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Sbandamenti dopo mangiato: il legame tra digestione e instabilità
Perchè compaiono sbandamenti dopo i pasti
Molti dei pazienti che vengono da tutta Italia per sottoporsi ai miei trattamenti mi riferiscono molto spesso che la loro sensazione di instabilità posturale coincide molto spesso subito dopo pranzo o dopo cena. Allora mi sono detto: se è una cosa così comune, potrei aiutare tante persone che ci si ritrovano scrivendo un articolo proprio su questo.
Ma la risposta alla domanda sul perchè vengono i giramenti di testa dopo pranzo è questa:
Quando ci si mette a tavola, ma anche qualche minuto prima, il cervello attraverso una serie di connessioni prepara il corpo a ricevere cibo e lo fa attivando meccanismi di produzione di sostanze e preparandosi all’elaborazione dei cibi. Questo genera per il cervello una serie di processi metabolici, neurologici, endocrini che, se è presente una qualche disfunzioni, possono andare a disturbare l’equilibrio e determinare sbandamenti dopo i pasti.
Insieme a te adesso voglio andare ancora più a fondo, cercando di farti capire come mai avvengono le vertigini post prandiali e perchè è fondamentale affidarsi ad un esperto come me, che ogni giorno risolve sbandamenti instabilità.
Il nervo vago: ponte tra digestione ed equilibrio
Quando parliamo di sbandamenti dopo mangiato, di giramenti di testa dopo pranzo o di quella sensazione di instabilità dopo i pasti, è impossibile non chiamare in causa una struttura fondamentale del nostro organismo: il nervo vago.
Il nervo vago è uno dei principali nervi del sistema nervoso autonomo ed è responsabile della regolazione di funzioni vitali come la digestione, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e – cosa che molti ignorano – anche dell’equilibrio e della percezione di stabilità corporea.
Si tratta, a tutti gli effetti, di un ponte di comunicazione tra intestino e cervello.
Durante il pasto, e soprattutto subito dopo aver mangiato, il nervo vago viene fortemente stimolato per attivare tutti i meccanismi digestivi: aumento dell’attività gastrica, secrezione degli enzimi, variazioni del flusso sanguigno verso l’apparato digerente. Questo è un processo fisiologico e normale che avviene in tutti noi ogni giorno.
Il problema nasce quando questa attivazione vagale diventa eccessiva, sbilanciata o mal regolata.
In alcune persone, infatti, la stimolazione del nervo vago può determinare una risposta neuro-vegetativa sproporzionata che si manifesta con:
- senso di testa leggera
- instabilità dopo i pasti
- difficoltà a concentrarsi
- sensazione di “vuoto” o di sbandamento
- talvolta veri e propri giramenti di testa dopo pranzo
È quello che spesso i pazienti descrivono dicendo:
“Appena finisco di mangiare mi sento strano, come se non fossi ben stabile”.
Dal punto di vista fisiologico, il meccanismo è chiaro: una forte attivazione del nervo vago può indurre una riduzione della frequenza del battito del cuore, una modifica della pressione arteriosa e una redistribuzione del sangue verso l’apparato digerente. Se il sistema non riesce a compensare in modo efficace, il cervello può ricevere per qualche istante informazioni “disturbate”, generando quella sensazione di sbandamento post-prandiale.
E attenzione: questo non significa patologia nella maggior parte dei casi. Significa disfunzione funzionale, cioè un sistema che fatica a gestire correttamente i cambiamenti fisiologici legati alla digestione.
Un altro aspetto fondamentale è che il nervo vago dialoga direttamente con:
- il sistema vestibolare
- la cervicale alta
- la respirazione
- il diaframma
Capite quindi come, se a una digestione impegnativa si associano rigidità cervicale, postura alterata, stress o una respirazione poco efficiente, il risultato possa essere proprio la comparsa di vertigini post prandiali o di una sensazione di instabilità subito dopo mangiato.
Nel mio lavoro clinico, quando un paziente mi riferisce sbandamenti dopo i pasti, il nervo vago è sempre uno degli attori principali da valutare, ma mai l’unico. È l’integrazione tra sistema digestivo, postura, cervicale e regolazione neuro-vegetativa a fare la differenza.
Ed è proprio per questo che non basta “mangiare più leggero” o aspettare che passi: serve capire come il corpo reagisce al pasto e perché quell’equilibrio si rompe.
Nei prossimi paragrafi vedremo infatti come digestione, postura e sistema nervoso possano intrecciarsi nel generare questi sintomi e, soprattutto, cosa si può fare concretamente per ridurre gli sbandamenti dopo mangiato.
Redistribuzione del flusso sanguigno durante la digestione
Un altro meccanismo molto comune alla base degli sbandamenti dopo mangiato è la redistribuzione del flusso sanguigno che avviene fisiologicamente durante la digestione.
Proviamo a spiegarlo in modo semplice.
Quando mangiamo, il nostro organismo dà una priorità chiara: far digerire bene il cibo.
Per farlo, una grande quantità di sangue viene “dirottata” verso stomaco e intestino per permettere il lavoro digestivo.
È come se il corpo dicesse:
“Ora servono più risorse qui sotto”.
Il risultato è che, per un breve periodo, arriva un po’ meno sangue al cervello.
Nella maggior parte delle persone questo passaggio è impercettibile, ma in alcuni soggetti può tradursi in:
- giramenti di testa dopo pranzo
- sensazione di testa leggera
- instabilità dopo i pasti
- difficoltà a stare in piedi subito dopo aver mangiato
Un esempio pratico che faccio spesso ai miei pazienti è questo:
immagina di avere una coperta corta. Se la tiri verso i piedi per coprirli meglio, scopri un po’ la testa.
Ecco, durante la digestione succede qualcosa di simile con il sangue.
Questo fenomeno può essere più evidente se:
- il pasto è molto abbondante
- ci si alza troppo velocemente da seduti
- si è già predisposti a cali di pressione
- si associa tensione cervicale o stress
In questi casi non è raro avvertire vertigini post prandiali o sbandamenti, soprattutto nei primi minuti dopo aver mangiato.
Anche qui è importante sottolinearlo: non è una malattia, ma una risposta fisiologica che in alcune persone diventa più marcata e fastidiosa.
Capire questo meccanismo mi aiuta molto a tranquillizzare il paziente che viene nel mio studio e, soprattutto, a impostare le giuste strategie per evitare che questi episodi si ripetano.
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Il ruolo del nervo vago negli sbandamenti dopo i pasti
Anatomia e funzione del nervo vago
Il nervo vago è il decimo nervo cranico ed è uno dei principali regolatori delle funzioni automatiche del nostro corpo, cioè di tutte quelle attività che avvengono senza che ce ne rendiamo conto.
Origina a livello del tronco encefalico (la parte più profonda e ancestrale del nostro sistema nervoso), scende lungo il collo, passa vicino alle strutture cervicali e prosegue verso torace e addome, innervando organi fondamentali come cuore, polmoni, stomaco e intestino.
Dal punto di vista funzionale, il nervo vago ha il compito di:
- regolare la digestione
- modulare la frequenza cardiaca
- influenzare la pressione arteriosa
- controllare il ph del sangue che va verso la testa e il cervello
- mantenere l’equilibrio del sistema nervoso autonomo
È per questo che viene spesso definito come il nervo della calma e del recupero, in contrapposizione al sistema “da allarme”. Per darci un esempio, è il nervo che scarica delle endorfine e ci fa calmare dopo un attività rilassante oppure dopo aver fatto sesso.
Quando però il suo funzionamento è eccessivamente stimolato o mal regolato, soprattutto in momenti specifici come dopo i pasti, può contribuire alla comparsa di sintomi come instabilità, giramenti di testa dopo pranzo o quella sensazione di “sbandamento” che molti pazienti descrivono.
Questo breve richiamo anatomico serve a capire un concetto fondamentale: il nervo vago non è un nervo “della testa” o “della pancia”, ma un ponte continuo tra cervello, collo e apparato digerente. Ed è proprio questa sua funzione di collegamento che lo rende centrale negli sbandamenti post prandiali.
Connessione tra stomaco, cervicale e sistema vestibolare
Quando si parla di sbandamenti dopo mangiato, uno degli errori più comuni è pensare che il problema nasca in un solo punto del corpo. In realtà, ciò che spesso genera instabilità dopo i pasti è il modo in cui stomaco, cervicale e sistema vestibolare comunicano tra loro.
Dopo aver mangiato, lo stomaco entra in una fase di intensa attività. Questo comporta una modifica della respirazione, della pressione interna addominale e dell’assetto del diaframma. Se il diaframma lavora male, tende a trascinare con sé tensioni che risalgono verso il torace e il collo, andando a influenzare direttamente la cervicale.
Una cervicale rigida o già sovraccaricata durante la giornata può quindi diventare ancora meno efficiente nel trasmettere informazioni corrette al cervello. Ricordiamo infatti che nel collo sono presenti numerosissimi recettori propriocettivi, fondamentali per la percezione dell’equilibrio.
A questo punto entra in gioco il sistema vestibolare, cioè quell’insieme di strutture dell’orecchio interno che regolano il nostro senso di stabilità. Il cervello integra continuamente tre tipi di informazioni:
- quelle che arrivano dagli occhi
- quelle che arrivano dal vestibolo
- quelle che arrivano dalla cervicale
Se una di queste fonti manda segnali “distorti” o incoerenti, come può accadere dopo mangiato, il risultato può essere una sensazione di sbandamento, di instabilità o di vertigini post prandiali.
Un esempio molto pratico:
una persona che mangia velocemente, respira poco, rimane seduta in postura scorretta e ha già una cervicale contratta, può alzarsi da tavola con la sensazione che “qualcosa non sia stabile”, pur non avendo alcun problema all’orecchio interno.
È proprio questa interazione tra apparato digerente, collo e sistema dell’equilibrio che rende gli sbandamenti dopo i pasti un disturbo complesso, ma allo stesso tempo perfettamente spiegabile e, nella maggior parte dei casi, trattabile con il giusto inquadramento.
Ed è anche per questo che, quando valuto un paziente con sbandamenti nel mio studio a Roma, non mi limito mai a osservare un solo distretto, ma cerco sempre di capire come questi sistemi dialogano tra loro.
Disfunzione vagale e sensazione di giramenti di testa
Quando il nervo vago non riesce a modulare correttamente la sua attività, si parla di disfunzione vagale. Attenzione però: non significa che il nervo sia “malato”, ma che la sua risposta agli stimoli è sbilanciata. Nel mio studio infatti molto spesso mi ritrovo a spiegare proprio questo:
Non siete malati perchè il nervo vago ha smesso di funzionare, bensì che è necessario intervenire per correggere la sua attivazione e bilanciare il sistema nervoso autonomo.
Nei casi di sbandamenti dopo mangiato, questa disfunzione può manifestarsi soprattutto subito dopo i pasti, quando l’organismo è chiamato a gestire digestione, circolazione e postura nello stesso momento.
In queste situazioni, il nervo vago può generare una risposta eccessiva che porta a:
- calo transitorio della pressione arteriosa
- rallentamento della frequenza cardiaca
- sensazione di debolezza o di “vuoto”
- instabilità dopo i pasti
- giramenti di testa dopo pranzo
Molti pazienti descrivono questi sintomi come:
“Non è una vera vertigine, ma mi sento come se non fossi ben ancorato a terra. Devo infatti aspettare ad alzarmi oppure non riesco a essere proprio me stesso”.
Ed è una descrizione molto precisa.
Dal punto di vista funzionale, ciò che accade è che il cervello riceve segnali contrastanti: il corpo è impegnato nella digestione, il flusso sanguigno è ridistribuito e il sistema nervoso autonomo non riesce a mantenere un equilibrio ottimale tra attivazione e compenso.
Questa condizione può essere accentuata da:
- stress cronico (con ulteriore funzionalità ridotta del vago)
- respirazione superficiale
- posture scorrette dopo mangiato
- rigidità cervicale
- pasti abbondanti o molto rapidi
Il risultato è la comparsa di vertigini post prandiali o di una sensazione di sbandamento che, nella maggior parte dei casi, non ha nulla di pericoloso, ma può diventare molto fastidiosa e preoccupante per chi la vive.
È proprio qui che è fondamentale distinguere tra una disfunzione funzionale del nervo vago e una vera patologia: nel primo caso, il sistema può essere rieducato e riequilibrato; nel secondo, è necessario un inquadramento medico specifico e un trattamento mirato nel mio studio a Roma.
Altre cause di sbandamenti dopo mangiato
Picchi glicemici e ipoglicemia reattiva
Un altro meccanismo molto frequente alla base degli sbandamenti dopo mangiato è legato alle variazioni della glicemia, cioè dei livelli di zucchero nel sangue.
Dopo un pasto, soprattutto se ricco di zuccheri semplici o carboidrati raffinati, la glicemia tende a salire rapidamente. In risposta, il pancreas rilascia insulina per riportare i valori nella norma.
In alcune persone, però, questa risposta è eccessiva o poco modulata, e ciò può portare a un fenomeno chiamato ipoglicemia reattiva.
In pratica succede questo:
la glicemia sale → l’insulina interviene → la glicemia scende troppo velocemente.
Ed è proprio in questa fase di “crollo” che possono comparire sintomi come:
- giramenti di testa dopo pranzo
- senso di vuoto alla testa
- debolezza improvvisa
- difficoltà di concentrazione
- instabilità dopo i pasti
- talvolta sudorazione fredda o agitazione
Molti pazienti mi dicono:
“Dopo aver mangiato mi sento peggio di prima, come se mi mancassero le forze”.
Dal punto di vista del sistema nervoso, una glicemia che scende troppo rapidamente rappresenta uno stress importante per il cervello, che è un organo estremamente sensibile alla disponibilità di zuccheri. Se l’energia arriva in modo instabile, anche la percezione dell’equilibrio può risultare alterata, favorendo sbandamenti e instabilità post-prandiale.
Ancora una volta, non parliamo necessariamente di una patologia, ma di una comportamento anomalo che il corpo fatica a compensare.
Capire il ruolo dei picchi glicemici è fondamentale perché spiega perché, in alcune persone, gli sbandamenti compaiono non subito, ma 20–40 minuti dopo aver mangiato, quando il calo glicemico diventa più evidente. Quando avviene questa situazione, generalmente evito infatti di iniziare il percorso riabilitativo perchè non è tanto di mia competenza bensì di un medico endocrinologo che dovrà studiare questa condizione e apportare eventuali accorgimenti. Ecco perchè è importante, durante la mia prima valutazione, analizzare come il sistema lavora e porre le corrette domande al paziente per capire se ci si può lavorare oppure no.
E questo ci porta a una conclusione importante:
gli sbandamenti dopo mangiato non dipendono mai da un solo fattore, ma dal modo in cui sistema nervoso, metabolismo ed equilibrio dialogano tra loro.
Tensione diaframmatica
Quando si parla di sbandamenti dopo mangiato, molto spesso l’attenzione va subito allo stomaco, al nervo vago o alla glicemia. Tutto corretto.
Ma c’è una struttura che viene frequentemente sottovalutata e che invece gioca un ruolo fondamentale: il diaframma.
Il diaframma non è solo il muscolo della respirazione.
È una vera e propria cerniera posturale tra torace e addome, e lavora in stretta sinergia con la colonna vertebrale, in particolare con la zona cervicale.
Dal punto di vista anatomico, il diaframma è innervato dal nervo frenico, che origina proprio dal rachide cervicale (C3–C5). Questo significa che qualsiasi alterazione della postura del collo, tensione cervicale o rigidità del rachide può riflettersi direttamente sulla sua funzione.
Durante la digestione il diaframma dovrebbe:
- muoversi in modo fluido
- permettere una corretta pressione sugli organi addominali
- favorire il ritorno venoso e linfatico
- collaborare con il nervo vago nella regolazione neuro-vegetativa
Quando però il diaframma è rigido, bloccato o ipertonico, questo equilibrio si altera.
E qui succede qualcosa di molto concreto:
dopo mangiato, con lo stomaco pieno, un diaframma poco mobile aumenta la pressione interna, altera la respirazione e manda informazioni distorte al sistema nervoso centrale. Il risultato può essere una sensazione di:
- instabilità dopo i pasti
- testa “ovattata”
- difficoltà a stare dritti
- sbandamento quando ci si alza dalla sedia
L’importanza in questo contesto è capire il raccordo: nel mio studio infatti, a differenza di altri centri di fisioterapia non specializzati sull’instabilità come me, si approccia in maniera superficiale e non mirata nei disturbi del paziente.
Trattamento fisioterapico degli sbandamenti dopo mangiato
Ho già nominato più volte come per me la valutazione iniziale con il paziente è per me il passo fondamentale nella gestione del problema, ma poi c’è quello che è la parte importante cioè il trattamento vero e proprio.
Avendo conseguito certificazioni e avendo fatto corsi a livello internazionale, ho potuto integrare tecniche di terapia manuale che, abbinate alla conoscenza anatomica e fisiologica del corpo umano, hanno la capacità di regolare la funzionalità del nervo vago.

Infatti nel mio studio applico con successo le tecniche di Fascial Counterstrain per poter riportare il corpo ad una corretta funzionalità: si andrà a fare un lavoro di spegnimento del sistema ortosimpatico che mette il corpo in allerta e una corretta attivazione del nervo vago.
In questo modo, andando a lavorare in maniera mirata, senza alcun tipo di dolore e con tecniche estremamente efficaci, sarà possibile recuperare dagli sbandamenti dopo mangiato in maniera mirata, veloce e duratura.
Infatti, a differenza di altri studi fisioterapici che eseguono terapie standard con macchinari inutili e con manovre uguali per tutti, creo su misura un trattamento ad hoc per il paziente con giramenti di testa dopo mangiato.
Questo significa che sin dalla prima seduta sarà possibile percepire il cambiamento e, lasciando poi il corpo il recupero necessario, sarà possibile tornare a stare bene.
Alcuni mi chiedono infatti:
Ma non si possono fare degli esercizi per recuperare dall’instabilità dopo mangiato?
In realtà non consiglio esercizi standard, perchè reputo che ognuno deve avere e fare degli esercizi mirati a quello che ha, non qualcosa di generico.
Comunque, una volta fatta la valutazione, sarà possibile anche eseguire degli esercizi che mi aiuteranno a far recuperare il corpo in minor tempo.




















