Iniziamo questa rubrica con il piacere di ospitare per una piacevole chiacchierata Marco Gaspare Casano, fisioterapista e osteopata, nonchè formatore per i corsi di terapia manuale viscerale e fibrolisi meccanica.

Ciao Marco e grazie per la disponibilità. Iniziamo con il chiederti di raccontarci un po’ chi sei (dove lavori, di cosa ti occupi, qual’è stato il tuo percorso professionale).

Marco gaspare casanoCiao Daniel grazie a te. Sono un Fisioterapista Osteopata ho il piacere di lavorare come libero professionista alternandomi tra i due miei centri Milanesi. La possibilità di poter curare con mezzi che non fossero farmaci o chirurgia mi ha sempre appassionato fin dal liceo e dopo aver conseguito la Laurea ho seguito un percorso formativo ulteriore nell’ambito della TERAPIA MANUALE  NEURO MUSCOLO SCHELETRICA con particolare attenzione al management del dolore cronico di origine somatica e viscerale. Il percorso formativo ha seguito anche la via  non convenzionale con un Bachelor in Osteopatia presso l’Università del Galles.  La necessità di risolvere disordini di origine mista ( neurologica, fasciale, muscolare,articolare e viscerale) con un approccio meccanico mi ha spinto ad approfondire il complesso rapporto tra trasduzione elettrica connettivale e stimolo meccanico tramite l’utilizzo di device di vario genere. Dopo diversi corsi di crochettage, Fibrolisi, Smart tools, Dryneedling è maturata con la collaborazione di alcuni colleghi una nuova tecnica chiamata Fibrolisi meccanica™ di cui sono il titolare. fibrolisi meccanica
L’iter di studio mi ha portato ad approfondire i concetti di dolore cronico di origine viscerale tramite il confronto con clinici e     ecografisti di elevato valore intellettuale fino alla maturazione di un recente concetto EBM sul trattamento manuale viscerale.
L’amore per la diagnostica per immagini mi ha portato ad approfondire il concetto di imaging in riabilitazione con corsi di formazione altamente specialistici fino all’utilizzo delle manovre fisioterapiche su guida ecografia.
Sono proprietario di due centri fisioterapici su Milano, del Franchising CENTRO FISIOTERAPICO ITALIANO© e del provider di ricerca autofinanziata e formazione MEDGROWUP.
Collaboro dal 2013 con la clinica universitaria riabilitativa dell’Ospedale Sacco nell’arricchimento professionale dei tutor universitari.

Sei un terapista giovane, formatosi quindi avvertendo il passaggio dalla vecchia scuola fisioterapica basata solo sull’esperienza individuale verso un insegnamento più scientifico. Puoi spiegare questo iter e come è strutturato il tuo approccio riabilitativo.

Il mio background formativo ha subito una continua stimolazione verso la dimostrazione dell’evidenza fisioterapica. Anche la “scelta” dei miei stessi tutor con cui adesso ho il piacere di collaborare (in molti casi anche con una inversione di ruoli che mi inorgoglisce conservando per loro comunque un doveroso rispetto per il lascito intellettuale) è stata sempre verso il tutor più propenso alla procedura scientifica.
Non dimentico mai comunque che l’evidenza pratica quotidiana contestuale ai trattamenti anche se non immediatamente supportata da un impianto chiaramente scientifico costituisce la base per l’evoluzione dello stesso, ed è il focolare della scienza ancora da dimostrare.
Il mio approccio riabilitativo è caratterizzato da una curiosità operativa che cerca sempre la giustificazione più ragionevole all’accadimento terapeutico. Ogni mio atto terapeutico eseguito con successo o insuccesso mi spinge a cercare la motivazione con i mezzi più oggettivi, da qui il mio amore per l’imaging soprattutto quello dinamico e per i device dediti alla valutazione della funzione (non ultimo l’esame spirometrico correlato a tecniche diaframmatiche e toraciche). terapia manuale viscerale 1
Il mio approccio terapeutico si sposta continuamente dal distrettuale alla relazione intercompartimentale, dalla manipolazione più accurata all’esercizio terapeutico più indicato, dall’amore per la terapia fisica al Tape più ricercato. Cerco di essere versatile perché il paziente è continuamente in divenire nella sua qualità tissutale e nella sua risposta neurologica al trattamento.

Dopo quanto hai deciso di dedicarti alla formazione? C’è stato qualcosa che ti ha portato verso questa strada?

L’interesse per la formazione credo sia insito nel mio DNA mia madre è una insegnante appassionata, fin da ragazzo ho fatto l’istitutore di diverse discipline sportive, all’università spesso mi rendevo disponibile per chiarimenti ai compagni di classe.
Dopo qualche hanno dal mio rimpatrio dal Galles diversi colleghi si sono incuriositi alla mia tipologia di trattamento e alle risposte che loro giudicavano sempre puntuali e precise. Nel frattempo presso il mio centro tramite i rapporti maturati con l’ecografista ho iniziato una raccolta dati sistematica su mobilità viscerale, sulla dinamiche peristaltiche e sulla reologia fluidica toraco addominale.
Da lì sono nate le prime proposte formative che hanno avuto come seguito diversi provider presso i quali ho fornito la mia consulenza didattica per arrivare poi a MEDGROWUP il primo provider in Italia nato da un desiderio di ricerca e non da motivazioni economiche.

Spiegaci in cosa consiste il trattamento manuale viscerale e quali sono le sue indicazioni.

terapia manuale viscerale2La Terapia manuale viscerale si rivolge a tutte quelle patologie viscerali aventi come terreno una disfunzione di vascolarizzazione, drenaggio o neurovegetativa dove il deficit di mobilità dell’organo sotto la spinta diaframmatica è una causa/concausa dell’insorgerza patologica. L’obiettivo della TMV è quello di ristabilire i pattern fisiologici di mobilità d’organo per consentire la restitutio ad integrum dei meccanismi nutrizionale dell’organo. I casi clinici più tipici trattabili con la TMV sono:
  • l’ernia iatale
  • il colon irritabile
  • le dispepsie
  • le BPCO e gran parte dei disordini respiratori in età adulta, pediatrica e neonatale
  • I disordini metabolici
  • le disfagie funzionali
  • le lombalgie di origine viscerale
  • le cervicalgie di origine viscerale
  • etc…

Cosa differenzia il tuo approccio rispetto a quello che svolgono altri docenti/altri percorsi formativi?

fibrolisi meccanica2Nel mio modo di operare l’approccio nasce dall’indagine obiettiva, non è l’indagine che nasce dall’approcccio; con la premessa che in certe discipline l’indagine non prevede nemmeno l’esame obiettivo ma solo la presa di posizione nata da sillogismi discutibili fortemente legati ad uno spreco intellettuale anatomico.
La cosa fondamentale che ci distingue e il valore dato all’indagine semeiotica volta ad individuare le red flag di rinvio al medico curante.
La semeiotica clinica condotta dal Fisioterapista che si traduce nell’acronimo IPPA:
  • Ispezione
  • Palpazione
  • Percussione
  • Auscultazione
Condotta con precisione su organi viscerali addominali, toracici e del collo rimane il fondamento sul quale far crescere il percorso manipolativo.
La manipolazione di legamenti,(meso ed epiploon) sfinteri e pattern di mobilità d’organo segue una clinica molto simile nel ragionamento a quella prodotta dalla terapia manuale ortopedica dove il dato deve essere continuamente valutabile e confrontabile con una discreta affidabilità intra e interoperatore.

Secondo la tua esperienza, quali sono i must do dei corsi per la fisioterapia?

  • Clinica medica più approfondita per il riconoscimento degli eventi avversi e delle red flag
  • Clinica fisioterapica
  •  Imaging
  • Terapia manuale che dovrebbe avere delle basi più consolidate fina dai percorsi universitari
  • Utilizzo di presidi medici invasivi
  • Farmacologia di base funzionale all’approccio riabilitativo

Come vedi il nostro lavoro e la nostra professione fra qualche anno?

Nei sogni più belli prevedo un’evoluzione senza fine .
Ragionando nel contesto attuale auspico:
  1. Un rinforzo politico della nostra professione che non significa politicizzare la professione ma semplicemente dare più forza alle ragioni professionali nel contesto politico. Per questo abbiamo bisogno di professionisti che diventino anche politici (sindaci, onorevoli, assessori etc.) per portare in maniera nitida senza “fuorvianze” (perdonate il neologismo) lobbistiche i benefici del nostro lavoro nella società.
  2. Un potenziamento intellettuale garantito da un percorso più corposo ma ci dobbiamo rifare al punto uno per raggiungere il punto due.
  3. Una omogeneità di pensiero all’interno della professione stessa
Solo parte di questi obiettivi sarà raggiunto ma sarà comunque un passo avanti.
Grazie mille per la collaborazione.
Grazie a te Daniel e mi auguro che questo istinto promotore professionale possa emergere sempre di più.

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3.7]

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