Artrosi Ginocchio

Hai un fastidio al ginocchio? L'Artrosi al ginocchio può essere la causa del tuo dolore al ginocchio. Scopri in questo articolo i sintomi dell'artrosi al ginocchio, le cure specifiche e gli esercizi da fare per risolvere questa patologia.
ginocchio artrosi

Cos’è l’artrosi al ginocchio

Quando si parla di eventuali cure per correggere e alleviare i dolori da artrosi al ginocchio, è fondamentale innanzitutto andare a capire effettivamente cos’è questa condizione. Infatti questo genere di condizione è determinato da una degenerazione della cartilagine che colpisce il comparto dell’articolazione del ginocchio, sia nella sua componente femoro-tibiale sia nella sua parte compresa tra femore e rotula.

Infatti è bene eseguire una determinata distinzione innanzitutto a livello anatomico dell’artrosi in quanto ognuna di queste determina una propria condizione ed evoluzione sintomatologica e clinica.

cos'è artrosi ginocchioQuesto depauperamento della componente compresa all’interno della cartilagine è qualcosa che avviene in maniera molto lenta e prolungata negli anni, in quanto la cartilagine è un tessuto che non ha capacità di autorigenerarsi (come il fegato per esempio) e quindi tende, dopo alcuni anni, ad andare incontro ad una sofferenza che poi può portare ad una vera e propria artrosi.

Nel ginocchio troviamo spesso la condizione di “artrosi al ginocchio” in quanto, insieme all’anca, rappresentano le articolazioni più colpite e più soggette a protesizzazione a livello internazionale.

Come avviene l’artrosi al ginocchio

Chiariamo un fattore che sicuramente è bene ribadire: la degenerazione cartilaginea nelle varie articolazioni del corpo (soprattutto quelle dell’arto inferiore) sono assolutamente fisiologiche in un corpo che si muove e che ha svariati anni di età. Infatti nel mio studio molto spesso giungono pazienti che mi chiedono “dottore ho un artrosi al ginocchio, ma come mai? Mi devo preoccupare?” e la mia risposta è sempre quella di evitare di angosciarsi perchè la degenerazione cartilaginea è un qualcosa di assolutamente normale nel corpo umano, in quanto non avendo possibilità di rigenerarsi in maniera autologa, fisiologicamente questa va incontro a una degradazione.

Ma andiamo con ordine: come avviene l’artrosi al ginocchio?
artrosi ginocchioIl processo è qualcosa che si sviluppa nel corso del tempo della persona e non è percepibile dall’individuo fino a che non compare la sintomatologia dolorosa che accompagna l’evoluzione di questa malattia. Durante questo lungo tempo il corpo umano sviluppa un assetto di tutte le articolazioni per muoversi e per interfacciarsi in maniera completamente personale allo spazio circostante; altro fattore molto importante che genera un adattamento posturale è quello della gravità, una forza che agisce sul nostro corpo 24 ore su 24 e che ci incatena verso il basso.
Questi fattori sono molto importanti da valutare in quanto il corpo quindi, in base a determinati stimoli, tende a formare dei compensi fisici che sopperiscono a queste tensioni generate dal sistema nervoso per accomodare i movimenti necessari da fare; questo quindi genera dei cambiamenti che si strutturano in primis su alcune catene muscolari con accorciamenti e muscoli tesi. Queste tensioni generano in seguito alcuni cambiamenti strutturali alle articolazioni che tenderanno a cambiare il loro asse fisiologico.

Se a tutto questo che avviene sul corpo sommiamo le sollecitazioni della gravità e dei vari movimenti sportivi, la combinazione sulle cartilagini diventano veramente pericolose con il rischio, nel corso del tempo, di sviluppare un’artrosi.

Quali ossa sono coinvolte

Come abbiamo detto, l’assetto che il corpo tende a sviluppare è qualcosa che si crea nel corso del tempo ed è un percorso lungo, caratterizzato da cambiamenti strutturali e tissutali importanti.

Ciò che è importante sviluppare è però i compartimenti all’interno del quale si forma l’artrosi del ginocchio: infatti sull’arto inferiore il carico è gestito da più articolazioni e il ginocchio è quello che più di tutti tende a soffrire nei momenti di carico, soprattutto se questo viene ripartito sulle articolazioni in maniera errata.

artrosi femoro rotulea
Degenerazione cartilaginea nella parte tra femore e rotula

Cominciamo col dire che ovviamente la componente che più viene a soffrire durante questo processo è sicuramente quello che avviene tra femore e tibia: infatti nella sua parte terminale il femore ha una componente fatta a doppia sfera (viene chiamato ginglimo angolare) che si articola con la tibia, la quale è dotata di una sorta di piatto su cui ruotano durante la flesso-estensione queste superfici del femore.
Questa parte dell’articolazione sono quelle che, nei casi di artrosi al ginocchio, vengono maggiormente usurate in quanto, se è presente una deviazione dell’asse del ginocchio (valgo o varo) viene ad esser danneggiata più dell’altra.
Radiograficamente infatti molto spesso ciò che si nota nelle condizioni di degenerazione cartilaginea è una diminuzione dello spazio compreso tra femore e tibia, segno inequivocabile che subentra un attrito durante il movimento causato dalla degradazione delle cartilagini.

Oltre alla componente compresa tra femore e tibia, ciò che spesso va incontro ad un’artrosi è sicuramente anche la parte compresa tra la Rotula ed il femore: infatti la patella (altro nome della rotula) è localizzata anteriormente al ginocchio e ha la funzione di aumentare la forza del muscolo quadricipite durante il movimento di estensione del ginocchio, svolgendo la funzione come di una carrucola.
Quest’osso è alloggiato anteriormente ai condili femorali e quando il ginocchio si piega, questa slitta superiormente in una sorta di fossa del femore che la alloggia. Questo scivolamento è garantito dalla cartilagine che si localizza inferiormente alla rotula e superiormente al femore, garantendo un movimento fluido e armonico.
Come però abbiamo accennato, la rotula subisce moltissimo l’azione del muscolo quadricipite, soprattutto nelle sue porzioni interne (vasto mediale) ed esterne (vasto laterale), le quali possono determinare una tendenza alla lateralità non fisiologica e quindi predisponente ad un’artrosi femoro-rotulea.
Quando questo avviene, la rotula non riesce a slittare in maniera adeguata, andando a creare progressivamente una sorta di attrito che danneggia la cartilagine e che crea comunque non pochi problemi all’assetto del ginocchio e sulla sintomatologia

del paziente.

Esami strumentali

“sì va bene Daniel, ma come diagnosticare l’artrosi del ginocchio?”. Ribadendo ancora una volta come non è detto che la gonartrosi (termine scientifico per l’artrosi al ginocchio) sia sempre l’origine del problema, è importante innanzitutto eseguire alcune indagini radiologiche e cliniche per poter scoprire e analizzare meglio la situazione.

artrosi ginocchio RX
Nell’immagina di sinistra è possibile vedere con una RX lo spazio compreso tra il femore e la tibia; nel secondo una condizione di artrosi al ginocchio grave con riduzione della rima articolare

Infatti come prima indagine per analizzare il compartimento osseo dell’articolazione, l’esame migliore per andare a vedere com’è la situazione in linea generale della cartilagine è la classica Radiografia.
Questo esame infatti analizza molto bene la condizione del compartimento osseo del ginocchio, dove è possibile analizzare oltre alla posizione delle ossa anche lo spazio che c’è tra femore e tibia; questa informazione è basilare perchè permette di capire quanto le superfici articolari sfregano tra loro durante il movimento e come durante il carico il ginocchio sopporta il peso del corpo.

Nel caso in cui invece si voglia andare ad osservare meglio anche la parte molla dell’articolazione (stato di salute dei legamenti, cartilagine e menischi) può essere utile eseguire una risonanza magnetica. Questo esame infatti, senza utilizzare alcun tipo di radiazioni dannose per l’individuo, permette di indagare attraverso una serie di sezioni lo stato di salute del ginocchio, analizzando come i tessuti si trovano e se è presente uno stato infiammatorio in atto.

 

Sintomi

Ma andiamo ad analizzare insieme quali sono i sintomi del paziente e come vanno interpretati in maniera corretta.

Partiamo col presupposto che di per sè un artrosi del ginocchio non è sintomatica A MENO CHE non sia presente all’interno dell’articolazione un infiammazione. Questo aspetto è molto importante in quanto come abbiamo detto, l’artrosi al ginocchio di per sè non dà dolore in quanto è un fenomeno assolutamente fisiologico; ovviamente però la condizione di riduzione della cartilagine nell’articolazione determina un maggior incremento nello sfregamento delle superfici articolari tra loro, generando non solo un fastidio ma anche un infiammazione, che quindi renderà il ginocchio molto doloroso ai movimenti.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i sintomi associati nell’artrosi al ginocchio:

  • Crepitio al movimento: questo senso di leggero scricchiolio al ginocchio è probabilmente il primo avviso che il ginocchio presenta una qualche alterazione funzionale. Infatti spesso questo nasce dal movimento richiesto dall’articolazione in un modo che presenta delle lacune cartilaginee, generando quindi una sensazione di crepitio al ginocchio che di per sè però non è particolarmente doloroso.
  • Rigidità: ovviamente il paziente tende a sentire l’articolazione un po’ rigida, a causa dell’infiammazione che si è generata all’interno del ginocchio ma anche dalla reazione neurologica di inibizione di alcuni muscoli che tendono a ridurre al propria attività proprio a causa della problematica all’interno della struttura.
  • dolore ginocchio anterioreDolore al movimento: una caratteristica peculiare di chi soffre di un dolore al ginocchio di questo tipo è sicuramente il dolore che si presenta nella maggior parte dei casi con il movimento dell’articolazione interessata. Questo avviene in quanto durante la fase dinamica, sia durante il carico deambulatorio sia durante il movimento (per esempio nel letto) le superfici articolari si muovono l’una sull’altra e, se viene a mancare la cartilagine, questo sfregamento genera una situazione di dolore molto fastidioso per il paziente. Ho specificato apposta come il dolore compaia principalmente al movimento in quanto durante la fase statica (magari quando si dorme) generalmente non evoca molto dolore proprio per la questione dello sfregamento delle ossa tra loro.
  • Gonfiore al ginocchio: questa condizione è generalmente secondaria al grado di entità dell’artrosi delle ginocchia; infatti spesso si avrà un gonfiore diffuso su tutto l’articolazione, con una sensazione di calore diffuso e di ulteriore impedimento nella flesso estensione. Questo è segno proprio della presenza all’interno di una infiammazione del ginocchio che evoca i classici segni di tumefazione (edema), calore, rossore.
  • Area di dolenzia diffusa: molto importante da valutare è anche l’area in cui il paziente avverte dolore, in quanto in base alla localizzazione si avranno segni e sintomi particolari. Infatti le aree generalmente comprese all’interno del quale il paziente avverte dolore potranno essere anteriormente, nella parte posteriore del ginocchio oppure di lateralmente.
  • Versamento al ginocchio: in alcuni casi, soprattutto i più gravi, non è raro riscontrare un gonfiore importante che rende il ginocchio caldo e molto dolente.

Trattamento

Per parlare della cura e del trattamento necessario per contrastare l’artrosi del ginocchio, è bene eseguire una duplice distinzione in quanto il paziente può essere preso in carico sia dal fisioterapista con un approccio conservativo per ridare mobilità, sconfiggere il dolore con tecniche efficaci oppure rivolgersi ad un medico ortopedico che tenderà in queste situazioni a proporre una protesi del ginocchio che però ha una sua vita biologica e comunque mette il paziente in condizione di essere operato.
Andiamo quindi a vedere quali sono gli aspetti specifici per questa patologia e come orientarsi sulla scelta da eseguire.

Terapia Conservativa fisioterapica

É sicuramente la via che viene preferita dalla maggior parte delle persone, in quanto si tende ad evitare il più possibile l’intervento chirurgico.

Nei pazienti affetti da artrosi alle ginocchia ciò che sicuramente spesso viene manifestato è un assetto corporeo errato che tende a sovraccaricare di più alcune zone rispetto ad altre, generando infiammazioni e dolori ben specifici.
Innanzitutto è bene ricordare come questi disallineamenti vanno valutati in maniera globale attraverso una visita posturale globale, in cui si evidenziano come e perchè si è venuta a creare questa situazione e come poter intervenire efficacemente; una cosa che ho notato nella stragrande maggioranza dei miei pazienti che giungono da me con forti dolori alle ginocchia è un certo grado di disallineamento articolare della tibia rispetto al femore.

Mi spiego meglio: se si osserva dalla posizione seduta il ginocchio dolente, spesso accade che il centro della rotula non è assolutamente in asse con l’apofisi tibiale (il punto in cui si inserzione il quadricipite); questo comporta che se è presente una rotazione tibiale, il carico è distribuito male e questo informa il cervello di un assetto errato e quindi vengono sviluppati una serie di compensi posturali che non fanno altro che esacerbare ancora di più questo problema.
Per la correzione del carico in questo tipo di distretti, eseguo con fenomenale successo anche la rieducazione posturale Mezieres, capace di modificare in maniera permanente l’assetto articolare e muscolare del paziente, andando a ridurre in maniera veramente stupefacente il dolore percepito sin dalle prime sedute.

Inoltre la via fisioterapica è sicuramente la strada migliore da scegliere in quanto molti dolori che nascono a livello del ginocchio, nonostante questo si presenti artrosico, nascono da disfunzioni muscolari che irradiano proprio nella zona del ginocchio e possono confondere anche gli addetti ai lavori. Non è raro infatti trovare tante persone che decidono di eseguire finalmente una protesi totale del ginocchio e percepire lo stesso dolore che avevano prima senza alcun tipo di cambiamento. Questo avviene in quanto alcuni trigger point presenti nell’arto inferiore emanano un dolore specifico proprio nel ginocchio.

Altro fattore molto importante che serve assolutamente nella gestione del paziente con artrosi di ginocchio è il recupero della forza muscolare: infatti la maggior parte di pazienti che hanno dolore e che si rivolgono presso la mia struttura, presentano una grave mancanza di forza muscolare; questa non solo serve per muoverci durante l’arco della giornata, ma ha anche un’azione stabilizzatrice sull’articolazione che altrimenti soffre ancora di più una carenza di controllo e di stabilità durante l’esecuzione dei gesti quotidiani.

fibrolisi meccanicaMolte sono le tecniche che vengono eseguite nei pazienti che presentano questo genere di disturbo, in quanto l’approccio deve essere mirato in molteplici direzioni per cercare di risolvere le sue problematiche. Un esempio lo è infatti il trattamento nei casi di lesioni degenerative del ginocchio anche andare a trattare il piede in maniera da liberare le articolazioni che stanno sotto e donare al ginocchio la corretta fase di movimento e non soffrire a causa di restringimenti articolari negli altri distretti. Utile in queste fasi anche approcciarsi con tecniche come la Fibrolisi meccanica, l’utilizzo di tecniche secondo concetto Mulligan® e delle manipolazioni ad alta velocità e bassa ampiezza nei vari distretti dell’arto inferiore.

Inoltre l’approccio fisioterapico può essere coadiuvato da alcuni macchinari importanti come la tecar, laser e magnetoterapia che aiutano nella gestione dell’infiammazione e che migliorano l’apporto sanguigno nella zona, riducendo il dolore in maniera importante.

Oltre alle tecniche di correzione articolare per la tibia, esistono molti percorsi riabilitativi specifici per il ginocchio che mirano proprio a recuperare una corretta stabilità dell’arto inferiore ed evitare l’intervento chirurgico pericoloso e a volte inutile. Ovviamente mi preme specificare come questo tipo di terapia vada bene in uno stato iniziale e intermedio nell’artrosi, mentre invece nei casi molto gravi il trattamento chirurgico è sicuramente quello da preferire per migliorare la qualità della vita del paziente che altrimenti rischia di vivere i suoi giorni con immenso dolore.

La gestione di questo tipo di patologia ovviamente va aiutata anche attraverso la scelta e l’acquisto di specifici tutori per il ginocchio: a questo proposito ho scritto una guida specifica proprio per chi presenta una dolenzia al ginocchio e vuole acquistare un tutore ad hoc per le sue condizioni. Trovi la guida quì.

Terapia Chirurgica

Nel caso in cui ci si rivolga ad un medico ortopedico, spesso la risposta che si riceve è quella dell’indicazione all’intervento chirurgico oppure dell’utilizzo di infiltrazioni.

Andiamo con ordine:
ginocchio cicatrice CheloideNel caso in cui il medico trovi l’indicazione di eseguire una infiltrazione di acido ialuronico (una componente connettivale che fornisce nutrimento alla cartilagine rimanente) oppure (raramente) di cortisone, questa risulta essere in alcune volte molto utile ma in altre pressochè un palliativo di pochi giorni. Questo perchè ovviamente l’intervento infiltrativo può essere utile nel caso in cui si voglia donare una parte di beneficio, ma non è in grado di correggere e modificare il PERCHÉ si è venuta a creare quel consumo esagerato di cartilagine, quindi è un approccio diciamo più sintomatologico che veramente modificativo della causa del problema.

Altro discorso invece è l’intervento chirurgico che consiste nell’asportazione completa dell’articolazione e la sostituzione di essa con una sintetica: questo tipo di situazione a volte è risolutivo in quanto tutte le terminazioni nervose presenti all’interno del ginocchio e che andavano incontro a usura vengono sostituite. Ciò che invece risulta essere fondamentale capire è che spesso alcuni pazienti presentano delle ulteriori controindicazioni sanitarie che non permettono l’intervento chirurgico (diabete, ipertensione, patologie croniche ecc.) e che quindi questo tipo di strada non sempre è percorribile.
Nel caso in cui si scelga questo genere di percorso di trattamento, è importante successivamente sottoporsi ad un ciclo intenso di rieducazione fisioterapica che sarà fondamentale non solo nel recupero della motilità della protesi, ma anche nella gestione del paziente che dovrà riadattarsi a muovere con un ginocchio “nuovo”.
L’intervento inoltre determinerà la formazione di una cicatrice che, nei casi in cui non verrà trattata in maniera adeguata, potrà determinare la formazione di un cheloide.

Rimedi naturali per l’artrosi ginocchio

Come abbiamo detto, sfortunatamente la cartilagine è un tipo di tessuto che non riesce di per sè a rigenerarsi, ma lo si può mettere in condizione di ridurre al minimo la componente infiammatoria e cercare di ridurre il dolore percepito dal paziente.

Può essere utile integrare all’interno del proprio regime alimentare degli integratori specifici che funzionano come nutrienti per la cartilagine e per la salute delle articolazioni. Questi composti sono molto semplici e ben digeribili e hanno un’azione coadiuvante la fisioterapia nella gestione del paziente con artrosi ginocchio.

Un valido aiuto che ho potuto sperimentare nei miei pazienti con questo tipo di problema è questo integratore specifico delle articolazioni; è acquistabile in sicurezza su AMAZON ed è di ottima qualità.

Nel caso in cui si voglia combattere l’infiammazione in maniera naturale senza utilizzare farmaci antinfiammatori che possono generare anche altri tipi di problemi, un valido aiuto ci giunge dalla natura attraverso la Curcuma: infatti questo composto utilizzato spesso nella cucina Indiana ed asiatica, è un potente antinfiammatorio che trova in questo genere di disturbi un importante coadiuvante.

Se invece volete modificare proprio il vostro approccio culinario cercando di contrastare le condizioni infiammatorie che si formano all’interno del vostro corpo, vi consiglio questo interessante libro di cucina sviluppato proprio per cambiare il dentro del nostro corpo.

Si sa che il ghiaccio ha grandi proprietà terapeutiche, soprattutto se siamo in presenza di infiammazione che comporta un aumento di temperatura locale; già gli antichi utilizzavano la Crioterapia (terapia del freddo) per aiutare il corpo nella sua guarigione. Per questo motivo vi ho inserito anche questa comoda borsa del ghiaccio sviluppata proprio per essere poggiata in maniera adeguata nel vostro ginocchio dolente, eseguendo anche una compressione in modo da far penetrare meglio il freddo.

Se si è invece in presenza di una problematica artrosica che coinvolge però la zona muscolare, il ghiaccio trova meno la sua efficacia mentre risulta di grande beneficio una pomata omeopatica come l’artiglio del diavolo, una crema proprio per la terapia “calda” dei muscoli.

Gli Esercizi

Nell’attesa di affidarvi ad un fisioterapista esperto in terapia manuale, ciò che vi consiglio è sicuramente quello di cercare di recuperare il più possibile il tono muscolare associato anche ad una flessibilità dei muscoli.
Vi posto quà sotto alcuni video molto utili nei casi in cui sia presente un’artrosi del ginocchio che tutti possono fare in maniera semplice ed immediata.

La scelta di questi esercizi invece nascono dalle intuizioni biomeccaniche di Pete Egoscue, il quale ha elaborato una serie di esercizi mirati per risolvere le problematiche muscolari in maniera duratura ed efficaci.

 

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Dott. Daniel Di Segni

Dott. Daniel Di Segni

Laureato presso "La Sapienza" di Roma in Fisioterapia con votazione 110 e lode.
Specializzato nel trattamento del dolore e delle problematiche muscolari tramite la terapia manuale

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