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Perché schermi e luci intense provocano sbandamenti
Non ti puoi rendere conto la quantità enorme di pazienti che si rivolgono da ogni parte D’Italia per trattare questo genere di disturbo e tutti mi dicono
Dottore io non so per quale motivo ma ogni volta che sono al cellulare e magari eseguo uno scroll, ecco che mi compare un senso di stordimento e instabilità.
Non sei solo quindi, ti assicuro che tantissime persone ne soffrono. Questo perchè l’integrazione tra sistema visivo e il sistema dell’equilibrio è molto molto stretto e, quando è presente un’alterazione, questa si traduce con un senso di sbandamento.
Affaticamento oculomotorio e sistema vestibolare
Dovete capire come il sistema di movimento degli occhi è dato dall’attivazione di alcuni muscoli che muovono il globo oculare; questo però induce una continua attivazione di alcuni riflessi neurologici che il sistema adotta in automatico per mantenere l’equilibrio e non muoversi come un liquido dentro un acquario che viene mosso.
Il problema però può comparire quando il sistema di movimento dell’occhio (componente oculomotoria) risulta essere bloccato e ha problemi nei movimenti di accomodazione o di convergenza (per esempio nel caso dello scorrere sul cellulare)
Flickering e frequenza di refresh: l’effetto neurologico
Molti dei pazienti che seguo nel mio studio riferiscono di avvertire sbandamenti o una sensazione di disequilibrio transitorio proprio mentre lavorano al computer, usano lo smartphone o si trovano sotto luci a LED intense. La causa risiede spesso nel flickering (il sfarfallio impercettibile delle sorgenti luminose) e in una basso frequenza di refresh (frequenza di aggiornamento dello schermo).
Anche quando questo sfarfallio non è percepito in modo consapevole dalla vista, il nostro sistema nervoso centrale ne registra ogni singola variazione. Per mantenere la stabilità dello sguardo e dello spazio, il cervello coordina continuamente tre sistemi fondamentali:
- Sistema Visivo: Elabora i dettagli dell’ambiente e il movimento.
- Sistema Vestibolare: Monitora la posizione della testa nello spazio.
- Sistema Propriocettivo Cervicale: I recettori e la muscolatura profonda del collo inviano costantemente informazioni sulla posizione del capo rispetto al tronco.
Quando gli schermi mostrano un aggiornamento dello schermo discontinuo o le luci presentano un flickering marcato, si crea un vero e proprio “ipereccitamento” visivo. Questo produce un mismatch sensoriale: il sistema visivo invia segnali instabili o distorti, mentre l’apparato vestibolare e la propriocezione cervicale registrano una situazione di quiete. Il cervello fatica a integrare questi dati discordanti, traducendo il conflitto in sbandamento, stanchezza oculare e persino senso di nausea.
Inoltre, lo sforzo continuo per compensare questa instabilità porta spontaneamente a fissare lo schermo rigido, aumentando la tensione della muscolatura suboccipitale e cervicale. Un tratto cervicale già disfunzionale o infiammato amplificherà l’elaborazione dei segnali di disequilibrio, alimentando un circolo vizioso tra affaticamento visivo e rigidità del collo.
Trattare questo disturbo richiede quindi un approccio integrato: accanto all’ottimizzazione dell’ergonomia visiva (schermi ad alta frequenza di refresh, luci flicker-free e pause regolari), è fondamentale intervenire sulla componente cervicale e sulla rieducazione propriocettiva per ripristinare il corretto dialogo tra occhi, collo e sistema vestibolare.
Il legame tra postura cervicale e sintomi da schermo
Testa in avanti e tensione suboccipitale
Come ho già affrontato nell’articolo riguardo la testa in avanti, la posizione della testa è direttamente collegata a disturbi cervicali e ad un sovraccarico dei muscoli suboccipitali.
Quando la testa rimane tanto tempo in avanti, il rachide cervicale inferiore si “blocca” anteriormente e costringe, per mantenere una orizzontalizzazione dello sguardo, a determinare un movimento di estensione della zona cervicale alta (la zona proprio dei muscoli suboccipitali).
Già questa condizione spesso è direttamente implicata da sola negli sbandamenti quando cammino, se poi ci si somma anche il fatto che il collo si trova a lavorare con una condizione di svantaggio, ecco come è facile capire che possa comparire dell’instabilità con luci forti.
Ridotta mobilità cervicale e deficit propriocettivo
Bisogna aggiungere, alla condizione della testa in avanti, come una riduzione della mobilità cervicale possa anch’essa determinare una situazione di dipendenza visiva cioè che la persona, non muovendo bene la testa, diventa dipendente nel suo equilibrio con quello che viene. Il risultato è che il paziente si muove come un robot e se gli si toglie l’apporto visivo il sistema va in blocco.
Altra cosa molto importante da notare è che nella zona dei muscoli suboccipitali sono presenti una quantità enorme (la più importante di tutto il corpo) di recettori nervosi deputati al controllo dell’equilibrio. Avere quindi una postura errata con il collo e con la zona sotto la nuca determina un sovraccarico che, se viene sommato al malessere guardando il cellulare indotto dagli occhi e dalle luci, crea una situazione insostenibile per l’organismo.
Per questo motivo quando vengono da me pazienti da tutte le parti di Italia devo analizzare, per la sensazione di giramenti di testa davanti al computer, tutti gli aspetti che possono portare a questa sensazione: occhi, orecchie, mandibola, collo, piedi per riequilibrare il tutto.
Disfunzione dei riflessi vestibolari collegati agli occhi
Come il VOR stabilizza lo sguardo durante i movimenti
Il Riflesso Vestibolo-Oculare (VOR) è uno dei meccanismi neurofisiologici più veloci e affascinanti del nostro corpo. La sua funzione principale è facilissima da capire: serve a mantenere l’immagine nitida e ferma sulla retina mentre la testa si muove.
In termini semplici, ogni volta che ruotate o inclinate il capo, il VOR invia istantaneamente un comando ai muscoli degli occhi per farli muovere nella direzione opposta, alla stessa identica velocità. È grazie a questo sistema che potete camminare, correre o semplicemente girare la testa per salutare qualcuno senza vedere il mondo “oscillare” o sfuocarsi, proprio come se aveste uno stabilizzatore d’immagine incorporato nel cervello.
Questo meccanismo di precisione si regge sull’integrazione di tre fattori principali:
- L’orecchio interno (sistema vestibolare): rileva la velocità e la direzione del movimento della testa.
- I muscoli oculomotori: eseguono fisicamente il movimento di compensazione degli occhi.
- La propriocezione cervicale: i recettori presenti nella muscolatura profonda del collo (in particolare la zona suboccipitale) informano costantemente il cervello sulla posizione della testa rispetto al tronco.
Quando questo triangolo lavora in sintonia, la percezione dello spazio è perfetta. Ma cosa succede se uno di questi segnali si altera?
Deficit del VOR e instabilità visiva
Quando il VOR non funziona a dovere, si genera un vero e proprio mismatch sensoriale, ovvero un cortocircuito nelle informazioni che arrivano al cervello.
Se il riflesso vestibolo-oculare è in deficit, gli occhi non riescono più a compensare il movimento del capo con la giusta tempistica. Il risultato? L’immagine visiva “scivola” sulla retina. Molti dei pazienti che ricevo nel mio studio a Roma descrivono questa condizione non come una vertigine rotatoria (dove tutto gira all’impazzata), ma come un senso di sbandamento, stordimento visivo o la classica sensazione di “stare su una barca”.
In presenza di un deficit del VOR, le persone tendono ad attuare strategie di compenso errate:
- Rigidità cervicale difensiva: per evitare che lo sguardo sbandi, si tende a bloccare il collo e a muovere tutto il busto in blocco.
- Iper-sollecitazione del collo: la muscolatura suboccipitale va in contrattura nel tentativo disperato di aiutare gli occhi a stabilizzarsi.
Questo crea un circolo vizioso: la tensione e le disfunzioni del rachide cervicale alto alterano ulteriormente i segnali propriocettivi inviati al cervello, mantenendo vivo il senso di instabilità anche durante le normali attività quotidiane, come camminare tra la folla o guardare uno schermo.
Test per il VOR
Capire se il vostro senso di sbandamento dipende da un deficit del VOR o da una componente cervicale (o da entrambe) richiede una valutazione clinica mirata e rigorosa. Durante le visite specialistiche nel mio studio, utilizzeremo una serie di test specifici per analizzare come gli occhi e il collo rispondono alle sollecitazioni.
Tra i test principali troviamo:
- Head Impulse Test (HIT): un test fondamentale in cui chiedo al paziente di fissare un punto (ad esempio la punta del mio naso) mentre effettuo dei movimenti rapidi e ad alta frequenza della testa. Se il VOR ha un deficit, gli occhi perderanno il bersaglio e dovranno fare un “scatto” di correzione (saccade) per ritrovarlo.
- Test di Soppressione del VOR (VORS)
- Valutazione della propriocezione e della cervicale alta: oltre ai test oculomotori, è indispensabile eseguire test manuali ortopedici (come il Flexion-Rotation Test) per verificare se la prima e la seconda vertebra cervicale (C1-C2) presentano blocchi o deviazioni articolari.
Solo attraverso questa analisi completa è possibile impostare un percorso terapeutico davvero efficace. Integrando la terapia manuale del rachide cervicale per liberare le articolazioni del collo con esercizi di riabilitazione vestibolare e neuro-visiva, possiamo “ri-calibrare” il VOR, eliminare le contratture di compenso e restituire finalmente stabilità e sicurezza al vostro sguardo.
Trattamento degli sbandamenti legati alla vista
Come dico sempre, solamente attraverso una valutazione attenta nel mio studio possiamo capire cosa c’è di sbagliato e quindi adoperarci per il meglio e in maniera mirata. Ti dico adesso come io tratto gli sbandamenti legati allo schermo e l’instabilità davanti al cellulare.
Valutazione visiva e recupero degli occhi
Se durante i test preliminari riscontro che c’è una partecipazione attiva del sistema visivo, generalmente invio per un consulto e per una valutazione bilaterale ad una optometrista con cui collaboro.
Attenzione però! Di base il paziente deve aver fatto già una visita oculista da un medico che esclude patologie e problematiche varie di tipo organico all’occhio.
Scrivi Una Recensione
Se questo è tutto ok, a questo punto si deve necessariamente individuare da un punto puramente visuo posturale come il sistema visivo sta e come questo impatta sull’equilibrio e sui giramenti di testa davanti al computer.
Potrebbe per esempio essere utile:
- valutare un cambio di lenti
- Valutare la montatura se adatta al centro di fuoco della lente
- Eseguire degli esercizi per la motilità oculare
- Eseguire rinforzo della capacità accomodativa dell’occhio
Capite come è importante essere parte attiva del percorso terapeutico.
Trattamento cervicale e della zona della nuca
Trattare in maniera attenta la nuca è fondamentale perchè in questo modo si ricreano quelle connessioni neurologiche tipiche che in situazioni come disturbi davanti al cellulare possono evocare. L’importanza di una corretta terapia manuale specifica nella zona cervicale è che sistemando il collo, si dà uno stimolo anche al comparto visivo e alle connessioni che, in chi ha giramenti davanti alle luci, sono andati fuori fase.
Personalmente utilizzo moltissimo la tecnica americana osteopatica Strain Counterstrain e il Fascial Countestrain (la sua evoluzione) per aiutare il distretto a ritornare “sui corretti binari” eseguendo un lavoro molto efficace, indolore e che il corpo del paziente assimila molto bene.
Fondamentale in queste situazioni anche il trattamento del distretto toracico in quanto è proprio lì che ci sono anche i recettori nervosi del sistema nervoso autonomo deputati al controllo dell’apertura e chiusura della pupilla.
Accanto a questo lavoro può essere utile eseguire un rilascio anche di tutta la muscolatura paravertebrale del collo sia con tecniche dolci come il pompage oppure attraverso un lavoro mirato sul rilascio dei singoli muscoli grazie alla tecnica della fibrolisi meccanica.
Esercizi di riabilitazione vestibolare
Accanto ad un approccio manuale esperto che viene eseguito nel mio studio, trovo molto importante la consegna da parte mia di alcuni esercizi mirati per il recupero di tutti quei riflessi posturali e vestibolari che magari, nelle persone con difficoltà di sbandamenti con le luci forti, possono avere disfunzionali.
Uno di quelli che preferisco è proprio il riflesso vestibolo-collico che molto spesso non viene valutato ma che in queste situazioni è molto coinvolto.
Vi lascio un esempio nel video quì sotto:
Inoltre può essere utile andare a recuperare anche tutti quei movimenti dell’occhio che sono “rattrappiti” come dicono alcuni miei pazienti e che vanno risvegliati.
Tutti questi esercizi devono essere somministrati con cautela secondo una corretta valutazione che viene fatta nel mio studio a Roma.
Ti aspetto quindi per risolvere definitivamente il tuo problema di sbandamenti legati agli schermi o alle luci e tornare a stare bene in maniera completa e duratura.



















