguire alcuni accertamenti oppure no.
Sicuramente se c’è stato un trauma diretto (caduta da una moto per esempio) e si è battuta la testa, è importantissimo recarsi al pronto soccorso e sottoporsi ad una TAC: solamente con questo esame a scansione è possibile escludere un qualche danno a carico del sistema nervoso centrale.
radiografia cervico occipitaleNel caso in cui invece il medico richieda un indagine che contempli anche l’aspetto vascolare, può essere importante anche una risonanza magnetica da eseguire con il paziente a cui è stato somministrato il liquido di contrasto (radioattivo) che permette di indagare in maniera chiara e netta alcuni aspetti che il medico radiologo vuole evidenziare con la risonanza magnetica.

La semplice lastra può fornire un qualche aiuto invece nel caso in cui si voglia andare a valutare quale sia l’aspetto strutturale del rachide cervicale, andando quindi a vedere come le vertebre sono posizionate tra loro e come queste si muovono con il carico corporeo.

Cura per il dolore alla testa

Ovviamente ti starai chiedendo: qual’è quindi la cura per il dolore dietro la testa?

Come in tutte le pratiche che riguardano la medicina, è importante affidarsi a personale sanitario LAUREATO che abbia specifici attestati e competenze nel trattare questo genere di fastidio.
La valutazione durante il primo incontro è importantissima in quanto permette al fisioterapista di indagare con certezza e con dovizia di particolari su quali distretti è necessario indagare e quali tecniche usare. Come ho spiegato già in precedenza, affidarsi a personale esperto in questo distretto risulta essere la carta vincente nella risoluzione immediata ed efficace del problema.

Una volta diagnosticato quale sia il vero problema che affligge il paziente, possono esser proposte alcune tecniche come:

  • pompage cervicale

    Pompage cervicale abbinato alla respirazione e alla discesa dello sterno

    Pompage Cervicale: Questa tecnica che nasce dall’osteopatia e consiste nella trazione molto delicata del distretto in esame andando ad allungare e riaprire quei canali che sono stati occlusi. Per ciò che concerne la zona della nuca, è fondamentale andare a riallungare i tessuti alla base del cranio favorendo quindi un maggior apporto sanguigno. Inoltre se si esegue una manovra di tipo articolare, l’afferramento del cranio rispetto al rachide cervicale determina uno stretching di tutte le strutture molli e con allungamento riflesso anche di quei muscoli che sono accorciati e che danno grandi problemi.

  • Fibrolisi meccanica: Questa tecnica estremamente precisa e minuziosa viene utilizzata per determinare un rilasciamento muscolare e per favorire un recupero ottimale dei tessuti molli che sono bloccati. Per quanto riguarda il rachide cervicale alto e il dolore alla nuca, questa tecnica trova un grandissimo utilizzo in quanto attraverso alcuni specilli e dei ganci particolari, è possibile arrivare su quei muscoli molto profondi ed eseguire un lavoro sia di compressione ischemica (per i trigger point) sia di agganciamento dei tessuti e favorire una mobilizzazione di quei fasci muscolari che sono bloccati.
    Per ciò che concerne inoltre il dolore alla nuca, è bene specificare che quando si utilizza questa tecnica, è possibile inoltre andare a creare una sorta di “grattamento” del periostio e dare un grande stimolo di rilascio che agisce anche a livello del sistema nervoso centrale.
  • certificazione mulliganMobilizzazione Mulligan: Questa meravigliosa tecnica nasce dalle intuizioni di Brian Mulligan, terapista neozelandese che ha ideato il suddetto metodo, Attraverso un riposizionamento articolare (assolutamente non doloroso per il paziente) associato al movimento attivo del paziente che è sotto carico (quindi seduto) è possibile eseguire un cambiamento radicale delle superfici di contatto, riportando alla fisiologia e all’annullamento immediato del dolore in sole poche manovre.
  • Vi mostro quindi un esempio delle manovre che eseguo io nel mio studio, in quanto sono un terapista certificato Mulligan.

  • Manipolazione C0-C1: anche una manipolazione ad alta velocità e bassa ampiezza in questo delicato distretto può essere eseguita, riportando quindi i condili occipitali a muoversi nella loro più appropriata condizione. Ricordo che questo genere di manovre devono essere eseguite solamente da personale che ha conseguito specifici corsi di formazione in quanto, se improvvisati, si può creare un danno veramente molto importante. Questo tipo di manovra è assolutamente indolore per il paziente e, attraverso un movimento molto veloce, è possibile andare ad eseguire una manovra ad alta velocità ma con un pressochè rischio nullo sulla salute del paziente.
  • Esercizi a casa:  come in tutte le condizioni muscolo-scheletriche, gli esercizi a casa sono fondamentali nell’ottenimento dei risultati e nella loro conservazione. Infatti durante le sessioni di fisioterapia nel mio studio si compiono manovre ed esercizi volti proprio a risolvere il problema; una volta tornato a casa il paziente però deve eseguire una serie di “compiti” che continuano a dare un informazione di un certo tipo al sistema muscolo-scheletrico in modo da poter essere sempre più performanti.
    Nel caso in cui si abbia un dolore alla nuca un esempio molto calzante del lavoro che si può fare è quello di affidarsi agli esercizi McKenzie, volti proprio ad aumentare e allungare lo spazio compreso tra il rachide cervicale alto (C1 e C2) e le restanti vertebre del collo.

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