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Sbandamenti e ATM

copertina sbandamenti e ATM
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Ti è mai capitato di sentirti come se camminassi sulle nuvole, o di avvertire quella fastidiosa sensazione di instabilità, proprio mentre avverti una tensione assurda al volto o alle orecchie? Se la risposta è sì, sappi che non sei solo e, soprattutto, che non stai impazzendo.

Molti pazienti arrivano nel mio studio a Roma dopo aver girato decine di specialisti, convinti di avere un problema all’orecchio o, peggio, un disturbo neurologico grave. Spesso, però, la causa di quegli sbandamenti continui non è dove tutti guardano, ma poco più avanti: nell’ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare).

La connessione tra sbandamenti e ATM è uno degli argomenti più sottovalutati e, allo stesso tempo, più determinanti per chi soffre di disturbi dell’equilibrio. In questo articolo ti spiegherò perché la tua mandibola sta influenzando la tua stabilità e come, attraverso il mio approccio specialistico, possiamo risolvere questo problema una volta per tutte.

Perché leggere questo articolo?

Se soffri di:

  • Disfunzione temporo-mandibolare e vertigini soggettive.
  • Senso di mandibola bloccata e giramenti di testa.
  • Bruxismo notturno che ti lascia stordito al mattino.
  • Un fastidioso click mandibolare e instabilità mentre cammini.

…allora sei nel posto giusto. Io sono il Dr. Daniel Di Segni e ogni giorno aiuto persone come te a ritrovare l’equilibrio partendo proprio dall’origine meccanica del problema.

Cos’è una disfunzione dell’ATM

Per capire perché ti senti instabile, dobbiamo prima capire cos’è l’ATM. Questa sigla sta per Articolazione Temporo-Mandibolare. In parole povere, è la “cerniera” che unisce la tua mandibola al cranio.

Prova a mettere le dita proprio davanti alle orecchie e apri la bocca: senti qualcosa che si muove? Quella è l’ATM. È una delle articolazioni più complesse e utilizzate del corpo umano: la usi per parlare, mangiare, sbadigliare e persino per gestire lo stress (serrando i denti).
Parliamo di disfunzione temporo-mandibolare quando questa cerniera smette di scorrere fluidamente. Immagina una porta con le cerniere arrugginite o fuori asse: per aprirla farai fatica, farà rumore e, alla lunga, rovinerà anche il telaio della porta.

legame tra sbandamenti e ATM

Nel mio studio a Roma, vedo quotidianamente pazienti che soffrono di questo disturbo senza nemmeno saperlo. I segnali tipici di una disfunzione sono:

  • Click mandibolare e instabilità: senti un “clack” o uno scatto quando apri molto la bocca o mangi qualcosa di duro. Questo rumore indica che il disco articolare non è posizionato correttamente o che c’è una ricattura durante il movimento proprio del disco.
  • Bruxismo e sbandamenti: digrigni i denti di notte o li tieni serrati durante il giorno? Questo sovraccarico muscolare manda in tilt i recettori dell’equilibrio, oltre che dare anche dolore alla nuca e mal di testa.
  • Affaticamento del volto: senti i muscoli delle guance stanchi, come se avessi masticato gomma per ore.
  • Apertura limitata: fai fatica ad aprire completamente la bocca (ad esempio dal dentista o per mangiare un panino).

Il problema vero è che l’ATM è vicinissima all’orecchio interno e condivide con il collo una rete fittissima di nervi e muscoli. Se la mandibola lavora male, si crea una tensione che “inganna” il tuo cervello, facendoti percepire quegli odiosi giramenti di testa.

Molti pensano che basti un bite per risolvere tutto. Ma come specialista, ti dico che il bite aiuta i denti, ma non cura la causa meccanica e il sistema nervoso che genera lo sbandamento. Ed è qui che interviene il mio metodo di trattamento. Ma andiamo con ordine, alla fine di questo articolo capirai perchè la soluzione passa attraverso i miei trattamenti e i tuoi esercizi.

Anatomia dell’articolazione della bocca

Per capire davvero perché la mandibola può causare sbandamenti e giramenti di testa, è importante conoscere un po’ la struttura di questa articolazione così speciale.

È composta da tre elementi fondamentali che devono lavorare in perfetta armonia:

  1. Il Condilo Mandibolare: è la parte finale della tua mandibola, una sorta di “testina” arrotondata che entra in una cavità del cranio.
  2. Il disco articolare: un piccolo cuscinetto fibrocartilagineo che sta tra il condilo e l’osso del cranio. Funziona come un “ammortizzatore” e permette alla mandibola di scorrere e ruotare senza attrito. Quando questo disco si sposta o non torna più al suo posto, compaiono i classici click mandibolari.

  3. I Muscoli Masticatori: sono i “motori” che muovono tutto. Il più famoso è il massetere, uno dei muscoli più forti del corpo umano in rapporto alle sue dimensioni.

Ma cosa c’entra tutto questo con i tuoi sbandamenti?

La chiave è la posizione. L’ATM si trova a pochi millimetri dal condotto uditivo esterno e dall’orecchio interno, dove risiedono i centri dell’equilibrio.
L’ATM è ricchissima di recettori propriocettivi (sensori che informano il cervello sulla posizione della testa e della mandibola nello spazio). Inoltre, è collegata direttamente ai muscoli del collo, alle prime vertebre cervicali (soprattutto C1 e C2) e, attraverso fasce e legamenti, anche all’orecchio interno.

Il tuo cervello riceve messaggi contrastanti: gli occhi dicono che sei dritto, ma la mandibola e il collo inviano segnali di tensione e distorsione. Il risultato? Quella terribile sensazione di instabilità e sbandamento che provi durante la giornata.

Immagina la mandibola come il “timone” della tua testa: se è fuori asse o in tensione costante, tutto il sistema di navigazione (cervicale + occhi + orecchio interno) comincia a dare segnali confusi. Ed ecco che arrivano gli sbandamenti.

Nel mio studio a Roma, durante la valutazione, mostro sempre ai pazienti questa connessione con un semplice test manuale: basta toccare i muscoli della mascella e far muovere leggermente la mandibola per far capire quanto velocemente influenzi la sensazione di equilibrio della testa.

Tipi di disfunzioni dell’ATM

tipi di disfunzione ATM

Nel mio studio a Roma, quando valuto un paziente che soffre di disfunzione temporo-mandibolare e vertigini, mi accorgo che i problemi non sono tutti uguali. Esistono quattro grandi categorie di disturbi che possono “capovolgere” il tuo equilibrio:

  1. Disfunzione muscolare (iperattivazione dei muscoli masticatori) È la forma più comune, soprattutto in chi soffre di bruxismo o serramento notturno. I muscoli massetere, temporale e pterigoidei restano contratti per ore durante la notte o anche di giorno per stress. Questa tensione cronica tira la mandibola leggermente fuori asse, altera la posizione della testa e sovraccarica i muscoli del collo e della nuca. Risultato? Al mattino ti svegli con la mascella rigida e durante la giornata compaiono sbandamenti, testa pesante e quella fastidiosa sensazione di “camminare sulle nuvole”. Molti pazienti mi dicono: «Sembra che la testa non sia ben ancorata al collo».
  2. Dislocazione del disco (Problemi Meccanici): qui entra in gioco il famoso click mandibolare e l’instabilità. Succede quando il cuscinetto (il disco) scivola fuori posto. Ogni volta che apri la bocca, il disco “salta” per riposizionarsi, creando quel rumore secco. Se il disco rimane fuori posto a lungo, la mandibola lavora in modo asimmetrico e la cervicale alta compensa continuamente, alimentando i giramenti di testa.
  3. Problemi Degenerativi (Artrosi): come ogni articolazione, anche l’ATM può andare incontro a usura. In questo caso potresti avvertire come della “sabbia” dentro l’orecchio quando muovi la bocca. Questo stato infiammatorio cronico è una causa diretta di mandibola e giramenti di testa continui, perché l’infiammazione si propaga alle strutture nervose vicine.
  4. Alterazione Occlusale: Succede quando i denti non combaciano bene (malocclusione) o quando la mandibola è costretta in una posizione sbagliata per anni (per esempio dopo cure dentali lunghe o bite non perfetti). In questi casi la mandibola “tira” il cranio in avanti o di lato, modificando tutta la postura del collo. È una delle cause più insidiose di mandibola e giramenti di testa, perché il problema sembra lontano dal collo ma in realtà lo condiziona costantemente. Spesso questi pazienti hanno anche artrosi cervicale precoce proprio per questa compensazione continua e l’unica soluzione è proprio la collaborazione tra fisioterapista specializzato come me e il dentista/ gnatologo.

Come l’ATM crea sbandamenti

Collegamenti anatomici tra bocca e orecchio

Molti pazienti restano sorpresi quando spiego loro che la mandibola può essere la vera responsabile di quei continui sbandamenti e giramenti di testa. Non si tratta di una semplice “sensazione”: esiste un legame anatomico e neurologico diretto tra l’articolazione temporo-mandibolare e il sistema dell’equilibrio. Quando l’ATM non funziona correttamente, disturba tutto il sistema di controllo della posizione della testa, generando esattamente quella sensazione di instabilità e galleggiamento che stai vivendo.

Per farti stare in piedi senza cadere, il tuo cervello riceve informazioni da tre fonti principali:

  1. Gli occhi (che dicono dove sei nello spazio).
  2. L’orecchio interno (il sistema vestibolare, la tua “livella” naturale).
  3. I muscoli e le articolazioni (la propriocezione, ovvero i sensori che dicono al cervello come è posizionato il corpo).

Ma come fanno, fisicamente, la mandibola e l’orecchio a parlarsi? Non è magia, è pura anatomia. Esistono tre “ponti” fondamentali che collegano la tua bocca al tuo equilibrio:

  • La vicinanza: l’articolazione della mandibola si trova a pochi millimetri dal condotto uditivo. Il disco e i legamenti posteriori dell’articolazione sono collegati tramite fasce alla capsula dell’orecchio medio e interno. Quando il disco è fuori posto o i muscoli sono contratti, creano una tensione che arriva direttamente alla zona dove si trovano i canali semicircolari e gli otoliti (i famosi “sassolini” dell’equilibrio). Questo disturbo meccanico può alterare i segnali che il vestibolo invia al cervello, provocando sbandamenti anche senza una vera Cupolitiasi.
  • Il Nervo Trigemino: è il nervo principale della faccia e della masticazione. Le sue radici sono “vicine di casa” dei nuclei vestibolari (quelli che gestiscono l’equilibrio). Se il trigemino è irritato da una disfunzione temporo-mandibolare, può “infettare” elettricamente i centri dell’equilibrio, scatenando mandibola e giramenti di testa.
  • Collegamento con muscoli nucali: I muscoli masticatori (soprattutto il massetere e il temporale) sono uniti tramite fasce profonde ai muscoli suboccipitali e alle prime vertebre cervicali (C1 e C2). Queste vertebre contengono il maggior numero di recettori propriocettivi di tutta la colonna. Una tensione cronica alla mandibola “tira” questi muscoli del collo, alterando la percezione della posizione della testa nello spazio.

In pratica, l’ATM agisce come un “disturbatore” del tuo sistema di navigazione interno. Quando è in disfunzione, crea un cortocircuito tra mandibola, collo e orecchio interno. Il cervello, non riuscendo più a integrare correttamente questi segnali, genera la sensazione che stai camminando su una barca o dentro un acquario.
Capire queste connessioni è ciò che mi permette, nel mio studio a Roma, di risolvere casi che altri hanno definito “senza soluzione”. Non serve un farmaco che addormenti il sintomo, serve un intervento manuale che ripristini la corretta comunicazione tra questi sistemi.

Sintomi Collegati

Quando l’articolazione temporo-mandibolare è in disfunzione, i sintomi non restano solo alla bocca. Spesso si manifestano proprio con sbandamenti e giramenti di testa. Ecco i segnali più comuni che vedo ogni giorno nel mio studio e che indicano un chiaro collegamento tra ATM e instabilità.

  • Click o scrosci articolari: Se senti uno scatto o un rumore simile a “sabbia” quando apri la bocca, il disco articolare è fuori sede. Questo malfunzionamento meccanico è spesso la miccia che accende il click mandibolare e l’instabilità posturale.
  • Dolore o tensione alla mandibola: Sensazione di mascella rigida, dolente o “bloccata”, soprattutto al mattino o dopo aver masticato. Questa tensione cronica si trasmette al collo e altera i recettori posizionali, favorendo la comparsa di sbandamenti durante il giorno.

  • Acufeni e “orecchio pieno”: Quella fastidiosa sensazione di “orecchio tappato” o un fischio costante (acufene) possono dipendere proprio dall’infiammazione dell’ATM che, data la vicinanza anatomica, irrita l’orecchio medio.
  • Sbandamenti quando apri la bocca: Il sintomo più rivelatore: gli sbandamenti aumentano o compaiono proprio mentre sbadigli, mastichi, parli a lungo o apri la bocca. Questo è il segnale classico che la mandibola sta disturbando il tuo sistema di equilibrio.

Se ti riconosci in due o più di questi sintomi, è molto probabile che la tua ATM stia contribuendo agli sbandamenti. Nel mio centro specializzato, analizziamo ognuno di questi aspetti per capire come liberare la tua articolazione e restituirti la stabilità che hai perso.

Come capire il legame sbandamenti – ATM

Per smettere di brancolare nel buio tra mille visite inutili, serve una valutazione funzionale mirata. Nel mio studio a Roma, non mi limito a guardare il collo, ma eseguo una serie di test specifici per confermare se i tuoi sbandamenti nascono proprio dall’ATM.

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valutazione sbandamenti e ATM

  • Valutazione dell’apertura mandibolare:  Misuro quanto riesci ad aprire la bocca e se il movimento è dritto o devia da un lato. Un’apertura limitata, dolorosa o deviata è uno dei primi segnali che la mandibola sta alterando l’equilibrio.

  • Test di Messerman: attraverso l’utilizzo di 2 piccoli cuscinetti di cotone posti a livello dei denti, si esegue una sorta di Reset dell’informazione che al cervello giunge dalla bocca. Il paziente che ha giramenti di testa legati alla bocca sente immediatamente il cambiamento. Infatti molti mi dicono ” ma allora per stare bene devo andare in giro con questi rotolini in bocca?”. Questo perchè è proprio immediato e ci fa capire come la mandibola sia implicata nei problemi del paziente.
  • Test di provocazione con movimenti mandibolari: Faccio aprire, chiudere, spostare lateralmente o masticare la mandibola mentre osservo se compaiono o aumentano gli sbandamenti. Quando il sintomo si attiva con questi movimenti, ho la conferma che l’ATM è una delle cause principali.

  • Quando serve una valutazione gnatologica: In alcuni casi, il problema meccanico è così avanzato che collaboro con gnatologi esperti. Se la tua occlusione (il modo in cui i denti combaciano) è la causa primaria dello stress articolare, potrebbe essere necessario un bite specifico per “scaricare” l’articolazione, da abbinare sempre al mio trattamento manuale.

Trattamento DEFINITIVO per gli sbandamenti da ATM

Veniamo ora alla parte probabilmente che più aspettavate e che v aiuterà ad orientarvi per questo disturbo.

Come dico sempre: non esiste un paziente uguale all’altro!
Dopo aver eseguito quindi tutti i test del caso durante la valutazione iniziale, è bene iniziare a capire come il TUTTO  lavora e come dialoga. Infatti oltre alla bocca devo valutare anche l’interferenza che questa ha rispetto agli occhi, al collo e all’orecchio.

Una volta capito il tutto, personalmente utilizzo varie tecniche che mi permettono di lavorare in maniera mirata  su:

  • sulla capsula articolare
  • sul drenaggio venoso dell’ATM
  • Sui Muscoli masticatori con il loro rilascio manuale
  • Sui Legamenti mandibolari
  • sulla Mobilità articolare

Capite come il trattamento di terapia manuale è qualcosa di complesso, abbinato alle capacità anche del paziente di capire e muovere quel distretto. Vi assicuro che non è per niente semplice andare a interagire con una parte del corpo che muoviamo costantemente migliaia di volte al giorno da quando siamo nati.

Oltre a delle tecniche di terapia manuale e osteopatiche, penso che la parte più importante del trattamento e della soluzione per chi soffre di sbandamenti collegati all’ATM sia anche una somministrazione attenta e costante di esercizi da fare ogni giorno a casa.

In questo modo io ho la possibilità proprio di “dialogare” con il sistema nervoso del paziente, fargli capire le modiche e agire sui sistemi di regolazione del movimento, così da poter modificare proprio il segnale errato che arriva all’orecchio.

Attenzione anche che gli esercizi della bocca rientrano pienamente anche in un contesto di riabilitazione vestibolare che prende sì l’orecchio ma anche gli altri segmenti ad esso collegati.

Oltre a questo intervento, io penso che la soluzione possa passare anche attraverso un ulteriore aiuto proveniente da supporti come bite e placche di svincolo, che devono essere studiate e applicate sul paziente, in modo da ridurre l’insulto proveniente dal sovraccarico muscolare e riequilibrare l’articolazione. Per questo motivo infatti mi sono dotato di gnatologi veramente in gamba che, con un dialogo costante, mi aiutano a capire come ripristinare una funzione alterata.

Il paziente resta sempre al centro: valuto, tratto e coordino tutti gli specialisti necessari finché gli sbandamenti non scompaiono. Nel mio centro non sei “uno dei tanti” bensì un mio paziente a cui dedicare ogni mia energia e competenza per risolvere il suo problema.

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Il legame risiede nella convergenza neuroanatomica: i segnali provenienti dall'Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM) e quelli del sistema vestibolare (orecchio interno) convergono negli stessi nuclei del tronco encefalico. Se la mandibola invia segnali di tensione errati, il cervello subisce un conflitto sensoriale. Questo "errore di sistema" si manifesta clinicamente come sbandamento o instabilità posturale, una condizione che tratto quotidianamente nel mio studio a Roma attraverso il riequilibrio propriocettivo.
Il click mandibolare indica una dislocazione del disco articolare. Quando il disco non è in sede, la mandibola compie movimenti asimmetrici che costringono i muscoli sub-occipitali (sotto la nuca) a una contrazione riflessa costante. Poiché questi muscoli sono i principali sensori di posizione della testa, la loro tensione altera il riflesso cervico-oculare, trasmettendo al cervello una falsa percezione di movimento o galleggiamento.

Il bruxismo agisce come un "disturbatore" elettrico. Il serrramento cronico iperattiva il nervo trigemino, il quale condivide vie nervose con i nuclei vestibolari responsabili dell'equilibrio. Questa stimolazione eccessiva può generare sbandamenti da ansia o stress meccanico, spesso accompagnati da cefalea muscolo-tensiva. La soluzione non è solo il bite, ma il rilascio manuale dei trigger point masticatori per resettare il segnale nervoso.

Le vertigini da orecchio interno sono spesso rotatorie (la stanza gira) e violente. Gli sbandamenti da ATM, invece, sono descritti come instabilità soggettiva, sensazione di "camminare sulle nuvole" o testa leggera. Se l'instabilità aumenta masticando, sbadigliando o dopo aver serrato i denti, la causa è quasi certamente legata alla mandibola. Una valutazione specialistica nel mio centro "Cervicale e Vertigini" permette di isolare la causa meccanica e impostare una cura mirata.
Riguardo Daniel Di Segni
Daniel Di Segni
Nel mio Studio “Cervicale e Vertigini” di Roma, investo moltissime risorse economiche e professionali per permettere al paziente di avere una fisioterapia di qualità ed individuare il miglior percorso riabilitativo per la singola esigenza e situazione del paziente riducendo quindi il numero delle sedute fisioterapiche.

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