Soffri di continui capogiri e il tuo medico ti ha diagnosticato una neurite vestibolare? Vediamo insieme cos’è e cosa bisogna sapere riguardante questa condizione.

Neurite Vestibolare

Anatomia

Prima di parlare su cosa è la neurite vestibolare è utile eseguire un piccolo accenno anatomico sul nervo e sulla sua correlazione con le vertigini.

Il nervo vestibolare è un nervo che fa parte del gruppo dei “Nervi cranici” cioè quel gruppo di nervi che si originano a livello del tronco encefalico (la parte più profonda del cervello e da cui nascono i centri primari della sopravvivenza) e che innervano non solo alcuni organi di senso della faccia, ma anche consentono la motilità dei muscoli del viso, della bocca, dell’occhio e anche di parte del collo.

anatomia nervo vestibolareQuesto nervo vestibolare è rappresentato dall’ottavo nervo cranico che è chiamato nervo Vestibolo-cocleare in quanto si occupa di inviare segnali al cervello riguardanti sia i segnali sonori sia quelli riguardanti l’equilibrio.
Questa componente deputata al controllo dell’equilibrio (che ricordiamo essere intesa sia a livello statico che dinamico) nasce a livello del ganglio vestibolare di Scarpa (nella parte profonda dell’orecchio interno) per arrivare poi, attraverso alcune cellule a T fino a livello del tronco encefalico (più precisamente nella zona vasta tra il ponte ed il bulbo).

Funzionalmente è possibile suddividere il nervo vestibolare in due porzioni:

 

  • Componente Rostrale: è implicato nella percezione dei segnali angolari provenienti dall’equilibrio permettendo quindi un accomodamento della testa e degli occhi in grado di controllare meglio i segnali propriocettivi.
  • Componente Ventrale: rileva le componenti lineari dell’equilibrio e si occupa comunque di mantenere il tono muscolare e della postura.

Connessioni del nervo

Sono molto complesse le connessioni del nervo vestibolare con i vari nuclei all’interno del cervello sono molto complessi ed è possibile sintetizzarli in 4 collegamenti:

  1. con il sistema oculomotorio: il cervello comunque deve integrare e sintetizzare in maniera chiara i segnali che gli provengono dai vari nervi; per questo motivo è necessario comunque uno stimolo motorio verso i muscoli dell’occhio in modo da dirigere lo sguardo in maniera tale da assecondare il mantenimento dell’equilibrio.
  2. con i motoneuroni spinali: in questo caso determinano infatti proprio una via di collegamento chiamata fascio vestibolo-spinale, quindi con un collegamento anche con il midollo spinale
  3. col cervelletto: questo organo ha la funzione comunque di gestire e integrare non solo i segnali provenienti dall’orecchio interno, ma anche di rielaborarli e determinare un movimento fluido e gestire al meglio l’equilibrio
  4. con i nuclei grigi reticolari ponto bulbari: forte correlazione anche con il sistema nel tronco encefalico con le fibre chiamate proprio fibre vestibolo-reticolari.

Nervo vestibolare ed orecchio interno

Quando si analizza il funzionamento e l’eventuale problematica legata al nervo vestibolare è necessario comunque spiegare il funzionamento del sistema che gestisce l’equilibrio e come questo si mette in contatto con il cervello attraverso il nervo vestibolare.

Canali semicircolariI prolungamenti periferici del nervo vestibolare si connettono con la parte dell’orecchio interno attraverso il contatto a livello della cresta acustica nelle ampolle dei canali semicircolari.
Questi canali sono 3 (posteriore, superiore e laterale) e sono molto importanti in quanto rispondono alle accelerazioni angolari (durante il movimento della rotazione del capo) con uno spostamento del liquido interno all’orecchio (l’endolinfa) la quale determina una variazione dell’inclinazione delle ciglia all’interno della cresta acustica.

Tutto questo viene percepito dai recettori del nervo vestibolare il quale invia poi il segnale  attraverso le varie vie che abbiamo visto prima verso il cervello nel quale vengono elaborate per fornire un continuo mantenimento dell’equilibrio.

Come viene la neurite vestibolare

Neurite vestibolarePurtroppo non è ancora nota la causa della neurite vestibolare in quanto la sua eziologia è sconosciuta. Nonostante ciò però si pensa che possa derivare da un qualche agente virale che determina una reazione immunitaria con conseguente edema e interessamento del nervo vestibolare. Generalmente il primo attacco è quello più grave e più invalidante per il paziente.

Sintomi della neurite vestibolare

Generalmente i sistemi vestibolari mantengono una condizione di equilibrio anche durante il movimento del capo; nei casi invece di un’aumento dell’eccitabilità a causa di una sindrome irritativa come la neurite vestibolare si possono avere vari sintomi anche molto importanti e molto invalidanti per il paziente.

  • Vertigine: può essere definita anche come un’allucinazione di movimento molto spiacevole in cui l’ambiente intorno a sè si muove (in questo caso parleremo di vertigine oggettiva) oppure del proprio corpo che si muove rispetto all’ambiente (vertigine soggettiva). Questa condizione può durare anche per tutto il tempo della patologia arrecando al paziente un grave problema di deambulazione e di sensibilità dello spazio.
  • Nausea e Vomito: a causa dell’alterazione dei sistemi di controllo, c’è un sovraccarico funzionale e vengono stimolati anche alcuni centri neurovegetativi che danno origine a condizioni come nausea e vomito.
  • Sudorazione: anche questo tipo di condizione deriva da una turba neurovegetativa che determina anche un aumento della produzione di sudorazione anche se non è correlato con aumenti della temperatura circostante.
  • Pallore: il sistema neurovegetativo ha un’influenza anche sulla contrattilità dei microvasi superficiali dando origine quindi a del pallore.
  • nistagmo

    nistagmo

    Nistagmo: Questa condizione è data dalla relazione molto stretta con il sistema oculomotorio che si occupa dell’innervazione dei vari muscoli che muovono l’orbita oculare. Questa condizione è data dalla successione ritmica dei movimenti oculari coniugati da una alternanza di una deviazione lenta ad una fase rapida di richiamo in senso opposto.

  • Deviazioni posturali: Con deviazioni posturali si intende una mancanza di equilibrio ed è la conseguenza dell’asimmetria del tono muscolare causato dallo sbilanciamento dei sistemi vestibolo-spinale. Per verificare la presenza di questo tipo di sistema si utilizza o la prova degli indici oppure attraverso il test di Romberg.

 

Decorso e risoluzione della neurite vestibolare

Purtroppo non avendo alcun tipo di causa certa sul perchè un paziente comincia a soffrire di una neurite vestibolare, non è possibile inquadrare in maniera chiara anche il tipo di reazione certa che il corpo ha ad un evento del genere.

Quello che si sa però è che questa condizione di forti vertigini e dei vari sintomi associati che abbiamo elencato poco fa, può durare dai 7 ai 10 giorni con una completa e spontanea guarigione senza alcun tipo di apporto farmacologico.
C’è da dire però che ogni attacco di vertigine è comunque legato a certe posizioni che il paziente con una neurite vestibolare assume durante l’arco della giornata e che tendono ad esacerbare il suo problema. Come è stato già detto, la prima crisi è sicuramente quella più potente e che fa allarmare in maniera importante i pazienti; mano mano che passano i giorni le crisi diventano sempre più leggere e sempre più tollerabili fino a scomparire del tutto.

Le vertigini nel corso dei giorni scompaiono del tutto mentre il senso di instabilità e di capogiro può permanere nell’individuo anche qualche settimana per poi risolversi autonomamente.

Esami per la neurite vestibolare

Non esistono veri e proprio esami specifici per chi soffre di neurite vestibolare; la cosa importante però che si può fare è sicuramente quella di eseguire comunque un esame audiometrico in grado di valutare la componente audiologico e vedere se ci sono interessamenti anche sotto l’aspetto uditivo da parte del paziente.

La valutazione audiologica è quindi fondamentale ed è eseguita da un medico otorinolaringoiatra che saprà quindi valutare la condizione ed eseguire una diagnosi.

manovra rotatoriaMolto importante però è, oltre alla prova uditiva, la valutazione del nistagmo nelle sue forme e nella sue direzioni: per questo motivo il medico esegue un’elettronistagmografia che consente di registrare ed analizzare le caratteristiche del nistagmo. Questo esame si basa sulle registrazioni delle variazioni di campo elettrico (dipolo corneo-retinico) prodotte dai movimenti oculari.
Si eseguono tendenzialmente o la prova calorica cioè l’irrigazione del condotto uditivo con acqua calda e fredda in modo da indagare individualmente il labirinto interno; altra prova è la prova rotatoria che esamina contemporaneamente i due labiriniti e valuta la sensibilità dei due canali semicircolari.

 

Inoltre nel caso in cui il medico otorinolaringoiatra lo ritenga opportuno, può essere utile una risonanza magnetica della testa per escludere l’eventuale presenza di masse o condizioni tumorali che possano irritare il nervo vestibolare.

Farmaci per la neurite vestibolare

Non essendo chiara l’eziologia della neurite vestibolare non esiste un farmaco che il medico otorinolaringoiatra prescrive ai pazienti, anche perchè i sintomi e la patologia tendono a guarire spontaneamente.

Il medico però può somministrare ai pazienti alcuni farmaci per ridurre la sintomatologia come le vertigini, la nausea ed il vomito.
Generalmente per le vertigini il medico prescrive alcuni farmaci a base di Scopolamina, meclizina o lorazepam. Molto importante che l’assunzione di questi farmaci non può essere continuata per molto tempo e vanno usati solamente per poco tempo, in quanto potrebbero dare origine ad un effetto contrario, cioè protrarre più del dovuto la sensazione di vertigine.

Nel caso in cui avvenga una condizione di nausea e vomito generalmente il medico per ridurre la sintomatologia può consigliare l’utilizzo di qualche farmaco antiemetico e, nel caso i fenomeni di vomito siano stati numerosi, potrebbe consigliare anche l’utilizzo di flebo con soluzione fisiologica ed elettroliti per scongiurare un’eventuale disidratazione da parte del paziente.

 

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