Soffri di problematiche cervicali e ti hanno detto che potresti avere degli osteofiti cervicali? Scopriamo insieme cosa sono e come comportarsi!

Osteofiti cervicali: Cosa sono?

Prima di parlare di osteofiti cervicali, è bene eseguire un riepilogo sull’anatomia del tratto cervicale e analizzare la sua conformazione, proprio per poter capire meglio cosa sono queste formazioni.

vertebra tipica cervicaleLa colonna cervicale è composta da 7 vertebre che vanno dall’occipite (la base del cranio) fino alla prima vertebra toracica: queste vertebre rispetto alle altre della colonna sono quelle che hanno più mobilità e la cui conformazione risulta essere diversa dalle altre, in quanto hanno una parte centrale più piccola rispetto a quelle lombari o toraciche.
Il midollo spinale passa all’interno del canale midollare, da cui fuoriescono i vari nervi spinali che, nel caso del tratto cervicale, si dirigono verso gli arti superiori innervando i muscoli e ricevendo la sensibilità tattile delle mani e di tutto il braccio: questi nervi fuoriescono dal midollo attraverso un piccolo passaggio tra il processo trasverso e il corpo vertebrale.

Gli osteofiti cervicali sono delle neoformazioni ossee che si generano a livello vertebrale in seguito ad un ripetuto stress meccanico e che possono posizionarsi in svariati punti a livello delle vertebre.
Nel segmento cervicale questi generalmente si posizionano o a livello delle faccette articolari (superfici su cui si articolano le vertebre soprastanti e sottostanti) o a livello del punto in cui passano i nervi spinali.

Osteofiti cervicali: Quali sono le cause?

La creazione di queste formazioni ossee proviene da alcuni fattori che possono esser ricercati sia a livello del corredo genetico sia a livello delle abitudini di movimento durante l’arco della vita.

Studi hanno dimostrato come sia presente in alcune persone una predisposizione genetica alla precoce degenerazione della cartilagine nelle varie articolazioni, determinando quindi una più probabile formazione di tessuto fibroso e sintomatologia dolorosa nel paziente.

postura errata davanti al monitor

postura errata davanti al monitor

Oltre però al corredo genetico, il fattore principale che può generare degli osteofiti cervicali è uno stile di vita e una postura alterata: biomeccanicamente il nostro corpo è capace di adattarsi alle varie situazioni con una straordinaria efficenza, se però vengono a crearsi alcuni squilibri, nel medio-lungo periodo il corpo presenta questa adattabilità con fenomeni degenerativi.
É il caso degli osteofiti: il mantenimento per lungo tempo di posture alterate (vedi ore e ore passate davanti al computer) possono alterare l’assetto muscolo-scheletrico con conseguente formazione di osteofiti.

Per far capire in maniera più semplice cosa predispone a questa situazione possiamo fare questo esempio:

pila di scatoloniImmaginate la colonna vertebrale come una serie di scatole impilate l’una sull’altra: se queste scatole sono posizionate tutte nella posizione corretta, la gravità agisce su di esse in maniera uniforme distribuendo il peso esercitato equamente.
Se però accade che qualche scatola (anche una sola ne basta) si posiziona in una posizione non più allineata ma spostata lateralmente o in avanti, la gravità che esercita una forza dall’altro verso il basso distribuirà il peso in maniera non più uguale ma asimmetrica, andando a sovraccaricare le strutture più laterali.
Nel breve periodo questo non avrà ripercussioni, ma se questa forza rimane nel corso del tempo, si avranno conseguenze come asimmetrie, instabilità e rischio di crolli.
Questo esempio risulta essere adatto per concepire come l’equilibrio biomeccanico che avviene tra le varie vertebre risulta essere fondamentale; nel caso in cui siano presenti delle alterazioni muscolari che modificano la posizione e l’assetto delle varie vertebre, queste andranno inesorabilmente nel corso del tempo incontro a fenomeni come artrosi e osteofiti cervicali.

Osteofiti cervicali:i sintomi

Essendo delle strutture ossee che si formano nel tempo, queste non hanno una innervazione specifica, nè tantomeno acquisiscono una sensibilità posizionale, la formazione di questi osteofiti cervicali non danno un sintomo preciso, fino a che questi disturbano la motilità articolare oppure creano una compressione meccanica sulla radice del nervo.
osteofiti cervicali

I sintomi associabili a questa condizione sono quelli associabili ad una degenerazione artrosica e discale:

  • Dolore in tutto il tratto cervicale
  • Possibile irradiamento della sintomatologia dolorosa lungo l’arto superiore
  • Riduzione del tono muscolare alle braccia
  • Formicolii, scosse e fascicolazioni
  • Vertigini
  • Scricchiolio del collo
  • Riduzione del movimento cervicale
  • Nausea

Logicamente non tutti i sintomi possono esser presenti contemporaneamente e in tutte le persone, dipende da condizione a condizione che il medico e il fisioterapista sanno interpretare adeguatamente.

Osteofiti cervicali: Diagnosi

osteofita cervicale rxPer valutare la posizione e la conformazione degli osteofiti cervicali risulta essere sufficiente una semplice lastra, la quale è in grado di valutare innanzitutto l’eventuale presenza di questi speroni ossei e la loro localizzazione.
Un parametro molto importante che il radiologo valuta è anche la condizione di spazio a livello del disco intervertebrale: molto spesso infatti avviene un assottigliamento di questo con conseguente riduzione della capacità di sopportare il peso e una più facile insorgenza di infiammazione e dolore.

Quando invece si deve monitorare in più piani la condizione dell’osteofita può essere utile indagare attraverso un’indagine radiologica a scansioni (TAC) per osservare se per caso l’osteofita genera una compressione sulla radice nervosa oppure se crea un qualche disturbo al movimento delle articolazioni tra una vertebra e l’altra.

Nel video quì sotto è possibile vedere in maniera molto semplice come si formano e cosa generano gli osteofiti cervicali

Osteofiti cervicali: Trattamento

Il trattamento per gli osteofiti cervicali risulta essere prevalentemente di tipo conservativo, in quanto non rappresentano un’urgenza chirurgica tale da dover intervenire con urgenza.

L’approccio farmacologico in questa tipologia di problema risulta essere poco efficace, in quanto generalmente dal medico vengono prescritti alcuni farmaci antinfiammatori o antidolorifici (tachipirina) ma che però non incidono sul vero problema, ma solo sull’eventuale reazione infiammatoria che l’osteofita genera.

Il trattamento chirurgico è utilizzato raramente in quanto può risultare pericoloso agire a livello della colonna vertebrale in una parte così alta, con il rischio di lesionare il midollo andando a generare una tetraparalisi. Quando l’intervento chirurgico risulta essere la via migliore di trattamento, oltre all’eliminazione dell’osteofita che arreca danno, viene eseguita anche una protesi discale per correggere la degenerazione del disco intervertebrale: i risultati però al momento non risultano essere molto incoraggianti nel breve e medio periodo dopo la chirurgia.

metodo mezieres romaGeneralmente invece il trattamento conservativo viene eseguito con la fisioterapia con un terapista specializzato in problematiche muscolo-scheletriche, attraverso un riequilibrio delle forze che agiscono a livello del rachide cervicale.
Uno dei trattamenti migliori da eseguire è la “ginnastica posturale mezieres” in quanto in maniera globale è possibile riequilibrare il sistema muscolo-scheletrico allentando tutte le tensioni che incidono negativamente sul rachide cervicale, favorendo anche una detensione delle strutture molli con conseguente beneficio.
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