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Gamba Gonfia

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Gamba gonfia e dolore: cause, rimedi e come risolverla con la giusta fisioterapia

Hai notato che nell’ultimo periodo hai sempre la sensazione di avere qualcosa di gonfio e dolente nella tua gamba ma, guardandola, magari non sempre è così gonfia da spiegare il sintomo. Ci ho preso vero?!

Vedo decine di pazienti come te ogni mese nel mio studio a Roma e ti assicuro che questa tua sensazione è più comune di quanto pensi: vediamo allora insieme cosa può essere, quali sono le cose per cui vale la pena preoccuparsi ma soprattutto come è possibile risolvere senza farmaci con la corretta fisioterapia manuale specifica per recuperare un corretto ritorno venoso.

Perchè si gonfia la gamba?

Sono sicuro che hai cercato su Google “gamba gonfia e dolore” e ti è uscita questo mio articolo. Beh, rispondere alla tua domanda e dire il perchè la gamba si gonfia può sembrare una risposta difficile e ampia, ma vediamo di affrontare passo passo insieme la risposta anche per fare chiarezza.

Fondamentale innanzitutto chiarire che cosa intendiamo per gamba gonfia:

Il gonfiore alla gamba è la risposta visiva e palpabile della presenza di un edema con ovviamente un accumulo di liquidi nell’arto inferiore non all’interno dei vasi, ma fuori. Parliamo però di condizioni che in alcuni casi possono essere tranquillamente affrontati con tecniche manuali specifiche ma altre invece rappresentano importanti manifestazioni di patologie (gamba gonfia tumore per esempio) per cui vale la pena confrontarsi con un medico specialista.

Vediamo allora le cause più comuni.

Insufficienza venosa cronica e difficoltà nel ritorno venoso

Questa è la condizione classica che trovo nei miei pazienti. Alcune volte questa è una condizione che, se in uno stato avanzato, necessita di intervento chirurgico o sclerosante da parte del medico. Nelle condizioni invece iniziali è possibile approcciarsi a questa condizione con tecniche mirate che vengono eseguite nel mio studio a Roma in zona San Giovanni e che permettono di migliorare in pochissime sedute la problematica di gamba gonfia destra o gamba sinistra gonfia.

insufficienza venosa cronicaIn questa condizione avviene che il ritorno venoso verso il cuore del sangue risulta essere deficitario (magari per colpa di un ostruzione del tessuto connettivo oppure all’interno del vaso che tende a sfiancarsi) e conseguentemente avviene che c’è uno stravaso di questo liquido dai capillari e dai vasi e questo determina senso di pesantezza e gamba gonfia dolore.

Come ho detto spesso questa condizione avviene perchè c’è una sorta di ostruzione nel tessuto connettivo che avvolge le vene (dalle più grandi alle più piccole) e quindi c’è una minor capacità di riportare il sangue verso l’alto con conseguente problemi agli arti inferiori. In queste condizioni si possono avere risultati eccellenti sapendo trattare in maniera specifica le vene e il suo percorso ed è questo che eseguo infatti con una tecnica americana specifica.

Ritenzione idrica e stasi linfatica

Questa è una situazione spesso stagionale e che colpisce generalmente le donne, magari anche durante la gravidanza, specificatamente nelle ore serali. Generalmente avviene per le persone che fanno un mestiere o che sono costrette a stare tante ore in piedi e a fine giornata hanno questo senso di pesantezza e gonfiore che però non hanno possibilità di stendersi e di ridurre il carico con conseguente accumulo di liquidi nella parte bassa della gamba.

C’è da fare una specifica però: la ritenzione idrica non è la stessa cosa di un linfedema, il quale è una condizione specifica che colpisce il sistema di drenaggio linfatico.

Anche in questi casi liberare le interfacce durante il percorso delle vene e dei linfonodi dà un beneficio molto importante in poche sedute.

Trombosi venosa profonda (TVP): quando la cosa si fa urgente

Beh, qua non siamo più in una condizione para fisiologica che può essere risolta con un apporto manuale fisioterapico. Qua entriamo in una condizione di emergenza medica che va trattata con farmaci e procedure specifiche. Qua abbiamo la formazione di un coagulo di sangue che, sedimentatosi a livello dell’arto inferiore per difficoltà nel ritorno venoso, può staccarsi e creare condizioni patologiche a carico dei polmoni (embolia polmonare). In questa condizione, oltre al gonfiore, è presente condizioni come calore, rossore e ovviamente forte dolore.

Riepilogo veloce: se presente dolore intenso + gonfiore + rossore con esordio improvviso, è fondamentale contattare un medico o rivolgersi in pronto soccorso per evitare complicazioni ben più gravi.

Vene varicose e insufficienza venosa superficiale

Hai presente quei vasi bluastri presenti sulle gambe di alcune persone tortuose e arzigogolate? Quelle sono delle vene varicose e possono anch’esse generare dolore, senso di pesantezza agli arti inferiori. Quando sono presenti queste condizioni diciamo che il lavoro da fare sarebbe dovuto esser svolto prima, perchè c’è lo sfiancamento del sistema di vene più superficiali. In questa condizione un intervento fisioterapico mirato con la tecnica che utilizzo nel mio studio può portare un grande miglioramento ma deve esser gestito anche in accordo con un medico flebologo che deve decidere come procedere se in maniera conservativa o attraverso un lavoro sclerosante di queste vene.

Infezioni, traumi e cause localizzate

Anche qua la risposta infiammatoria che avviene dopo un infezione o dopo un trauma è qualcosa di normalissimo e che aiuta nel recupero. Quando parliamo infatti di infezioni, dobbiamo pensare che l’edema che si viene a creare è sì un bene perchè vuol dire che le cellule immunitarie stanno combattendo gli agenti patogeni, ma liberare la struttura generale aiuta ad un maggior afflusso di sangue con conseguente eliminazione dei batteri patogeni. Ricordiamo come il sistema venoso e linfatico sia un sistema che condiziona enormemente la risposta immunitaria del corpo umano, perchè modulano proprio la risposta dei linfociti e macrofagi come virus e batteri.

Dopo un trauma appunto è normale avere calore e gonfiore, ma se si vede che la situazione è più seria del previsto (anche in situazioni con punture di insetto oppure di infezioni vere e proprie) con comparsa anche di febbre, beh, è il caso comunque di sentire il medico.

Gamba gonfia destra o gamba sinistra gonfia: c’è differenza?

Questa è una delle domande che mi vengono poste più spesso, e la risposta è: dipende dalla causa.

Dal punto di vista della circolazione venosa, la gamba sinistra è anatomicamente più predisposta a certi problemi circolatori perché la vena iliaca sinistra può essere parzialmente compressa dall’arteria iliaca destra (sindrome di May-Thurner). Per questo motivo la trombosi venosa profonda è leggermente più frequente a sinistra.

Nella mia pratica clinica tuttavia ciò che conta di più non è tanto il lato quanto la combinazione di sintomi. Una gamba sinistra gonfia che peggiora gradualmente dopo una giornata in piedi parla spesso di insufficienza venosa. Una gamba destra gonfia comparsa improvvisamente dopo un periodo di immobilità deve far pensare alla TVP.

Gamba gonfia, rossa, calda e dolorante: quando preoccuparsi

Fortunatamente raramente mi sono capitate nel mio studio, ma quando me ne sono accorto la prima cosa che indico è di raggiungere un pronto soccorso o farsi vedere il prima possibile da un medico.

Esistono infatti combinazioni che devono esser valutati da noi personale sanitario e che meritano attenzione, come:

  • La tua gamba è gonfia, rossa e molto dolente e il tutto è avvenuto in maniera repentina
  • Hai la febbre o i brividi
  • La gamba cambia colore verso il viola o addirittura il nero
  • Hai difficoltà respiratorie o presenti disturbi al torace
  • Il gonfiore è comparso dopo un lungo viaggio in cui sei stato fermo
  • Hai avuto recentemente un intervento oppure una lesione

In tutte queste condizioni, devi rivolgerti assolutamente ad un medico o in pronto soccorso, non andare da un fisioterapista!

Se invece hai:

  • Gonfiore ricorrente, che magari avviene la sera dopo una lunga giornata di lavoro e che migliora mettendo l’arto in scarico rialzato
  • Hai già avuto una diagnosi di insufficienza venosa o insufficienza superficiale
  • Sei in una fase post-operatoria
  • Se il gonfiore è cronico e non è accompagnato da febbre o situazioni di difficoltà toraciche e respiratorie
  • Vuoi migliorare la tua condizione di pesantezza alle gambe senza farmaci

In tutte queste condizioni, l’approccio fisioterapico manuale specifico presente nel mio studio può portarti risultati importanti in poche sedute e sì, è il caso di fissare un appuntamento.

Gamba gonfia e tumore: quando effettivamente la preoccupazione è giusta?

Se hai cercato appunto su Google “gamba gonfia tumore” è perchè sicuramente sei agitato e pensi che il tuo gonfiore sia sintomo di qualcosa di ben più grave. Comprensibilissimo il fatto che tu voglia capire e per questo ti aiuterò nella comprensione della situazione.

Esistono di base 2 condizioni che possono correlare il tuo disturbo con un cancro:

  • La presenza di una massa magari a livello pelvico che si è formata e determina una compressione nelle grandi vene e quindi in maniera discendente si forma il gonfiore agli arti inferiori.
  • In caso di linfoma o patologie ematologiche che vanno ad alterare la capacità di drenaggio e funzionalità del sistema veno linfatico.

Queste situazioni fortunatamente sono abbastanza rare e la loro caratteristica è che non migliorano né con il riposo né con l’arto declive; inoltre magari sono presenti sintomi più generici come febbre, perdita di peso, stanchezza cronica ecc.

Se il gonfiore è cronico, non modificabile, progressivo e monolaterale io ne parlerei con il tuo medico per capirne un po’ di più.

Come tratto nel mio studio a Roma chi soffre di gamba gonfia

Fin da quando ero uno studente universitario, mi ha sempre affascinato come il movimento dei fluidi nel nostro corpo potesse essere fondamentale ma, in alcuni casi, deleterio nello stesso tempo per la salute. Per questo motivo mi sono specializzato nel trattamento della gamba gonfia senza farmaci attraverso dei corsi specifici.

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Ciò che risulta essere estremamente efficace e che prediligo nel mio studio è sicuramente l’approccio manuale del fascial Counterstrain specifico per il sistema linfatico venoso. Sì perchè attraverso manovre COMPLETAMENTE INDOLORI è possibile recuperare il ritorno venoso andando a trattare in maniera dolce ma efficace il tessuto connettivo che avvolge e che penetra all’interno del sistema contrattile della vena.

Come dimostrato nelle ricerche del fisioterapista americano Brian Tuckey sul Fascial Counterstrain applicato al sistema venolinfatico, ripristinare il corretto flusso del sangue e della linfa verso i centri più alti favorisce enormemente un recupero (che sia dopo un intervento o per altre motivazioni).

Quando lavoro su un paziente con la gamba gonfia, la mia valutazione inizia dalla comprensione di come si muovono i tessuti: non solo muscoli e articolazioni, ma la fascia, il tessuto connettivo lasso, le interfacce tra muscolo e muscolo e tra muscolo e vaso.

Altro strumento molto utile che può essere applicato è sicuramente il linfodrenaggio Vodder, una metodica di movimentazione specifica che viene fatta per convogliare e liberare tutti quei linfonodi e quelle stazioni che sono ingolfate per far sì che la linfa possa tornare e non accumularsi nella zona della gamba.

L’obiettivo non è massaggiare superficialmente, ma liberare le strutture in profondità per ripristinare la normale funzione di drenaggio. Ogni seduta viene costruita in modo specifico per il paziente, e già dopo le prime sessioni molti pazienti riferiscono una riduzione significativa del senso di pesantezza e gonfiore.

Cosa fare in casa: cosa è utile e cosa no

Prima di venire nel mio studio — o mentre aspetti l’appuntamento — alcune strategie pratiche possono aiutare a ridurre il gonfiore. Siamo chiari però: questi rimedi gestiscono il sintomo, non risolvono la causa.

Cosa puoi fare:

  • Eleva le gambe sopra il livello del cuore per 20-30 minuti, 2-3 volte al giorno
  • Indossa calze compressive graduate (prescrivile con il tuo medico o angiologo)
  • Fai passeggiate regolari: il movimento attiva la pompa muscolare
  • Riduci l’assunzione di sodio se hai ritenzione idrica
  • Evita di stare seduto o in piedi per molte ore consecutive senza movimento
  • Idratati bene durante la giornata

Cosa NON fare:

  • Non massaggiare la gamba con forza se sospetti una TVP (rischio di spostamento del coagulo)
  • Non ignorare un gonfiore che peggiora progressivamente
  • Non aspettare mesi prima di chiedere una valutazione professionale

Gamba gonfia dopo un intervento chirurgico

gamba gonfia dopo intervento chirurgicoDopo un intervento ortopedico al femore, all’anca, al ginocchio, al menisco o al LCA, il gonfiore alla gamba è la norma. Il problema è che spesso questo gonfiore viene sottovalutato o non trattato specificamente.

Nella mia esperienza clinica, trattare precocemente il gonfiore post-operatorio con tecniche manuali sul tessuto connettivo e sulle interfacce fasciali:

  • Riduce i tempi di recupero
  • Previene la formazione di aderenze e cicatrici interne
  • Migliora la qualità del tessuto riparativo
  • Permette di riprendere prima le normali attività quotidiane e lo sport

Se sei in fase post-operatoria e stai aspettando che il gonfiore si risolva da solo, considera di prenotare una valutazione: intervenire prima fa la differenza.

Come ho risolto un problema ad una mia paziente

Maria Chiara è una ragazza molto carina che qualche mese fa si è rivolta a me per un problema di ritenzione di liquidi nelle gambe, che gli creava parecchio disagio e che, trovandomi su Google come te, si è decisa ed è venuta da Livorno per fare dei trattamenti con me.

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Ovviamente inizialmente ho fatto una valutazione approfondita, ho guardato tutti gli aspetti e gli esami che mi ha portato e ho capito, attraverso una serie di test specifici, che cosa andare a trattare con tecnica Fascial Counterstrain.

Nello specifico fondamentalmente trovai 3 punti relativi alla vena femorale, vena safena e vena safena distale sulla gamba destra che gli generavano veramente un grande problema e che, durante la sessione di trattamento, ha fatto sentire in diretta come avvenisse lo “scarico” del sangue e come ricircolasse in maniera adeguata.

Ma la vera sorpresa fu quando, dopo 1 mese dal primo trattamento, l’ho rivista ed ha esclamato “Daniel, non ci crederai, ma in solo un mese ho perso 5 centrimetri di diametro nella coscia e non ho più ritenzione!”
Per me è stata una grande soddisfazione e mi ha permesso di capire come a volte è importante saper cosa fare piuttosto che fare tanta roba spesso inutile.

Domande Frequenti sulla gamba gonfia

Perché si gonfia solo una gamba e non entrambe?

Il gonfiore monolaterale (un solo arto) è spesso il segnale che la causa è locale: un problema venoso specifico di quella gamba, un linfonodo ingrossato, una compressione vascolare, o — nei casi più gravi — una trombosi venosa profonda. Se entrambe le gambe sono gonfie, le cause sistemiche (insufficienza cardiaca, renale, epatica) sono più probabili. Il gonfiore unilaterale merita sempre una valutazione.

Gamba gonfia e tumore: devo preoccuparmi?

Nella maggior parte dei casi il gonfiore alla gamba non ha nulla a che vedere con un tumore. Le cause più frequenti sono insufficienza venosa, ritenzione idrica e stasi linfatica. Il gonfiore associato a patologie oncologiche è solitamente progressivo, non migliora con il riposo, e accompagnato da altri sintomi (perdita di peso, febbre, stanchezza). Se hai dubbi, parla con il tuo medico che potrà indicarti gli esami adeguati.

Quanto tempo ci vuole per far passare una gamba gonfia?

Dipende dalla causa. Un gonfiore da stanca quotidiana migliora in poche ore con il riposo e l’elevazione dell’arto. Un gonfiore da insufficienza venosa cronica richiede un percorso terapeutico. Nella mia esperienza, con un trattamento fisioterapico manuale mirato, i pazienti con gonfiore cronico notano miglioramenti significativi già dopo 3-5 sedute, con un percorso completo di 8-12 sedute.

Il linfodrenaggio aiuta la gamba gonfia?

Il linfodrenaggio manuale è una tecnica utile soprattutto nel linfedema (insufficienza del sistema linfatico). Nel mio approccio lavoro invece sul tessuto connettivo e sulle interfacce fasciali per recuperare il ritorno venoso: non si tratta di un drenaggio superficiale, ma di un lavoro profondo sulla struttura fasciale che circonda vene, linfonodi e muscoli. Per molti pazienti questo approccio produce risultati superiori al linfodrenaggio classico.

La gamba gonfia dopo un intervento è normale?

Sì, è normale una certa quota di gonfiore post-operatorio. Non è normale che persista a lungo, continui a peggiorare, oppure sia accompagnato da rossore e calore (che potrebbero indicare un’infezione o una TVP). In fase post-chirurgica consiglio di non aspettare: la fisioterapia manuale precoce riduce il gonfiore, previene le aderenze e accelera il recupero.

Che differenza c’è tra edema, ritenzione idrica e linfedema?

L’edema è il termine generico per l’accumulo di liquidi nei tessuti. La ritenzione idrica è un eccesso di sodio e liquidi a livello corporeo generale, spesso transitoria. Il linfedema è una condizione cronica causata da un’insufficienza del sistema linfatico, che provoca un gonfiore persistente. La terapia manuale che eseguo agisce su tutte e tre le condizioni migliorando la circolazione locale e l’efficienza della pompa fasciale.

Devo andare dal medico o dal fisioterapista per la gamba gonfia?

Dipende dai sintomi. Se il gonfiore è improvviso, molto doloroso, accompagnato da calore e rossore intenso → medico subito (escludere TVP). Se il gonfiore è cronico, ricorrente, con diagnosi già nota di insufficienza venosa o in fase post-operatoria → fisioterapista specializzato. Nel dubbio, inizia dal medico di base per una prima valutazione. Se vuoi una valutazione fisioterapica diretta, sono disponibile nel mio studio di Roma in Via dei Laterani 28 (zona San Giovanni).

Il gonfiore monolaterale (un solo arto) è spesso il segnale che la causa è locale: un problema venoso specifico di quella gamba, un linfonodo ingrossato, una compressione vascolare, o — nei casi più gravi — una trombosi venosa profonda. Se entrambe le gambe sono gonfie, le cause sistemiche (insufficienza cardiaca, renale, epatica) sono più probabili. Il gonfiore unilaterale merita sempre una valutazione.
Nella maggior parte dei casi il gonfiore alla gamba non ha nulla a che vedere con un tumore. Le cause più frequenti sono insufficienza venosa, ritenzione idrica e stasi linfatica. Il gonfiore associato a patologie oncologiche è solitamente progressivo, non migliora con il riposo, e accompagnato da altri sintomi (perdita di peso, febbre, stanchezza). Se hai dubbi, parla con il tuo medico che potrà indicarti gli esami adeguati.
Dipende dalla causa. Un gonfiore da stanchezza quotidiana migliora in poche ore con il riposo e l'elevazione dell'arto. Un gonfiore da insufficienza venosa cronica richiede un percorso terapeutico. Nella mia esperienza, con un trattamento fisioterapico manuale mirato, i pazienti con gonfiore cronico notano miglioramenti significativi già dopo 3-5 sedute, con un percorso completo di 8-12 sedute.
Il linfodrenaggio manuale è una tecnica utile soprattutto nel linfedema (insufficienza del sistema linfatico). Nel mio approccio lavoro invece sul tessuto connettivo e sulle interfacce fasciali per recuperare il ritorno venoso: non si tratta di un drenaggio superficiale, ma di un lavoro profondo sulla struttura fasciale che circonda vene, linfonodi e muscoli. Per molti pazienti questo approccio produce risultati superiori al linfodrenaggio classico.
Sì, è normale una certa quota di gonfiore post-operatorio. Non è normale che persista a lungo, continui a peggiorare, oppure sia accompagnato da rossore e calore (che potrebbero indicare un'infezione o una TVP). In fase post-chirurgica consiglio di non aspettare: la fisioterapia manuale precoce riduce il gonfiore, previene le aderenze e accelera il recupero.
Riguardo Daniel Di Segni
Daniel Di Segni
Nel mio Studio “Cervicale e Vertigini” di Roma, investo moltissime risorse economiche e professionali per permettere al paziente di avere una fisioterapia di qualità ed individuare il miglior percorso riabilitativo per la singola esigenza e situazione del paziente riducendo quindi il numero delle sedute fisioterapiche.

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