Con l’aumentare dell’attività sportiva svolta dagli italiani, sono in aumento gli “incidenti” muscolari a carico sia degli arti inferiori, ma anche della colonna e del collo che, con un movimento molto rapido, può determinare uno strappo al collo.

Strappo al collo: il meccanismo

Sia che si svolga un’attività fisica importante, sia che si pratichi uno sport da contatto, sono sempre più in aumento i pazienti che giungono lamentandosi di aver avuto uno strappo al collo.
Ma cosa lo genera?

movimento cervicalePartiamo con il dire che il nostro rachide cervicale è la parte più mobile della nostra colonna, capace di permettere un movimento molto ampio di rotazione, inclinazione, flessione ed estensione.

A livello biomeccanico le vertebre, che sono impilate l’una sull’altra con la capacità di muoversi attraverso le superfici delle faccette articolari (ndr), quando eseguono un movimento puro (solamente rotazione per esempio) hanno un grado di movimento elevato; se invece sono collegate ad un movimento ulteriore (estensione per esempio), il movimento risulta essere un po’ più limitato, in quanto entrano in gioco alcune leve meccaniche che riducono questo range di movimento. I binari entro cui si muove il collo è logicamente permesso dall’azione muscolare che coordina e crea questa serie di barriere.

Ok, hai spiegato che le vertebre si muovono tra di loro, ma che cosa è questo strappo al collo?


colpo di testaQuando durante un movimento molto rapido (un colpo di testa durante una partita di calcio per esempio) il rachide cervicale esegue un movimento veloce ed instantaneo, chiedendo una contrazione rapida alla muscolatura unilateralmente , può capitare che si generi un allungamento della fascia muscolare.
Importante concetto da spiegare è che i muscoli che agiscono a livello cervicale sono molto piccoli e robusti, capaci di mantenere il collo sollevato per ore: ciò che risulta essere meno elastico è proprio la fascia di connettivo che avvolge il muscolo, che a lungo andare risulta essere sempre più contratta e predisposta a traumi come uno strappo al collo.

Strappo al collo: la cura

Quando un paziente si presenta nel mio studio con un blocco completo di movimento da un lato, comincio subito ad indagare quando e come è comparsa la limitazione, soprattutto se si stava svolgendo qualche attività in particolare.
strappo al colloPrima di iniziare il trattamento, volto proprio a ridurre la tensione e il blocco che si è generato, è bene effettuare alcuni test per monitorare che non ci siano in corso delle lesioni o un tensionamento delle arterie vertebrali che irrorano di sangue il cervello.

Oltre ai vari test che si eseguono, è bene indagare se oltre a questo strappo al collo ci può essere una lesione ossea o legamentosa, come nel caso di un Colpo di Frusta: è bene quindi anche eseguire una risonanza magnetica per mostrare l’eventuale presenza di lesioni. É preferibile questo esame rispetto al normale RX in quanto permette di indagare i tessuti molli, generalmente implicati in questo tipo di problemi.

Una volta escluse lesioni, è importante quindi iniziare il prima possibile il trattamento per risolvere il blocco meccanico e/o muscolare: affidarsi a mani esperte è fondamentale per evitare che il problema peggiori, generando squilibri e lesioni ben più gravi (ernia o protusione discale).
Quando è presente un disallineamento delle faccette articolari, la tecnica migliore è quella della manipolazione vertebrale ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA), in modo tale da riallineare i vari segmenti articolari.
Nel video quì sotto potete vedere un esempio di manipolazione.


Oltre ad essere indolore, risulta essere estremamente efficace nei blocchi articolari, permettendo quindi poi anche ai tessuti muscolari di rilassarsi e recuperare la loro normale condizione.
Molto importante inoltre è un riequilibrio fasciale, cioè permettere che il tessuto connettivo che avvolge la muscolatura sia equilibrato con tutto il corpo, e non siano quindi presenti alterazioni o disfunzioni che possono limitare il movimento e dare dolore.
Questo viene eseguito a seguito di un’attenta anamnesi e osservazione, sia statica che dinamica, andando quindi ad individuare le eventuali alterazioni e trattandoli con un massaggio specifico in zone determinate.

postura mezieresIn una fase più avanzata, consiglio sempre anche un mantenimento dei benefici ottenuti con della ginnastica posturale Mezièrés, capace di allungare e riequilibrare l’assetto scheletrico e muscolare.
Attraverso la respirazione e il mantenimento di determinate posture, il corpo subisce un allungamento molto intenso, capace di riposizionare anche segmenti corporei in posizione fisiologiche, agendo  con globalità ed efficacia.

 

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