Hai un mal di schiena nella parte inferiore della colonna e non passa? Potresti soffrire di sacroileite! Scopriamola insieme.

Sacroileite

Anatomia ossea ed articolare

sacroileite anatomiaPrima di parlare della sacroileite e del suo relativo trattamento, è bene accennare un minimo di cenni di anatomia e di fisiologia articolare. Infatti questo tipo di infiammazione è localizzata nell’articolazione Sacro-iliaca, cioè quell’articolazione che si viene a creare tra il sacro e le ossa iliache. Quest’articolazione è formata dalla superficie auricolare del sacro i cui contorni sono sovrapponibili a quelli della faccetta auricolare dell’ileo. La funzione principale di questa zona è proprio quella di trasmettere il peso della colonna vertebrale verso la pelvi e verso gli arti inferiori. Logicamente non è solamente un meccanismo unidirezionale ma anche proveniente dal basso con gli arti inferiori verso l’alto, soprattutto quando il corpo lavora in catena cinetica chiusa. Durante la pubertà e la fanciullezza, quest’articolazione è principalmente formata da un’articolazione sinoviale, per poi modificarsi durante gli anni.

Per comprendere inoltre i meccanismi che portano ad una sacroileite è bene menzionare quali sono i legamenti stabilizzanti dell’articolazione che, nel caso in cui ci siano una serie ripetuta di irritazioni e di stress, possono andare verso una calcificazione e indurre un’infiammazione dell’articolazione: i legamenti che sono stabilizzano l’articolazione sacroiliaca sono i legamenti sacroiliaci, l’ileolombare, l’interosso, il sacrotuberoso e sacrospinoso.

Cosa è la sacroileite

sacroileite cosa èMa cosa è la Sacroileite? Quando si parla di sacroileite parliamo dell’infiammazione dell’articolazione sacroiliaca che tende ad andare in blocco e risulta poco mobile e accomodante nei movimenti lombari e degli arti inferiori.

Come abbiamo accennato prima, la funzione principale di questo distretto è proprio quello di distribuire le forze sia in senso craniale (cioè dalle gambe verso l’alto) o in senso caudale (dalla colonna verso gli arti inferiori); succede però che una serie di infortuni unilaterali, ripetitivi o che generano un movimento di torsione possono indurre ad un errato posizionamento delle superfici articolari con conseguente infiammazione.
Questa infiammazione generalmente colpisce solamente un lato della colonna e non è bilaterale, questo perchè in ambito fisioterapico viene detta che questa zona è una zona “tampone” cioè che comunque assorbe tutte le tensioni che si scaricano solamente su di una sola zona.
Non è raro riscontrare attraverso alcune analisi sia da cadavere sia attraverso mezzi radiologici speciali, che si assiste non proprio ad un disallineamento delle superfici articolari, ma ad una rigidità dei legamenti nella zona e che, essendo innervati anche questi e fornendo un’informazione sensoriale speciale a livello cerebrale, possono indurre una sintomatologia dolorosa molto importante.

Quando infatti si valutava nei tempi passati la presenza di una possibile sacroileite, gli studi anatomici antichi che non prendevano in considerazione l’assetto globale della persona, cercavano di andare a vedere se erano presenti delle alterazioni chiamate nutazione contronutazione cioè il movimento di rotazione anteriore del sacro rispetto alla rotazione posteriore dell’osso iliaco; per quanto riguarda la contronutazione è il movimento contrario.
Questo tipo di definizione ormai è sempre più in disuso in quanto si osserva in maniera più approfondita tutto l’assetto posturale del paziente e non solo la posizione del sacro e del bacino.

 

Sintomi della sacroileite

Come abbiamo precedentemente accennato, il dolore nella sacroileite rappresenta il sintomo principale, il quale si presenta non solo durante la stazione eretta e durante la deambulazione, ma anche durante la notte, peggiorando notevolmente rendendo difficoltoso il riposo notturno.

La localizzazione del dolore è principalmente nella zona dell’articolazione colpita, con una sensazione da parte del paziente di forte dolore nella parte inferiore della schiena e al passaggio tra “schiena e gluteo”; non poco frequente è anche una discesa del dolore inferiormente verso l’arto inferiore, da non confondere però con una sintomatologia che coinvolge il Nervo sciatico.

In letteratura viene descritta generalmente una duplice condizione riguardante la mobilità di quest’articolazione:

  • Ipermobilità: caratterizzata da un movimento eccessivo che genera un dolore a fascia a livello della schiena e generale.
  • Ipomobilità: in questo caso il movimento risulta essere bloccato, determinando una sintomatologia unilaterale e che può scendere fino al ginocchio.

aree dolore sacroileite

Come mostrato dall’immagine, il dolore si localizza nella zona dell’articolazione e nella parte più interna dove si trova la testa del femore, scendendo anche al di sotto della piega del gluteo. Spesso infatti viene confuso come dolore quello della sciatalgia che scende verso la parte posteriore della coscia.

Il dolore poi non solo è rappresentato dalla zona articolare, ma spesso irradia anche al centro del gluteo generando un dolore molto intenso anche durante i movimenti della gamba quando si piega verso il petto: questo segno spesso indica anche che c’è un coinvolgimento della muscolatura glutea e che quindi va trattata in contemporanea.

Oltre al dolore, la rigidità dei movimenti è un altro segno classico che caratterizza i pazienti affetti da sacroileite in quanto i movimenti del tratto lombare (con i vari legamenti che mettono tensione a livello sacrale) e di tutta la colonna sono difficoltosi e macchinosi; infatti i movimenti sia di flessione in avanti sia in estensione sono dolorosi con un senso di rigidità generale di tutto il distretto.

Può esserci inoltre, come sintomo, anche quella di una sensazione di calore, segno proprio che nella zona potrebbe esserci anche un’infiammazione in atto e che quindi può essere utile affrontarla anche sotto l’ottica farmacologica.

Cosa aggrava i sintomi della sacroileite

peggioramento sintomi sacroilieite

Come chi soffre di sacroileite sa molto bene, ci sono delle situazioni che peggiorano la sensazione dolorosa di questa infiammazione. Infatti alcune abitudini che si adottano influiscono in maniera preponderante sullo stato di salute della persone: infatti è possibile riconoscere azioni o comportamenti che peggiorano come:

  • Eseguire durante la camminata passi lunghi
  • Salire le scale
  • Saltare
  • Correre a falcate
  • Ruotarsi nel letto
  • stare tante ore in piedi
  • Passare tante ore seduti (soprattutto se la sedia è scomoda)

 

Diagnosi della sacroileite

Se si sospetta di avere una sacroileite è molto importante innanzitutto rivolgersi al medico di base che effettuerà un primo approccio alla condizione ma che dovrà poi inviare il paziente ad un fisioterapista specializzato. Dico fisioterapista e non medico ortopedico in quanto è solamente attraverso la terapia manuale o strumentale che è possibile curare questa infiammazione, che logicamente non passa solamente attraverso la somministrazione di un farmaco antinfiammatorio.

Quando si deve fare la diagnosi di disfunzione sacroiliaca è fondamentale eseguire una serie di Test specifici che vengono applicati in ambito riabilitativo che sono validati a livello scientifico mondiale e che permettono di avere un’ottima accuratezza nella diagnosi di sacroileite.
Il più importante segno che ci garantisce di poter affermare di avere davanti una disfunzione è la batteria di test chiamata “Batteria di Laslett” cioè una batteria di test che vanno a stressare l’articolazione sacroiliaca: se durante questi 5 test, almeno 3 evocano dolore al paziente, si può parlare con grandissima affidabilità di esser davanti ad un’alterazione del distretto. Nel video quì sotto mostro come siano composti questi test e di come vengono eseguiti.

In caso in cui il medico possa ritenere opportuno di eseguire un indagine radiologica del distretto, può essere utile anche l’esecuzione di una lastra del bacino: il mio suggerimento però è quello di eseguirla sotto carico in quanto quindi è possibile vedere se sono presenti alterazioni funzionali quando il paziente è sotto carico. Se invece si vuole avere un’indagine ancora più dettagliata della zona, può risultare vincente eseguire una TAC (tomografia assiale computerizzata) in grado di analizzare in maniera precisa sia la zona ossea che legamentosa.

termografia sacroiliaca

Esempio di termografia Sacroiliaca che mostra infiammazione (con il colore rosso).

Nei casi in cui si sospetta che il dolore sacroiliaco nasca da un’origine reumatica il paziente può eseguire una termografia cioè un’indagine che analizza il calore all’interno del corpo e, nel caso in cui ci sia un’infiammazione, la zona risalterà in maniera molto evidente.

Sacroileite: Cause

Immagino che ora vi chiederete: qual’è quindi la cause per la sacroileite? Innanzitutto è necessario valutare quale sia l’origine del problema: infatti a volte non è semplicemente un’infiammazione dell’articolazione a determinare il classico dolore e sintomi; possono concorre varie cause che vanno affrontate in maniera adeguata.

Quando noi pensiamo quindi alla sacroileite è importante anche menzionare alcuni disturbi che concorrono e che possono indurre una sintomatologia che si localizza in questa zona: Infatti non è raro riscontrare come un dolore che irradia proprio in zona dell’articolazione sacroiliaca possa generarsi anche da un disturbo muscolare.
Infatti essendo un’articolazione “tampone” e che subisce l’influenza di molti distretti e che gestisce i carichi corporei, la maggior parte dei problemi nasce da muscoli che entrano in disfunzione.

muscoli sacroileiteÈ il caso infatti dei trigger point: infatti alcune fibre di alcuni muscoli per una serie di cause (sovraccarico, stress, posture alterate, inefficenza motoria ecc) possano andare in disfunzione generando a livello biochimico una serie di alterazioni con deposizione di sostanze infiammatorie, ma che a livello palpatorio e funzionale si presentano come delle piccole contratture tese e che generano un dolore sia locale che riferito.
Per ciò che riguarda la sacroiliaca numerosi muscoli tendono proprio a irradiare nella zona: infatti i muscoli paravertebrali a livello sacrale tendono a generare dolore proprio in sede locale dove si inserzionano cioè dove si trova quest’articolazione.

Un altro muscolo che genera dolore in questa zona è il muscolo quadrato dei lombi, muscolo questo spesso implicato nei mal di schiena e nelle lombalgie a fascia. Per far capire come tutto il corpo sia comunque legato e sia in collegamento in maniera globale, anche un muscolo del polpaccio può incorrere in una sintomatologia legata alla sacroileite.

Come abbiamo già spiegato, una possibile causa del dolore alla schiena e alla suddetta articolazione può essere riconducibile ad una condizione di alterato posizionamento delle superfici articolari che quindi si trovano in disfunzione e, non potendo muoversi in maniera corretta e funzionale, si trovano ad essere bloccate e inviano al cervello un segnale di dolore percepito poi dal paziente.

Anche a livello viscerale è possibile riscontrare una sorta di correlazione con visceri e articolazione sacroiliaca: infatti localizzandosi anteriormente e ricevendo un’innervazione proveniente proprio dai distretti sacrali, non è raro trovare una sacroileite di origine Viscerale: infatti sia il colon che i vari organi pelvici possono indurre non solo un dolore pelvico ma anche una sintomatologia simile ad un disturbo sacroiliaco che andranno poi affrontati in maniera più approfondita attraverso un approccio manuale fisioterapico proprio per il distretto viscerale.

Vanno inoltre menzionate come possibili condizioni che possono indurre un simile problema anche cause di tipo reumatologico autoimmune come la Spondilite Anchilosante che determina una reazione immunitaria contro le stesse articolazioni.

Purtroppo anche condizioni tumorali possono presentarsi con un dolore localizzato nella schiena e nella zona sacrale che, attraverso poi una serie di analisi e di anamnesi medica, è possibile diagnosticare.

Sacroileite: Cura

Dopo aver elencato le possibile condizioni che possono indurre ad una sacroileite è fondamentale quindi parlare della cura e degli esercizi che possono esser fatti proprio per questo tipo di problema.

Come sempre è assolutamente fondamentale eseguire una prima valutazione sia funzionale che anamnestica, in modo da poter capire al meglio quali sono le cause e su quali distretti è necessario intervenire.

Dopo aver diagnosticato la causa del problema, possono esser proposte una serie di manovre e di trattamenti adatti proprio alle cause del problema in modo da eliminare il dolore e la disfunzione nel minor tempo possibile.

Nel caso in cui si assiste ad un problema di tipo muscolare spesso si ricorre al trattamento di release muscolare: infatti esistono varie tecniche che permettono di allentare la muscolatura che risulta essere in spasmo e che quindi è necessario far allentare. Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una chiara condizione da trigger point muscolare esistono varie metodiche che possono esser adottate per “disattivare” questo punto che è la causa del problema. Un esempio può essere quello della tecnica del Dry Needling cioè una tecnica che utilizza un piccolissimo ago da agopuntura senza alcun tipo di farmaco che va a stimolare e a rilasciare il muscolo in maniera veloce e precisa. In caso in cui ci si trovi invece davanti ad un paziente che ha paura degli aghi, è possibile comunque intervenire attraverso altre tecniche che hanno comunque una grandissima efficacia. Nella foto quì sotto vi mostro proprio la disattivazione del muscolo quadrato dei lombi tramite la tecnica del dry needling.

dry needling quadrato dei lombi

Dry Needling quadrato dei lombi

Nel caso siano presenti anche delle disfunzioni a livello meccanico della sacroiliaca, molto utili sono anche le manipolazioni ad altra velocità e bassa ampiezza. Questo tipo di trattamento risulta essere per il paziente a volte traumatico, ma di estrema efficacia. Attraverso una messa in tensione dell’articolazione, si esegue un movimento rapido per riposizionare nella fisiologica posizione il segmento corporeo, favorendo quindi un immediata sensazione di benessere da parte del paziente. Questa tecnica è assolutamente sicura e dona, già dal momento in cui il paziente torna in piedi, una sensazione ottimale sia di benessere che di assenza di dolore.

Queste tecniche, sebbene possano sembrare rudi, sono comunque sicure se eseguite da personale formato scientificamente e con esperienza; il rischio è pressochè nullo, soprattutto a questo livello.

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Il trattamento per questo problema è anche attraverso l’applicazione di un cerotto taping messo proprio per scaricare la parte, favorendo una guarigione e un’immediata sensazione di benessere da parte del paziente. Un esempio per vedere come viene applicato il taping kinesiologico è possibile vederlo nel video quì sotto.

metodo mezieresAltra disciplina per curare una sacroileite è cercare di recuperare la fisiologia dei vari segmenti corporei che hanno determinato un’alterazione; in questo caso la ginnastica posturale Mezieres  rappresenta una componente fondamentale nel recupero completo delle autonomie e al ritorno completo nelle attività di vita quotidiane.

Attraverso la messa in tensione in maniera graduale e progressiva, avviene un progressivo e uniforme allungamento delle strutture muscolo-fasciali, permettendo di riequilibrare efficacemente tutto il sistema scheletrico, riposizionando anche le varie articolazioni nelle corrette posizioni, cosicchè possano svolgere la loro funzione senza problemi e senza rischio di infiammazioni o usura.

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