Hai un forte dolore al collo e pensi dipenda da un’ernia cervicale?Scopriamo insieme cos’è e come si cura!

Ernia Cervicale

 

Anatomia delle vertebre e del disco

Quando si deve affrontare l’argomento dell’ernia cervicale è bene eseguire anche un breve accenno su ciò che è presente a livello anatomico, in modo da comprendere meglio il meccanismo e la risoluzione di questa patologia.

Disposti tra una vertebra e l’altra, sono presenti delle strutture molli che svolgono dei ruoli molto importanti, senza i quali, il movimento dell’individuo e della sua schiena sarebbe pressochè impossibile; per questo motivo il disco intervertebrale  ha varie funzioni come:

  • Azione di distribuzione di forze
  • Nutrizione dei legamenti anteriori e posteriori
  • Permette i vari movimenti senza alcun danno alle vertebre
  • Svolge un azione di “cuscinetto” a livello delle singole ossa della schiena

Una vertebra e l’altra presentano delle articolazioni che permettono il movimento, ma queste vengono collegate proprio dal disco intervertebrale: questo disco è estremamente importante ed è costituito da due parti:

anatomia del disco intervertebrale

  1. Una parte periferica (Anello fibroso) a forma di una lente biconvessa che si allinea a livello dei corpi vertebrali delle varie vertebre. Questo anello è formato da una successione di fasci fibrosi concentrici che formano un alloggiamento inestensibile per la sua componente interna.
  2. Una parte centrale (Nucleo polposo) a forma di biglia gelatinosa il cui contenuto è prevalentemente di acqua (88%) e contenuto all’interno dell’anello fibroso, importante da notare che questa componente non è nè innervata nè vascolarizzata.

Quando parliamo di anatomia del disco è importante anche menzionare la componente ossea e nervosa che è strettamente correlata con le problematiche discali come le ernie cervicali.
Infatti il disco che avvolge il nucleo polposo è disposto sul corpo vertebrale, cioè una componente cilindrica ossea la cui ampiezza e forma varia in base alla localizzazione (a livello lombare è più voluminosa rispetto alla corrispondente cervicale).

In corrispondenza invece dei peduncoli della vertebra troviamo la radice nervosa che fuoriesce dal midollo spinale con le sue fibre, la quale continua poi nei vari nervi che si dirigono nella periferia e che provvedono sia alla conduzione motoria dei vari muscoli ma anche alla ricezione delle informazioni sensoriali che provengono dalla pelle e dal resto dei distretti lontani.

Cosa è l’ernia cervicale

L’ernia cervicale è la fuoriuscita dalla sede fisiologica del nucleo polposo verso la radice di un nervo spinale.
Ernia cervicaleCome abbiamo spiegato prima, quando avviene che il disco perde la sua capacità di ammortizzare le sollecitazioni e che determina uno sfaldamento dell’anulus fibroso (in questo stadio parleremmo di protrusione discale), questo determina la possibile comparsa dell’ernia cervicale. Infatti ciò che è molto importante capire è che il meccanismo che porta a questo tipo di dislocazione del nucleo polposo è un processo che si verifica in molto tempo e non solamente in conseguenza ad un movimento oppure a quando compare il dolore.

Ma perchè risulta essere così invalidante e così problematica un ernia cervicale? Questa condizione risulta essere problematica in quanto una volta che c’è questa migrazione, questa va a dirigersi verso la zona dove emerge la radice nervosa determinando un’irritazione ed una compressione a questo nervo. Questo tipo di irritazione e compressione, quando si verifica a livello cervicale, determina una conseguenza anche agli arti superiori, determinando una cervicobrachialgia.

Cause di un ernia cervicale

La fuoriuscita del nucleo polposo è da considerarsi come un’indebolimento delle strutture limitrofe che, a causa dell’età e della fisiologica degenerazione del disco intervertebrale, rendono possibile questa dislocazione.
Ma quali sono le cause che portano a un’ernia cervicale?:

  • postura errata davanti al monitor

    postura errata davanti al monitor

    Posture errate mantenute per anni, soprattutto mantenute per tante ore (esempio in ufficio davanti ad un monitor)

  • Sovraccarichi muscolari: lavori fisici faticosi possono portare a un aumento di tono muscolare della zona cervicale con conseguente usura delle sostanze molli.
  • Tensioni fasciali
  • Traumi ripetuti: passare molte ore sullo scooter, praticare sport di contatto possono, a lungo andare, danneggiare la struttura intervertebrale
  • Ansia e stati d’animo alterati: persone con classico atteggiamento in chiusura anteriore, tendono ad avere una respirazione toracica con iperlavoro dei muscoli del collo che sono accessori nel movimento della respirazione; questo comporta ad uno spostamento anteriore della testa e del collo rispetto alle spalle, con conseguente spostamento del carico il quale, se non distribuito efficacemente, favorisce la formazione di una o più ernia cervicale.
  • Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare: la zona cervicale è fortemente influenzata dalla “salute” dell’articolazione della mandibola e dalla qualità dell’apertura della bocca; un alterazione del movimento di questa può portare nel tempo a un sovraccarico funzionale portando quindi a un ernia cervicale.Tutte queste condizioni portano a un’aumento del tono muscolare nella zona  determinando quindi maggior forza di compressione generando quindi il disturbo e il processo di erniazione.

Differenza tra ernia e protrusione discale

risonanza magnetica protrusione discalePrima di parlare dei vari sintomi che affliggono il paziente con un ernia cervicale è bene fare anche chiarezza sulla differenza che avviene tra una protrusione discale ed un ernia. Infatti spesso giungono nel mio studio pazienti che soffrono di discopatia e non hanno ben chiara quale sia la reale diversità tra queste due condizioni che affliggono il disco intervertebrale.
Infatti queste due condizioni sono parte di uno stesso problema che però si identifica in differenti momenti: infatti il disco intervertebrale quando è in una situazione fisiologica sana, trova nella sua composizione un anello fibroso e un nucleo polposo localizzati nella posizione ottimale interposti tra una vertebra e l’altra (ricordo che fisiologicamente il disco intervertebrale è posto sotto un iniziale compressione).

Se però per una serie di motivi il disco comincia a soffrire, la componente fibrosa del disco comincia a deteriorarsi e a sfaldarsi, generando un indebolimento di una sua componente o parte.
In questa fase però il nucleo polposo è ancora in sede e mantiene la funzione di distribuzione delle forze sulle altre vertebre; in questa condizione la parte centrale del disco è ancora integra. Questa fase è chiamata protrusione discale e può accade che ci sia una compressione nervosa che però è determinata dall’anulus fibroso.

Se però gli agenti che hanno determinato questa deformazione continuano ad esercitare queste pressioni, avendo il disco già una sua debolezza, nei vari movimenti che il paziente fa la componente gelatinosa del nucleo polposo tende a muoversi e a dirigersi verso la struttura debole del disco fuoriuscendo dalla sua sede e andando a comprimere la radice nervosa. In questo caso parleremo di erniazione, cioè proprio la migrazione del nucleo polposo al di fuori della fisiologica posizione e andando quindi a dirigersi verso la zona di debolezza (andando spesso a creare una compressione sui nervi).

La cattiva posizione poi può generare che l’ernia non si diriga solamente lateralmente verso la radice nervosa, ma migri fuori dal disco andando ad intaccare il canale midollare: in questo caso parleremo di ernia espulsa che è una condizione piuttosto grave in quanto c’è stato anche l’intaccamento del legamento longitudinale posteriore (struttura molto forte che stabilizza posteriormente le vertebre) andando a creare anche un importante pressione alla struttura nobile del midollo spinale.

 

Sintomi dell’ernia cervicale

Spesso giungono nel mio studio pazienti che lamentano un dolore al collo e che, facendo alcune indagini radiografiche, mostrano di avere un’ernia cervicale.
Prima di parlare dei sintomi però, è bene ricordare che non tutti i pazienti che hanno un’ernia poi sono assolutamente pazienti sintomatici: infatti in uno studio condotto in America nel 2014 è stato mostrato come esaminando pazienti completamente ASINTOMATICI con una risonanza magnetica, questa mostri la presenza di protrusioni ed erniazioni a livello della colonna. Questo mostra come non è detto che sia necessariamente l’ernia o l’irritazione a determinare la comparsa di dolore (e viceversa).
Nell’immagine è possibile vedere come questa condizione in pazienti senza alcun dolore possano esser suddivisi in fasce d’età e la percentuale di incidenza di discopatia.

chi colpisce l'ernia cervicale

Ma quali sono i sintomi dell’ernia cervicale? Vediamoli insieme:

  • DOLORE: chi presenta una discopatia con erniazione del disco presenza sicuramente un grandissimo dolore sia in zona cervicale sia proiettato verso l’arto superiore (in questo caso parleremo di cervicobrachialgia). L’intensità del dolore è molto intenso, in una scala VAS (scala validata scientificamente per la classificazione del dolore) può raggiungere anche 8-9 in una scala che va da 0 a 10.
  • RISENTIMENTO SCAPOLARE: logicamente quando avviene questo tipo di situazione, soprattutto in fase acuta, il movimento delle braccia e quindi
  • cefalea da cervicaledell’orientamento scapolare viene parzialmente danneggiato, in quanto il corpo cerca di bloccare tutto il possibile in un ottica di salvaguardia di sè stesso. Non è raro trovare anche situazioni di dolore e difficoltà nella zona periscapolare e nella schiena.
  • DISTURBI SENSORIALI: come abbiamo detto, se l’irritazione colpisce i nervi che innervano l’arto superiore, non è raro riscontrare disturbi della sensibilità e alterazioni come per esempio: Formicolio, bruciore, sensazione di tiraggio, sintomatologia di scossa elettrica.
  • BLOCCO MUSCOLARE: Avendo percepito questa condizione di anomalia, il cervello invia un messaggio ai muscoli cercando di bloccare il tutto e quindi aumentando il tono muscolare. Generalmente il paziente sente una gran tensione e i muscoli sembrano “di marmo” perchè sono molto contratti.
  • NAUSEA E VERTIGINI: sia che esse possano trovare origine dal blocco muscolare, oppure dalla sofferenza a livello delle prime vertebre cervicali, questo malessere può essere anche presentato da nausea e comparsa di vertigini.
  • DOLORE PRECORDIALE: in alcuni casi è possibile avere una sensazione di dolore precordiale cioè localizzato a livello dello sterno.

Scopri come guarire!

Risolvi definitivamente questo problema cliccando sul bottone e prenotando una seduta fisioterapica a Roma!

Clicca quì per eliminare il dolore

Cure per l’ernia cervicale

Quando si parla di ernia cervicale è sempre bene eseguire una distinzione molto importante per quanto riguarda la cura: infatti a seconda che si parli con un medico neurochirurgo, neurologo, reumatologo od ortopedico, ognuno darà sempre una visione ed un approccio differente l’uno dall’altro. Questo perchè generalmente da parte del medico il tipo di approccio è solamente farmacologico o chirurgico. Rimane il fatto però che il 90% però delle ernie non sono da operare ed il paziente vive tranquillamente con queste, non dovendo quindi ricorrere all’approccio chirurgico, peraltro molto rischioso.
Nel video quì sotto mostro un esempio di intervento di decompressione da ernia a livello del rachide cervicale: è facile capire come sia importante evitare un tipo di strada del genere affidandosi ad un FISIOTERAPISTA esperto e che sappia trattare adeguatamente questo tipo di problema.

Farmaci per l’ernia cervicale

labirintite terapia

L’utilizzo dei farmaci può aiutare nella gestione della sintomatologia legata all’ernia cervicale

All’interno del trattamento per chi soffre di ernia cervicale è importante anche includere i farmaci. Molto importante però è che questo tipo di approccio non va minimamente a curare o risolvere in maniera definitiva questo tipo di disturbo, ma va a lavorare solamente sui sintomi che incidono al paziente, che però continua ad avere questo tipo di problematica.

Infatti i farmaci trovano un importante utilizzo nella prima fase acuta, in quanto il sistema è in completo “allarme” e la sintomatologia dolorosa la fa da padrona: infatti il dolore è veramente molto intenso, sia che esso sia semplicemente localizzato a livello del collo oppure che scenda lungo l’arto superiore; infatti in questa fase sono presenti anche alterazioni della sensibilità come formicolio, scosse elettriche e parestesie.

In questa fase, logicamente sotto controllo medico, generalmente viene somministrato l’utilizzo di farmaci antinfiammatori (generalmente cortisonici) e farmaci miorilassanti: questi vengono utilizzati in primis per ridurre l’ulteriore compressione che si viene a creare con l’edema a livello della radice nervosa da deposizione di particelle infiammatorie proprio in prossimità dell’ernia. L’utilizzo invece di un miorilassante serve invece non solo a ridurre la sintomatologia dolorosa del paziente, ma anche a ridurre lo spasmo muscolare indotto dall’ernia.

Intervento ernia cervicale

intervento ernia cervicale

Un esempio di protesi discale che viene posizionata a livello cervicale

É molto importante, nel momento in cui ci si deve relazionare con una condizione disabilitante come questo tipo di discopatia, sapere anche come funziona l’intervento di ernia cervicale: infatti questo tipo di intervento fortunatamente non è molto eseguito in quanto si preferisce utilizzare un’approccio più conservativo per questo tipo di disturbi.
Generalmente l’intervento per l’ernia cervicale è eseguito dal medico neurochirurgo e viene eseguito attraverso un approccio percutaneo o attraverso l’utilizzo di laser o con tecniche endoscopiche.
Si cerca di essere molto selettivi e il meno invasivi per il corpo del paziente: purtroppo però a volte è necessario eseguire proprio una sorta di rimozione del disco intervertebrale utilizzando invece una protesi discale. Questo tipo di tecnica non è ancora all’ordine del giorno in quanto presenta numerose problematiche e deve sicuramente esser perfezionata, soprattutto se si guarda al follow up dei pazienti con questo tipo di approccio chirurgico.

 

Come dormire con l’ernia cervicale

rigidità muscolareUno dei problemi principali nei pazienti che soffrono di ernia cervicale è sicuramente quella della notte: infatti è durante le ore notturne che il dolore si inasprisce e si percepisce più dolore e fastidio. Questo succede in quanto durante la notte c’è un cambiamento a livello organico della concentrazione di alcuni ormoni che, a livello muscolare e a livello dei tessuti molli, inasprisce la condizione infiammatoria che si è creata.

Quando quindi i miei pazienti mi chiedono: “Come devo dormire la notte per non avere dolore?” la mia risposta sicuramente è DIPENDE! Infatti la sintomatologia e la condizione specifica del paziente è individuale, quindi è difficile poter dire quale è la corretta posizione da assumere; per questo motivo ho scritto una guida proprio su come dormire con il dolore cervicale.
Quando logicamente mi si chiede quale cuscino comprare per questo tipo di problema, la mia risposta è sempre quello con materiale Memory foam: questo tipo di materiale molto famoso negli ultimi tempi ha la capacità non solo di donare un riposo eccezionale, ma anche attraverso la sua capacità di assorbire le pressioni, di accomodare il collo durante il riposo senza però contrastare e quindi accogliere la testa sul guanciale.
É possibile acquistare un guanciale di questo materiale anche su AMAZON, cliccando sul pulsante quì sotto “compra su Amazon”.

Per quanto riguarda la posizione della testa sul cuscino, il mio consiglio è che la testa non sia poggiata sul margine inferiore del cuscino, bensì più in alto, in modo che venga posizionato sul guanciale anche una parte del collo; per avere un parametro più affidabile sappiate che il cuscino deve arrivare quando siete sdraiati fino alla base del collo, quindi nella zona sopra le scapole.

Trattamento Fisioterapico per l’ernia cervicale

 

Quando si parla di cura per l’ernia cervicale, sicuramente la figura del fisioterapista è quella più indicata per tornare alla completa guarigione. Infatti attraverso la continua formazione e aggiornamento, è possibile utilizzare le più importanti tecniche approvate dal mondo scientifico proprio per problematiche come queste.

 

Quando giungono allo studio pazienti che hanno un problema di cervicale la cosa imprescindibile è sicuramente la valutazione sia funzionale sia a livello palpatorio: infatti solamente attraverso l’osservazione della postura e ascoltando il paziente su quali sono i movimenti e i disturbi che ha, è possibile poter intervenire efficacemente.
Di estrema importanza inoltre è sicuramente la valutazione attraverso alcuni test diagnostici specifici in terapia manuale: infatti è sempre fondamentale non solo affidarsi alle immagini radiografiche ma anche eseguendo alcuni test specifici.

Nel video quì sotto è possibile vedere uno dei tanti test approvati scientificamente per vedere proprio se è presente una radicolopatia cervicale. Questo test è chiamato “Spurling test” ed è proprio creato per vedere se sono presenti delle compressioni a livello della radice nervosa (magari a causa di un ernia cervicale).

Oltre a questa batteria di test molto importanti sicuramente è bene affidarsi a mani esperte e che sappiano eseguire le varie manovre necessarie.
Purtroppo è impossibile stabilire a priori quali siano i trattamenti da eseguire sempre in quanto ogni paziente è differente dall’altro. Nel mio studio comunque, attraverso l’utilizzo di tecniche che sono APPROVATE SCIENTIFICAMENTE è possibile ridurre in breve tempo la sintomatologia dolorosa e risolvere efficacemente.

A prescindere da quali manovre poi verranno eseguite, è ormai risaputo come la Fisioterapia Manuale rappresenti la miglior arma per chi soffre di una discopatia.
Dopo un’attenta valutazione quindi, possono esser suggeriti alcune tecniche riabilitative che però sono logicamente conseguenti ad un’adeguata formazione specifica post-laurea (quindi non tutti i fisioterapisti hanno la medesima formazione e capacità nell’affrontare questo genere di patologia):

    • Rieducazione secondo metodo McKenzie: questo tipo di approccio terapeutico nasce dall’intuizione di un terapista Neozelandese che, attraverso i suoi studi, elabora un percorso riabilitativo approvato scientificamente proprio per ridurre e ricollocare il disco intervertebrale nella sua fisiologica posizione. Questa tecnica si basa attraverso la partecipazione attiva del paziente e attraverso la continua esercitazione proprio per ridurre lo stress meccanico che viene esercitato sulla radice nervosa.
    • Manipolazione vertebrale cervicale

      Manipolazione vertebrale cervicale

      Manipolazioni vertebrali HVLA:Attraverso una combinazione di movimenti, è possibile creare una sorta di barriera di movimento e, attraverso un movimento molto veloce, preciso e a bassa ampiezza eseguire una manipolazione (scrocchio per farci capire) che permette non solo di creare una cavitazione a livello delle articolazioni in prossimità delle faccette articolari, ma di indurre anche una riduzione del tono muscolare e favorire quindi un grande piacere e benessere nel paziente.

    • Rieducazione posturale Mezieres:Attraverso la grandissima intuizione di François Mezieres è possibile eseguire un allungamento e riposizionamento dei vari segmenti corporei nella loro fisiologica posizione. Attraverso una serie di manovre attive molto controllate da parte del paziente sdraiato, è possibile eseguire una globale messa in tensione con conseguente allungamento delle strutture che hanno determinato la condizione patologica come un’ernia cervicale.
    • Tecnica Mulligan: Nominato come uno dei membri più importanti nella storia della terapia manuale, Brian Mulligan ha cambiato radicalmente l’approccio terapeutico di molti fisioterapisti; infatti con questo tipo di tecnica è possibile eseguire quasi con tecnica chirurgica un riallineamento certificazione mulligandelle superfici articolari con una riduzione ISTANTANEA della sintomatologia dolorosa. Questa tecnica trova grande applicabilità in questo ambito proprio per permettere al disco intervertebrale a livello cervicale di svolgere la sua funzione di ammortizzamento e distribuzione delle pressioni in maniera ottimale.
    • Rieducazione dell’Articolazione temporo-mandibolare: Spesso i pazienti che presentano una qualche problematica cervicale hanno anche una sorta di disfunzione all’articolazione temporo-mandibolare, la quale può a volte anche generare un dolore alla mandibola la quale spesso è implicata in disturbi cervicali.
    • Manipolazione del sistema motorio:Con una serie di test, è possibile riequilibrare tutto il sistema fasciale favorendo non solo il movimento, ma donando anche una nuova sensazione di libertà del paziente. Questo tipo di approccio è caratterizzato dal fatto che non si dà spazio alla palpazione del terapista che può divergere l’uno dall’altro, ma è con il test funzionale che è possibile riequilibrare tutto il sistema muscolare.

Acquista il pacchetto 5 sedute, e una è GRATIS!!!

terapia manuale sidebar

 

Cosa aspetti?Prenota un appuntamento!

Chiama ORA!

3500599735

oppure compila il modulo e verrai ricontattato!

Se ti è piaciuto l’articolo, dai un voto positivo!

Lascia una recensione
4.3]