É con immenso piacere che ospitiamo per la “chiacchierata con gli specialisti” il Dottor Giovanni Di Giacomo, chirurgo ortopedico di fama nazionale ed internazionale, la cui specializzazione nell’articolazione della spalla lo ha portato ad essere un punto di riferimento nel panorama nazionale.
Con lui oggi affronteremo le relazioni tra la spalla, l’ortopedico ed il fisioterapista.

Buongiorno dottore e grazie per la disponibilità. Ci Parli un po’ di lei e del suo percorso professionale. 

giovanni di giacomoGrazie Daniel per avermi contattato. Nasco come Chirurgo Ortopedico laureandomi a 28 anni, quindi sono diversi anni che svolgo quest’attività specialistica, ho avuto l’opportunità di dedicarmi in maniera approfondità all’artroscopia sia per quanto riguarda le patologie che riguardano il ginocchio e della spalla, specializzandomi (o forse Superspecializzandomi) negli Stati Uniti presso l’Hospital for Special Surgery che mi ha dato la possibilità di lavorare a livello professionistico con il circuito ATP (Tennisti professionisti). Questo mi ha permesso di confrontarmi e conoscere tanti altri ortopedici a livello internazionale che da tanti anni sono specializzati nelle problematiche della spalla.

 

 

Cosa l’ha portata a specializzarsi nella spalla?

L’importanza nello specializzarsi in quest’articolazione è stato innanzitutto attraverso l’introduzione nello sport professionistico del tennis ed inoltre una passione che mi ha portato ad occuparmi non solo degli atleti ma anche a tutte quelle patologie che coinvolgono la spalla, come la degenerativa, tendinea, capsulo-legamentosa fino a quelle traumatiche.

Qual’è il suo rapporto con la fisioterapia?

Di Giacomo nadal

Il dottor Di Giacomo con il campione Rafael Nadal

Il mio rapporto con la fisioterapia è eccezionale; nel tempo ho organizzato vari congressi (il prossimo sarà proprio a Roma il 12 novembre) dove ho cercato di interfacciarmi con i migliori professionisti italiani e non solo. Il valore del fisioterapista lo reputo importantissimo, infatti io lo paragono a quello dell’ortopedico che opera la spalla del paziente: è necessario però creare un overlap culturale aggiornato cioè il fisioterapista deve essere aggiornato con le più recenti tecniche chirurgiche, le quali necessitano ognuno di varianti e trattamenti diversi in base alla modalità di esecuzione.

 

Può Spiegarci bene di cosa si tratta il “metodo Latarjet”?

Il “Metodo Latarjet” risulta essere utilizzata nelle instabilità di spalla traumatiche antero-inferiori recidivanti che generalmente hanno una scarsa qualità di tessuto capsulo-legamentoso o con la perdita di tessuto osseo importante, sia sul versante della testa dell’omero (Lesione di Hill-Sachs) oppure nella parte antero-inferiore della glena (Lesione di Bone Loss glenoidei). Questa tecnica utilizza l’asportazione dalla sede anatomica del processo Coracoide e il reimpianto dello stesso in sede anteriore del margine glenoideo. Per eseguire questo intervento utilizziamo una piccola placca che è il nostro (Concordia Hospital n.d.r) fiore all’occhiello ed abbiamo modificato la tecnica classica proprio con questa placca che adesso viene utilizzata in tutto il mondo con successi enormi.

Da sempre il suo lavoro è legato alla rieducazione dell’arto superiore insieme alla figura del fisioterapista: qual’è secondo la sua esperienza la strada migliore per i pazienti affinchè tornino a stare bene?

Il risultato nel processo riabilitativo risulta essere, secondo la mia visione, legato ad un concetto di Team tra il medico ed il fisioterapista che devono conoscersi, parlare e parlare lo stesso linguaggio, logicamente nell’interesse del futuro funzionale del paziente. Logicamente insisto sul concetto importante di conoscenza sia da parte del medico ortopedico delle ultime innovazioni tecnologiche e concettuali della fisioterapia, così come il fisioterapista deve conoscere le modalità d’accesso e la tecnica operatoria eseguita.

Da medico: come vede l’evoluzione della figura professionale del fisioterapista nel prossimo futuro?

di giacomo internazionaliCome ho detto prima vedo la figura del fisioterapista come quella del superspecialistica. Faccio difficoltà ad immaginare adesso un fisioterapista superesperto nella colonna vertebrale, nei vari legamenti del ginocchio, protesi dell’anca ecc.; per questo nel futuro secondo me ci sarà come in ortopedia una specializzazione sempre più sviluppata dei vari professionisti sanitari in base alla tipologia di trattamento da eseguire. Penso quindi che in futuro si andrà sempre più verso una specializzazione anche nell’area riabilitativa dove il fisioterapista si specializzerà sempre più verso un distretto anatomico e conoscendo a menadito le varie tecniche ortopediche.

Ha notato un aumento di un tipo di lesione alla spalla rispetto al passato? Se sì qual’è il motivo?

La mia attività di ortopedico mi ha portato nel corso del tempo a vedere sempre più un aumento delle spalle lesionate.

Posso dire, in base alla mia esperienza rivolta prevalentemente all’articolazione della spalla, che c’è stato sì un aumento dei fenomeni degenerativi da trattare, ma che grazie ai nuovi materiali e alle nuove tecnologie permette con miglior successo di trattare con più successo i pazienti anche con problematiche croniche e degenerative sia in Italia che nel Mondo.

Ha un qualche aneddoto speciale o un ricordo che le fa piacere raccontare?

di giacomo djokovic

Dottor Di Giacomo con Novak Djokovic

Non ho un ricordo particolare, posso solo dire che ho dedicato il libro più importante della mia vita ai miei pazienti e a mio padre, proprio per i pazienti che soffrono di instabilità di spalla (Shoulder instability edito dalla Springer) che mi hanno dato fiducia e che mi hanno fatto crescere sia come uomo che come medico ortopedico.

Grazie Daniel per la bella chiacchierata.

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