Rieducazione Posturale e Metodo Mezieres

Soffri di mal di schiena? Il tuo medico ti ha prescritto di eseguire un ciclo di ginnastica posturale Mezieres? Scopriamo in questo articolo una panoramica sul metodo posturale di Mezieres.
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Cosa è il metodo Mezieres

Innanzitutto prima di parlare delle caratteristiche del metodo Mezieres, è bene fare un breve riassunto sull’ideatrice di questa metodica:

mezieres

Chi era l’ideatore del metodo?

Françoise Mezieres era una fisioterapista francese nata nei primi anni del ‘900 e svolse l’attività di docenza e di lavoro a Parigi. Durante la sua pratica clinica notò che nel trattamento di alcune problematiche come scoliosi o alterazioni posturali, utilizzando un busto che irrigidisse ed eliminasse l’alterazione alla colonna, questa deformazione migrava e si spostava in un altro distretto.

Il metodo Mezieres per riabilitare gli squilibri posturali

Nello specifico lei raccontava come, durante un trattamento rieducativo per una ipercifosi dorsale (aumento della curva a livello dorsale), applicando un bustino correttivo (ancora oggi viene utilizzato questo approccio errato) con flessione delle anche, la lordosi scompariva a livello lombare per ripresentarsi a livello cervicale con una iperlordosi cervicale.

Lordosi: l’origine di tutte le deformazioni

Da questa osservazione Mezieres notò  appunto come “La lordosi è all’origine di tutte le deformazioni” e questo concetto risulta essere applicabile non solo a livello della colonna vertebrale, ma anche a livello degli arti inferiori (ginocchio e volta plantare del piede vengono considerati come lordosi).

Il problema non è sempre dove si vede

Infatti una sua famosa frase è proprio quella “il problema spesso non è nel punto dove si manifesta”, questa frase appunto serve a racchiudere il concetto di globalità che aveva intuito con largo anticipo.

Il corpo è formato da un sistema tensionabile che influenza reciprocamente ogni distretto corporeo, questo sistema è chiamato sistema fasciale, cioè quel tessuto connettivo che avvolge i muscoli e che crea quindi una sorta di rete di collegamento globale in tutto il corpo.

Il metodo Mezieres per riabilitare gli squilibri posturali

Ogni blocco o disfunzione a sua volta genera una serie di compensi e deviazioni (inconsce) che induce il paziente a muoversi, seppur in una maniera tutta sua, mantenendo quindi la funzione primaria del cammino.

Il Metodo Mezieres può essere definito come un approccio riabilitativo volto a risolvere gli squilibri posturali riportando il corpo ad essere di nuovo armonico e capace di muoversi liberamente secondo fisiologia articolare.

Come funziona?

Il metodo mezieres è strettamente legato al concetto di riequilibrio e allungamento globale.  Tramite alcune posture mantenute nel corso della seduta, accompagnate da una respirazione specifica, avviene un progressivo e duraturo allungamento della cosiddetta “catena cinetica posteriore” cioè il complesso muscolare che va dalla nuca fino ai piedi.

diaframmaNel metodo Mezieres è di fondamentale importante eseguire in maniera corretta la respirazione, in quanto spesso avviene che i pazienti con mal di schiena abbiano una disfunzione di movimento del diaframma.

L’importanza di una corretta respirazione

Questo muscolo a cupola si trova al di sotto della gabbia toracica e si inserziona a livello delle vertebre lombari: quando questo muscolo risulta essere contratto la zona lombare viene trazionata in avanti, aumentando la lordosi lombare (la curva nella parte bassa della schiena).

Il Metodo Mezieres Roma è ormai parte integrante della formazione di tutti noi fisioterapisti che ci occupiamo di disturbi muscolo-scheletrici: nonostante sia una metodica sviluppata nella seconda metà del ‘900, le intuizioni e i concetti scientifici sono non solo attuali, ma scientificamente efficaci.

La posizione del metodo Mezieres

Il paziente è steso a terra dove verrà messo in asse dal fisioterapista: spesso il paziente quando viene messo “dritto” non si sentirà così, in quanto l’assetto cerebrale della posizione è differente, proprio perchè in carico il sistema si è organizzato per compensare le varie disfunzioni muscolari.

Inoltre vengono mantenute una serie di posizioni che, verranno tollerate bene dal paziente, il quale percepirà una sorta di allungamento. Ciò che può risultare difficile per il paziente è coordinare le varie richieste durante la fase in cui si butta fuori l’aria per mettere tensione a livello globale.

Un benefico intorpidimento

Non è raro incontrare condizioni in cui il mantenimento delle varie posizioni secondo metodo Mezieres generano un iniziale intorpidimento e poi un completo addormentamento degli arti superiori e inferiori.
Questo avviene perchè quando si mette il soggetto in postura, non c’è solamente l’allungamento dei muscoli, ma anche di quei tessuti che avvolgono il nervo a livello periferico e per la distrazione delle varie vertebre tra loro, favorendo la liberazione della radice nervosa.

Domande frequenti

Una domanda che spesso mi si pone nello studio è questa: “ma tutti quelli che sono muscolarmente corti hanno dolori?” ” e chi è elastico non soffrirà mai di mal di schiena?”; purtroppo questi concetti è impossibile rispondere con una risposta perentoria, in quanto ogni persona è a sè e ogni paziente presente un proprio assetto posturale che può determinare vari disturbi.

Come si capisce se il metodo è efficace?

Il momento in cui durante l’atto respiratorio gli arti inferiori cominciano a vibrare vistosamente generalmente è un ottimo traguardo che il fisioterapista deve ottenere nella posturale mezieres: è il momento in cui veramente il paziente sta modificando il suo assetto corporeo e ridare respiro a dei distretti da troppo tempo bloccati muscolarmente e articolarmente.

Un esempio di questo fenomenale allungamento è quello che ho eseguito con un mio paziente, nel momento in cui butta fuori l’aria si vede molto bene la messa in tensione che è globale, dalla testa ai piedi.

Come si decide in che modo procedere?

Iniziamo con il dire che la seduta riabilitativa con il metodo mezieres è sempre preceduta da una valutazione molto attenta della situazione di assetto muscolo-scheletrico del paziente, tenendo conto sia della sintomatologia dolorosa sia della conformazione ossea che ha il paziente.

Una volta terminata la valutazione (che già di per se mi permette di capire quali sono i distretti che sono in disfunzione e quindi quelli che necessitano di allungamento) la seduta viene svolta a terra e si andranno ad allungare in maniera globale e duratura tutti quei distretti che generano problemi.

Quanto dura la seduta?

45 minuti

Ogni seduta dura all’incirca 45 minuti, dove però il paziente, molto spesso, necessita anche di un piccolo break in quanto il mantenimento di questo stato di tensione risulta essere faticoso e molto provante per il sistema.

Durante la seduta si andranno comunque a stimolare alcuni centri muscolari che sono legati però al sistema nervoso autonomo, come quello che gestisce il respiro e la pressione arteriosa, motivo per il quale è necessario interfacciarsi in maniera mirata e accurata.

Sempre con calma per abituare tutto il corpo

Alla fine della seduta il paziente dovrà alzarsi in maniera molto lenta in quanto non è raro riscontrare anche dei fenomeni di transitori giramenti di testa a causa del cambio della postura.

Si tratta di una caratteristica propria della metodica, in quanto andando a modificare l’assetto dei vari distretti muscolari e articolari, il cervello necessita di qualche minuto di assestamento per riprendere le corrette coordinate corporee.

attestato metoto mezieres
Il Dott. Daniel Di Segni ha partecipato ai Moduli Base e Avanzato del corso di formazione in Metodo Mezieres svoltosi a Roma dal 20 Aprile al 10 Giugno 2012 per un totale di 112 ore

Rieducazione posturale Mezieres

La formazione ben eseguita di un Mezierista (questo il nome dei fisioterapisti che applicano la metodica) è completa e dettagliata nel trattamento globale, quindi i suoi concetti possono esser applicati in tutti i casi di alterazioni muscolo-scheletriche.

Ci sono però alcuni disturbi che hanno nel metodo mezieres il loro inquadramento perfetto:

posizione mezieresProblematiche al nervo sciatico

Un’ernia o una protusione discale che comprime la radice nervosa del nervo sciatico, può esser curata in maniera estremamente efficace con la ginnastica posturale.

Disturbi cervicali

Tutti i tipi di cervicalgie questa metodica genera un immediato rilassamento delle strutture muscolari, favorendo il recupero del corretto assetto posturale del capo e del collo; estremamente utile anche nelle condizioni come artrosi Cervicale

Ipercifosi

Ciò che viene chiamato gibbo, è classificato come un’aumento della curva cifotica a livello dorsale. Anche questo, secondo i principi di Françoise Mezieres, sarebbe da imputare ad un alterazione generata da una lordosi.

Scoliosi

Questo campo è di difficile trattamento, spesso si sentono bambini “operati di scoliosi”: la Scoliosi nasce da un’ipertono dei muscoli paravertebrali che, oltre a mantenere la colonna dritta e a farci stare in piedi, hanno un’azione rotatoria segmentale sulle varie vertebre.

Nonostante esistano dei casi molto gravi che necessitano l’intervento chirurgico, la maggior parte delle scoliosi che affliggono le persone vanno trattate con efficacia con la ginnastica posturale mezieres.

Nel video quì sotto potete vedere in cosa consiste il trattamento chirurgico di correzione della scoliosi…Volete davvero subire un intervento del genere?

 

Prevenzione per l’artrosi alle anche e al ginocchio

Se l’assetto posturale grava sulle articolazioni dell’anca e del ginocchio in maniera abnorme, queste andranno più facilmente incontro ad usura e ad artrosi, con la conseguente necessità di protesizzazione.

Disfunzioni del piede

Nel caso in cui ci il paziente presenti un dolore al piede , modificare l’appoggio attraverso un riposizionamento della catena muscolare risulta essere vincente in tutte quelle condizioni che determinano un carico anomalo sulle strutture del piede e della caviglia.

Rigidità della colonna

Questa condizione è caratterizzata da una sensazione di rigidità diffusa, dove i muscoli non vengono percepiti elastici e c’è la sensazione di essere legati in maniera globale.

Mal di testa

Si è visto una grande utilità della rieducazione posturale Mezieres nei disturbi legati alla cefalea.

Questo avviene perché attraverso la continua e ripetuta messa in tensione di utto il distretto cervicale, c’è una grande stimolazione sensoriale a livello del collo e dei centri che spesso possono indurre mal di testa e cefalea (come per esempio nel trigemino).

Problemi ai glutei e al coccige

Con alcune manovre ben specifiche, è possibile riequilibrare il tono e la lunghezza dei vari muscoli della pelvi, andando quindi ad eliminare quei dismorfismi che coinvolgono sia il sacro, il coccige e l’anca e riportando tutto il distretto a tornare a lavorare in maniera corretta e fisiologica.


Posizioni di Rieducazione Posturale

Non tutti sanno che c’è comunque una progressione nel trattamento di rieducazione posturale: infatti è necessario eseguire un percorso continuo e mirato nel cercare di interfacciarsi con la tensione della catena cinetica posturale. Questo comporta quindi una serie di “livelli” che il paziente deve raggiungere per poter proseguire.

Analizziamo quindi con più accuratezza quali sono queste posizioni e per cosa servono.

Posizione a terra con gambe escluse

La “prima posizione” è quella iniziale con il quale è necessario far capire al paziente come deve essere eseguita la respirazione. Quando si inizia questo percorso, è fondamentale apprendere la respirazione e quali movimenti devono essere eseguiti durante la fase espiratoria.

Il paziente deve essere steso per terra su di un materassino dove le gambe e la tensione degli arti inferiori è esclusa, successivamente bisogna soffermarsi principalmente sulla respirazione e sulla coscienza dei vari micro-movimenti che vanno compiuti.

Si può integrare questo tipo di approccio con un posizionamento delle braccia particolare in base all’obiettivo che il terapista si presuppone di raggiungere  determinato dall’analisi posturale eseguita all’inizio.

Posizione con gambe elevate

Questo tipo di posizione è quella che è più conosciuta e più efficace (Secondo il mio modesto parere) in quanto in associazione alla respirazione c’è la possibilità non solo di allungare tutto il compartimento superiore e la catena brachiale (delle braccia) ma anche lavorare su tutti gli arti inferiori.

Questa “seconda posizione” è caratterizzata appunto dal posizionamento delle gambe in elevazione, dove il paziente deve non solo controllare la posizione del sacro affinchè non salga, ma di mettere tensione a tutto il distretto posteriore, come colonna lombare, polpaccio e volta plantare, determinando un vero e proprio allungamento dalla testa ai piedi.

Allungamento del tessuto connettivo

Molto importante poi è valutare eventuali asimmetrie o deviazioni della colonna eseguendo in questo tipo di allungamento delle accortezze e delle pressioni per riportare tutto l’organismo e le strutture a lavorare in asse, evitando quindi di accentuare quei dismorfismi che sono alla base dei disturbi muscolo-scheletrici.

tessuto connettivo
Tessuto connettivo che avvolge e penetra nel muscolo e che è l’origine dei problemi muscolo-scheletrici

Come abbiamo mostrato precedentemente, questa posizione genera progressivamente un allungamento del tessuto connettivo che avvolge i muscoli ma anche i nervi.

Andiamo quindi a determinare inizialmente una riduzione della sensibilità temporanea a livello dei piedi, fino a scardinare quell’assetto posturale che si era creato.

Questo momento generalmente è rappresentato dall’inizio del tremore e vibrazione dei muscoli e degli arti inferiori.

Il paziente infatti spesso non riesce ad eseguire una terapia senza fermarsi mai, perchè è comunque molto impegnativa per le strutture e per l’inevitabile stanchezza di combattere contro la propria tensione.

Posizione seduta

Sicuramente una delle più difficili posizioni ideate da François Mezieres, in quanto obiettivamente non tutti i pazienti riescono a raggiungere questo livello di tensione.

La difficoltà nella posizione seduta nasce dal fatto che è necessario aver già precedentemente allungato in maniera ottimale la catena posturale posteriore e per lo sforzo energetico che richiede questa posizione.

Mantenere sempre il giusto assetto

Inoltre, deve essere mantenuto l’asse corretto a livello della colonna dove la nuca, la V vertebra dorsale, la prima lombare e l’appoggio ischiatico devono essere allineati, inoltre il busto con le gambe nella posizione seduta deve formare un angolo minore di 90° cercando contemporaneamente di stendere le ginocchia e flettere le caviglie.

Come vedrete nel video qui sotto, il posizionamento è estremamente duro e difficile da mantenere a lungo.  La difficoltà è soprattutto nell’elevato sforzo richiesto per allungare la catena posteriore e per l’attività del muscolo retto femorale che deve mantenere il bacino in asse.

In questa posizione poi è possibile lavorare anche in statica sul rachide dorsale in caso di dorsalgia oppure di allungamento della muscolatura della spalla.
Nel video quì sotto un mio paziente riesce a mantenere con grande successo l’allungamento in questa posizione con la posizione detta “a ballerina”allungando tutto il distretto dorsale e posteriore.

Posizione in piedi

Probabilmente la più dura delle varie posizioni della rieducazione posturale. Infatti l’obiettivo in questo tipo di posizione è quella di allungare non solo la catena posturale posteriore in maniera veramente intensa, ma anche generare una serie di informazioni cerebrali che inducono il corpo a posizionare nello spazio il corpo in maniera più centrata e più equilibrata.

Non vi nascondo che questo stadio è molto difficile da raggiungere in quanto solamente nel momento in cui l’informazione di allungamento delle precedenti posizioni è esaurito, è possibile introdurre questa nuova fase.

Molto sforzo ma tanta soddisfazione

Questa fase è composta dal posizionamento con le mani appoggiate al terreno e con le ginocchia piegate.  Successivamente, sempre in combinazione con la respirazione, si dovrà applicare una tensione posteriore stendendo le ginocchia senza mollare il contatto delle mani con il pavimento.

Lo sforzo è veramente molto intenso e che porta nel paziente però una grande soddisfazione in quanto, solamente con la precisa e costante applicazione, sarà possibile raggiungere questo stadio.

Vi mostro un video qui sotto di un mio paziente che è riuscito con grandi sforzi ma anche con enorme soddisfazione ad eseguire alla perfezione la quarta posizione del metodo Mezieres e a completare la totale estensione delle ginocchia.

Quanto dura l’effetto della terapia

tempo che passa

Questa è una domanda che spesso mi viene rivolta dai miei pazienti una volta che terminano il percorso di rieducazione posturale.

Partiamo da un concetto fondamentale: in linea puramente teorica questo tipo di approccio, andando a combattere gli effetti della forza di gravità sul nostro sistema muscolo-scheletrico, andrebbe fatto e mantenuto per tutta la vita.

Meglio essere costanti sul lungo periodo

Ovviamente però questo tipo di “impegno” spesso non è facile da mantenere; nonostante abbia pazienti da anni che non intendono minimamente interrompere per i benefici raggiunti,  generalmente ciò che consiglio è quello di fare alcuni periodi di trattamento intervallati da alcuni mesi di stop.

E quindi torniamo alla domanda iniziale: “quanto dura l’effetto della rieducazione Mezieres“?

Dura tanto, in quanto le informazioni che attraverso queste postura erogo al paziente, vengono recepite e interiorizzate da parte del sistema per un tempo molto lungo, che possiamo intervallare tra il medio-lungo periodo.

Ciò che però è fondamentale è la conclusione corretta e definita del periodo in cui si è in trattamento: se per esempio si ha un problema di mal di schiena, è impensabile aspettare 3 anni per rifare la terapia se si è interrotti il primo ciclo dopo 4 sedute.

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