É un piacere ospitare per questa interessante chiacchierata Mauro Lastrico,fisioterapista e docente della metodica Mezieres insegnata ormai da vari anni in tutta Italia a tantissimi professionisti che vogliono intraprendere un percorso di terapia manuale e di trattamento rieducativo posturale.

Ciao Mauro e grazie per la disponibilità! Parlaci intanto di te, del tuo percorso formativo e professionale.

Mauro LastricoHo 54 anni. Mi sono diplomato come fisioterapista presso la clinica neurologica dell’università di Genova nel 1984. Sin da subito mi è stato chiaro che intendevo esercitare la libera professione e così ho cominciato ad ampliare le mie competenze con vari corsi di terapia manuale.
Nel 1988 sono approdato a Parigi (Noisy Sur l’Ercole per l’esattezza) dove ho seguito il corso sul Metodo Mézières con la stessa Françoise Mezieres.
E’ stato il corso che ha segnato la mia intera vita professionale.  Al ritorno ho provato ad utilizzarlo e mi sono subito accorto di ottenere risultati migliori rispetto alle tecniche che precedentemente adoperavo. Ma soprattutto soddisfava la mia “mentalità” matematica, il Metodo è infatti fisica applicata.
Altri incontri importanti sono stati quelli con il dott. Silvestrini, gnatologo, che mi ha aperto il mondo delle disfunzioni cranio-mandibolari e del dott. Chiri, osteopata, che mi ha permesso di integrare tecniche di tipo viscerale nel lavoro Mezieres.

Cosa ti ha portato all’insegnamento e alla formazione?

E’ una delle cose che facevano parte del “cosa vorrei fare da grande” , da studente mi sentivo portato per la medicina, la fisica e l’insegnamento. Poi per varie ragioni ho scelto di fare fisioterapia ma alla fine sono riuscito a riunire il tutto. In particolare dopo essere tornato da Parigi ho passato molte ore in compagnia di amici fisici ed ingegneri per dare un contenuto scientifico ai concetti empirici enunciati da Mezieres.

Quali sono i corsi secondo te “must do” di un buon terapista?

mezieres lastricoUn terapista è un buon terapista quando fa quello per cui è portato e quando crede ai presupposti scientifici di quello che esegue.
Esistono molte tecniche che pur avendo una curva dei risultati simile si basano su presupposti scientifici molto diversi e a volte contrapposti. Attualmente non disponiamo di sufficienti informazioni per stabilire dove sia di casa la ragione.
Per semplificare, tutte le tecniche potrebbero rientrare in 3 grandi filoni interpretativi ed applicativi: quello strutturale (il problema è causato dalla struttura, quindi lavoro sulla struttura attraverso la struttura e così facendo le forze muscolari andranno in spontaneo riequilibrio); quello del deficit muscolare (il problema della struttura è causato dalla debolezza di alcuni muscoli, quindi lavoro sulla struttura attraverso il rinforzo muscolare); quello dell’eccesso di tono muscolare (il problema della struttura è causato dall’accorciamento asimmetrico del sistema muscolare, quindi lavoro sulla struttura attraverso la diminuzione della forza resistente e l’aumento della capacità elastica dei muscoli).
Credo quindi che ognuno dovrebbe chiedersi quale tipo di approccio lo convince di più e cercare di muoversi al suo interno. Esistono ottime tecniche in tutti i “filoni” di pensiero.

Hai assistito al passaggio da terapista ” tuttofare” al terapista con formazione solo EBM, qual’è la tua visione?

A torto o a ragione mi considero un uomo di scienza e quindi non posso che essere contento di un passaggio verso la specializzazione. Ma sono anche uomo di scienza del mio tempo con la consapevolezza di quanto, nel corso del tempo, è cambiato e cambierà ciò che è ritenuto scientifico.
Per questo motivo un approccio ai parametri EBM troppo rigido mi trova perplesso.

Ci parli brevemente della metodica Mezieres?

aifimmE’ una tecnica impegnativa per il terapista ma affascinante. Impegnativa perché necessita di buone basi di anatomia e biomeccanica, affascinante perché è al contempo analitica e sistemica. E’ in grado cioè di agire sia sulle problematiche determinate da una causa locale che da una causa riferita da un altro distretto corporeo. Per far questo è però necessario un approfondito esame obiettivo che impegna non poco il terapista.
Naturalmente non è una tecnica universale, né sempre funziona. La curva dei risultati del Mezieres è in linea con quella delle maggiori tecniche utilizzate in campo riabilitativo nei follow up del breve periodo. Sopra la media per i follow up a lungo termine.

Come ti immagini l’ambito riabilitativo nei prossimi anni?

La nostra è una professione giovane e in continua crescita. Credo andrà avanti così, professionisti sempre più preparati ed autonomi.

Grazie Daniel per la bella chiacchierata e per aver fatto questa intervista!

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