Senti un fastidioso dolore sul lato del collo nella zona del muscolo sternocleidomastoideo? Vediamo cosa è e come è possibile risolvere efficacemente senza farmaci.

Dolore allo sternocleidomastoideo

 Anatomia e biomeccanica

Prima di parlare delle problematiche relative ad un dolore allo sternocleidomastoideo è necessario esaminare questo muscolo sia sotto l’ottica anatomica che sotto l’ottica biomeccanica. Il nome sternocleidomastoideo risulta essere una sorta di abbreviazione perchè il suo nome completo è quello dello Sternocleidoccipitomastoideo.

Questo muscolo si origina a livello del terzo mediale della clavicola e del manubrio dello sterno per dirigersi verso il processo mastoideo (la parte sporgente laterale del cranio), una parte delle fibre si dirige ancora più posteriormente andando ad arrivare fino all’osso occipitale (zona in cui è presente il legamento occipitale spesso responsabile di dolore alla nuca.
Anatomicamente è possibile eseguire una distinzione netta di alcuni capi come:

  • cleidomastoideo (dalla clavicola alla mastoide ed è la parte più profonda e poco visibile) 
  • cleidoccipitale ( dalla parte più interna della clavicola arriva fino alla nuca, ricoprendo interamente il muscolo)
  • sterno-occipitale (anch’esso dal manubrio dello sterno si dirige posteriormente verso l’osso occipitale)
  • sterno-mastoideo

muscolo sternocleidomastoideoSebbene anatomicamente nelle dissezioni è possibile riscontrare questi piccoli ventri, il muscolo risponde in maniera univoca eseguendo nei suoi capi gli stessi movimenti.

Biomeccanicamente è, per il rachide cervicale, un muscolo estremamente importante per la sua azione che svolge e che è necessario distinguere quando si attiva unilateralmente o bilateralmente.
Quando si contrae solamente da una parte sola inclina la testa dallo stesso lato della contrazione, estende il capo e ruota dalla parte opposta la testa; quando invece si contrae bilateralmente crea un movimento che è collegato agli altri muscoli del collo in quanto può o flettere il capo oppure estendere il collo (creando una iperlordosi).

Facile quindi intuire come l’osservazione della postura del capo e del collo sia fondamentale per andare a vedere lo stato di salute del muscolo sternocleidomastoideo e capire la sua funzione.

 

 

Cause di un dolore allo sternocleidomastoideo

Essendo questo muscolo molto attivo in ogni movimento che ognuno di noi esegue con il collo, ricercare le cause specifiche non è sempre facile; è possibile però andare a ritrovare alcune condizioni che favoriscono un indolenzimento e un dolore allo sternocleidomastoideo.

  • postura errata davanti al monitor

    postura errata davanti al monitor

    Posture errate: Mantenere per un lungo periodo il collo in una posizione alterata, non fa altro che determinare uno squilibrio muscolo-scheletrico che, nel lungo periodo, porta non solo a condizioni come l’artrosi cervicale ma anche disfunzioni ai dischi intervertebrali. A tutti capita di vedere persone che passano molte ore davanti ad un computer in ufficio o al lavoro dove però non è rispettata alcune regola di ergonomia: questo comporta un sovraccarico funzionale del muscolo che andrà in sofferenza.

  • Traumi infantili: non è raro riscontrare persone che, durante il momento della nascita, abbiano subito un trauma al collo. Una volta infatti in ambito ostetrico venivano utilizzati alcuni strumenti (forcipe, ventosa) che potevano creare un danno muscolare e nervoso al piccolo bambino, determinando quindi una serie di problematiche. Fenomeno molto frequente è trovare pazienti che dalla nascita hanno una ipertrofia del muscolo sternocleidomastoideo generato da una condizione chiamata “torcicollo miogeno”, condizione muscolo-nervosa che determina proprio un accorciamento delle fibre muscolari con conseguente inclinazione e rotazione del collo.
  • Sport:Sebbene lo sport sia sempre un’attività consigliata e che andrebbe fatta regolarmente, determina però uno sviluppo non sempre omologo della muscolatura. Esistono infatti alcuni sport come per esempio la vela o il climbing che tendono spesso ad avere situazioni con il rachide cervicale che risulta esser sospeso: in queste situazioni infatti è il muscolo sternocleidomastoideo che si attiva per mantenere un equilibrio e determinare l’orizzontalità dello sguardo. Altra condizione che può portare a una sorta di squilibrio con conseguente dolore allo sternocleidomastoideo sono quegli sport dove è necessario mantenere per un lungo periodo il capo ruotato: questa condizione non solo stressa molto le strutture vascolo-nervose, ma genera anche una forza di taglio maggiore che si scarica a livello dei dischi intervertebrali (con fenomeni estremi di ernia cervicale).
  • Posizioni durante la notte: Sebbene ogni persona deve dormire come sente esser più comodo, se un paziente soffre di problematiche cervicali, il mio consiglio è quello di evitare di dormire pancia sotto con il rachide cervicale in completa rotazione: questo determina non solo una tensione non indifferente sulle strutture legamentose, ma genera comunque una tensione continua a carico dei muscoli opposti alla rotazione (in questo caso trapezio, sternocleidomastoideo e splenio del capo) che si traduce poi in una forma di spasmo.
    pallina tennis petto
    Piccolo consiglio: so che può sembrare assurdo, ma per evitare che durante la notte possiate girarvi e passare lunghe ore in posizione prona con il capo ruotato, potete eseguire un piccolo trucco per farvi dormire in una corretta posizione. Con dello scotch legate una pallina da tennis a livello del vostro sterno in modo tale da esser stabile in posizione centrale. In questo modo se inavvertitamente durante la notte vi posizionate con la pancia rivolta verso il basso, la pallina andrà a premere contro lo sterno e questo vi arrecherà fastidio e dolore, in modo da costringervi a dormire o supini o di lato. (per ulteriori consigli potete vedere la mia pagina su come dormire con il dolore cervicale).
  • Traumi: un importante trauma che può incorrere al collo (come per esempio il colpo di frusta) genera una risposta neurofisiologica importante come l’aumento del tono muscolare e la conseguente rigidità di tutto il compartimento. Questo avviene in quanto il sistema nervoso centrale recepisce che in quel distretto è avvenuto un evento che può minare la sopravvivenza dell’individuo stesso, e per questo motivo attua una serie di strategie che inducono un vero e proprio blocco totale a salvaguardia della salute. Spesso però questo blocco non si elimina da solo, anzi, entra in un circolo vizioso dove solamente il trattamento fisioterapico è capace di far rilassare la muscolatura che altrimenti permane con il dolore e con le relative complicanze da immobilità distrettuale.

 

Mal di testa correlato

Spesso giungono nel mio studio pazienti che soffrono di mal di testa e che abusano di farmaci; la frase generalmente con cui si interfacciano a me è “non so più che fare, sto meglio (ma non bene) quando prendo un antidolorifico!”. La questione riguardante il mal di testa legato a disturbi cervicali è una questione molto delicata e molto complessa. Tanti sono i tipi di mal di testa che possono verificarsi in un paziente ma, di competenza fisioterapica, è sicuramente la gestione del mal di testa di origine miotensiva e cervicogenica.

Vari sono i muscoli che hanno la capacità, per un non chiaro motivo, di generare un forte dolore alla testa: queste fibre muscolari che entrano in disfunzione vengono chiamate trigger point e sono capace di emanare un dolore molto intenso anche a distanza della loro localizzazione. Purtroppo il muscolo sternocleidomastoideo spesso è responsabile di un forte mal di testa che ha una localizzazione non sempre facile da individuare in quanto l’area che viene percepita è molto ampia e diffusa; generalmente il paziente che ha un mal di testa attribuibile a questo muscolo sente un forte dolore nella zona mastoidea (la parte laterale della nuca), la zona del retro dell’orecchio fino ad arrivare anche nella zona del sopracciglio.
In forma minore può esser percepita questa area di dolore negli attacchi molto aggressivi anche nella zona dello zigomo e a livello dello parte più alta del cranio.

area di dolore da trigger point

Area di dolore da trigger point dello sternocleidomastoideo

Come è ben visibile dall’immagine, l’area è molto vasta e sono vari i punti in cui questo muscolo può andare in disfunzione, motivo per il quale è necessario affidarsi SOLAMENTE a personale sanitario laureato (fisioterapista).

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Dolore allo sternocleidomastoideo: indagini da eseguire

Prima di eseguire qualsiasi trattamento, è fondamentale appurare che non ci siano problematiche a carico di strutture nobili quali ossa, vasi sanguigni o nervi.

Sebbene sia raro, un dolore a livello dell’inserzione del muscolo con la clavicola, se accompagnato da un anamnesi dove è presente una caduta, può essere associato ad una frattura della clavicola. Motivo per il quale in concomitanza di una problematica contusiva, è buona regola eseguire una rx del compartimento dello sterno e della clavicola per escludere una frattura nella zona sterno-clavicolare.

Proprio per la funzione di “guida” che ha la clavicola nel movimento della spalla, in caso sia presente una sorta di squilibrio o che possa esserci un disturbo di stabilità della clavicola (sublussazione), può essere utile anche una Risonanza magnetica per monitorare la condizione legamentosa e quindi valutare il da farsi.

Per un problema puramente di dolore allo sternocleidomastoideo generalmente la diagnosi si esegue attraverso la palpazione e l’osservazione posturale del paziente nei vari piani di osservazione.

Trattamento per risolvere efficacemente

dolore allo sternocleidomastoideo

Se soffri di questo fastidioso dolore allo sternocleidomastoideo è il caso di iniziare il prima possibile il trattamento con per risolvere il problema.
La fisioterapia è sicuramente l’arma più efficace per risolvere questo disturbo: molto spesso infatti giungono nel mio studio pazienti che si sono imbottiti di farmaci antinfiammatori e antidolorifici senza però risolvere, ottenendo solamente un attenuazione ma senza alcun tipo di risoluzione.

Cosa molto importante è affidarsi a mani esperte che applicano tecniche di terapia manuale continuamente: ricordo che il distretto cervicale è estremamente complicato e delicato, motivo per cui è necessario solamente farsi trattare da fisioterapisti esperti. Vari sono i trattamenti che possono esser applicati per risolvere una problematica a questo muscolo e che sono assolutamente tutti complementari l’uno con l’altro.

Le Manipolazioni vertebrali per esempio sono delle tecniche estremamente delicate ma molto indicate nei disturbi di questo genere: con una messa in tensione delle strutture attraverso una serie di movimenti combinati, si esegue un piccolo movimento ad un’alta velocità del rachide cervicale che, se eseguita correttamente, provocherà una serie di cavitazioni (il “crack” per intenderci). Questo genere a livello neurofisiologico un reset degli stimoli dolorosi che giungono al cervello e un rilascio importante dei fattori di rilassamento muscolare. Per darvi un esempio ho inserito nel video quì sotto un esempio di manipolazione vertebrale HVLA (alta velocità e bassa ampiezza).

 

Nel caso il terapista riscontri la presenza di alcuni trigger point attivi all’interno dello sternocleidomastoideo, può applicare dei trattamenti specifici per disattivarli e far sparire con estrema rapidità tutti i sintomi del paziente: personalmente utilizzo per questo tipo di muscolo alcune tecniche manuali di scivolamento per non arrecare un dolore particolare ricordando anche che al di sotto del ventre muscolare ci sono delle strutture vascolo-nervose molto importanti.
dry needling spallaEsiste inoltre la possibilità di utilizzare anche la tecnica del Dry needling per essere estremamente performanti e precisi: attraverso l’utilizzo di un piccolissimo ago sterile in acciaio chirurgico (senza alcun utilizzo di farmaci) viene disattivato il trigger point che è entrato in disfunzione. Questa tecnica è estremamente efficace e risolutiva già dalla prima seduta in quanto permette di creare una sorta di risciacquo biochimico delle fibre muscolari che sono entrate in disfunzioni e eliminando già dalla prima seduta un dolore allo sternocleidomastoideo.

 

Dopo un’attenta valutazione, è fondamentale anche inglobare il trattamento con una visione più ampia cercando di riequilibrare tutti i vari segmenti corporei e riposizionarli nella fisiologica posizione: per questo motivo è sempre consigliato in una seconda fase eseguire un ciclo di rieducazione posturale Mezieres : attraverso una dolce messa in tensione, c’è un progressivo e globale allungamento delle strutture muscolari favorendo non solo un riequilibrio muscolare ma anche un riposizionamento articolare. Con questa metodica è possibile riallungare la catena posturale posteriore e anteriore (binari muscolari in continuità che vanno dalla testa ai piedi).
Per questo motivo è possibile usufruire di una fantastica promozione a TE riservata.

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