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Se stai leggendo questa pagina è perchè sicuramente è tanto, troppo tempo che non ti passa questo dolore cervicale e cominci a pensare che questo dolore è qualcosa di più grave, profondo e che necessita di un inquadramento adeguato. Ci ho preso vero?!
La fibromialgia cervicale non è una diagnosi ufficiale: è il nome con cui molte persone descrivono una cervicale che non passa, con dolore a collo e spalle che si estende ad altre zone, stanchezza e sonno disturbato.
A volte siamo davanti davvero ad un quadro fibromialgico, a volte invece è un dolore cervicale dettato da vari fattori magari non ancora ben identificati.
Se ti riconosci vediamo quali sono le caratteristiche:
- Dolore cervicale presente da parecchio tempo (mesi o anni) e che non risponde adeguatamente ai trattamenti proposti.
- Dolore parte dal collo ma si diffonde anche in zona delle spalle, scapole, testa e braccia
- Sonno non ristoratore dove al risveglio ti senti più stanco di quando sei andato a letto
- Stress e preoccupazioni aggravano la situazione
- Fibromialgia o semplice cervicale? Non hai avuto una effettiva diagnosi del perchè stai male e brancoli ancora nel buio.
Sono il Dr. Daniel Di Segni, sono un fisioterapista specializzato da anni nel trattamento delle problematiche cervicali e di disturbi muscolo-scheletrici. Nel mio studio vedo centinaia di pazienti come TE che vengono da ogni parte d’Italia e per questo ho deciso di mettere a disposizione le mie competenze per darti veramente una soluzione su misura delle tue condizioni.
In questa guida ti spiego perché la cervicale a volte non passa, come distinguere un dolore cervicale cronico da un quadro fibromialgico, quali fattori (compresi quelli emotivi e alimentari) contano davvero e come imposto la valutazione e il trattamento nel mio studio.
Cos’è la fibromialgia cervicale (e perchè il termine può confondere)
La fibromialgia è una condizione caratterizzata da dolore cronico (in tutto il corpo o in alcune aree), stanchezza cronica e sonno disturbato e non ristoratore. Si stima che coinvolge prevalentemente le donne e ne soffrono circa una fetta dal 2 al 5%. Il dolore inizia prevalentemente in un area ma, con il passare del tempo, questo aumenta e si diffonde nelle aree limitrofe.
Il termine fibromialgia cervicale nasce da qui. Non è una categoria diagnostica, ma un’espressione descrittiva che raccoglie situazioni diverse. Il rischio è doppio: etichettare come solo fibromialgia un dolore che ha cause trattabili, oppure curare come un problema puramente meccanico un dolore in cui il sistema nervoso è già diventato più sensibile.
Fibromialgia, dolore miofasciale e cervicalgia: le differenze
Per aiutarti nel capire in maniera intuitiva, ti mostrerò una tabella che differenzia le tre condizioni e che ti fanno capire facilmente le differenze che ci sono.
| Condizione | Dove si manifesta | Caratteristiche principali | Cosa la distingue |
|---|---|---|---|
| Fibromialgia | Diffuso in tutto il corpo: collo, spalle, schiena, arti | Dolore da almeno tre mesi, stanchezza, sonno poco ristoratore, difficoltà di concentrazione | Dolore esteso a più regioni, non solo al collo |
| Dolore miofasciale cervicale | Collo, nuca, spalle, talvolta testa | Muscoli contratti e dolenti, punti sensibili che riproducono il dolore ben delineato e che il paziente conosce | Più localizzato; legato a posture, stress e movimenti |
| Cervicalgia meccanica o degenerativa | Collo, a volte braccio | Dolore e rigidità legati a movimenti o posture, talvolta artrosi cervicale | Cambia con il movimento; di solito non c’è un coinvolgimento sistemico |
| Disfunzione cervicogenica | Collo con sintomi a distanza | Cefalea, instabilità, vertigini o nausea di origine cervicale | I sintomi a distanza dipendono dalla funzione delle strutture del collo |
Ovviamente questa è una schematizzazione accademica, ma nella mia pratica clinica ogni giorno nel mio studio i sintomi sono molto sfumati. Infatti la difficoltà non è tanto riconoscere la condizione o i sintomi, ma capire come mai questi si mantengono nel tempo.

Perchè a volte la cervicale non passa mai
Un dolore cervicale che permane da mesi non è più solo un discorso di ossa o di muscoli, ma di sistema nervoso che rimane sempre in allerta e in allarme. Questo genera un perenne segnale di dolore che crea un circolo vizioso.
Basta questo concetto a capire come la gestione di questa cervicale cronica che non passa non va affrontata solo con un massaggio (cosa che magari hai provato nel centro fisioterapico sotto casa) ma con un approccio più eterogeneo e completo.
Dal dolore al movimento a qualcosa che si autoalimenta
Come mi capita molto spesso di ascoltare in visita da parte dei miei pazienti con fibromialgia cervicale, spesso tutto ha origina da un movimento inconsulto o di un blocco cervicale, Semplice. Come succede spessissimo, il corpo inizialmente crea un aumento della tensione dei muscoli per proteggere quella zona che è in difficoltà; ma vi siete mai chiesti come il corpo interpreta invece un dolore che si mantiene nei mesi? Il sistema nervoso abbassa la soglia di attivazione per il dolore e tutti quegli stimoli che prima erano tollerati adesso diventano una spina nel fianco da gestire con altro dolore e altra tensione muscolare.
Questo processo di autoalimentazione del dolore si chiama Sensibilizzazione centrale cioè il corpo crea una sorta di preattivazione nel cervello e quindi il dolore diventa qualcosa di normale per lui, come un compagno che non vuoi ma che alla fine ti ritrovi sempre vicino.
I segnali che la cervicale sta diventando cronica
Vediamo ora quali sono i sintomi o i segnali a cui devi fare attenzione per capire che sei entrato nella condizione cronica della cervicalgia:
- dolore da più di tre mesi e che non segue più logiche meccaniche
- Estensione a spalle, scapola, testa e altre zone
- Sonno disurbato
- Stress diventa un irritazione che peggiora la situazione
- Terapie classiche come stretching, massaggio o calore hanno una durata di efficacia molto bassa
Ti ritrovi in questa condizione? Beh, se continuerai a seguirmi ecco che potrai capire come affrontare e risolvere affidandoti ai miei trattamenti.
Cervicale o fibromialgia? I segnali che fanno la differenza
Una cervicalgia pura tende a restare localizzata e a variare con movimenti e posture, mentre la fibromialgia comporta dolore più esteso, stanchezza e sonno disturbato.
Cefalea, formicolii, nausea e instabilità
Non è raro riscontrare in pazienti con fibromialgia la presenza di condizioni come cefalea (spesso in zona nucale), sensazione di formicolio o parestesie in tutto il corpo (spesso per una concatenata alterazione del drenaggio venoso a livello midollare) oppure instabilità nel camminare. La nausea è qualcosa che riscontro nei miei pazienti, seppur in forma minore.
Stanchezza, sonno non ristoratore e nebbia mentale
Di tutte le condizioni, ovviamente il sonno che non riposa e la nebbia mentale sono i sintomi più frequenti che vedo. Questa ultima condizione in ambito scientifico viene chiamata brain fog ed è proprio quella confusione mentale spesso proveniente o da condizioni alimentari errate (ne parleremo dopo l’importanza del cibo nella fibromialgia cervicale) oppure da un cattivo drenaggio venoso della scatola cranica o da un problema visivo.
Quando i due quadri convivono
Attenzione però, esistono molto volte che un quadro di cervicalgia meccanica può manifestarsi anche in accoppiata ad un quadro di dolorabilità diffusa come nella fibromialgia.
Perchè compare la fibromialgia cervicale
Dolore cervicale cronico e la fibromialgia non hanno una causa unica ed esclusiva. Ci sono tanti fattori che possono portare ad una fibromialgia nella zona del collo.
Ovviamente tutto cambia da persona a persona, e da come questa può gestire gli stimoli irritativi responsabili di questa cervicalgia.
Sensibilizzazione del sistema nervoso e alterazione del tessuto connettivo
Praticamente nella totalità dei pazienti che presentano un quadro fibromialgico abbiamo uno sbilanciamento del sistema nervoso autonomo verso una condizione di iperorto (si sta sempre in condizioni come per la lotta o per fuggire). Questo ovviamente ha una ripercussione su ogni sistema come quello vascolare (come è stato dimostrato in questo articolo e che è alla base dello studio che svolgo all’estero ogni anno) e che si manifesta sul sistema connettivale il quale va in blocco. Ogni anno vado più volte all’anno in Francia proprio per studiare la tecnica del Fascial Counterstrain (sono uno dei 15 italiani in tutto il territorio nazionale che applica con successo questa metodica) e che mi permette di liberare proprio il tessuto connettivo coinvolto in condizioni come la fibromialgia cervicale e l’impatto del sistema nervoso autonomo in situazioni come queste.
Componente emotiva: stress, ansia e sistema nervoso
Stress cronico, ansia, lutti, sovraccarico e traumi emotivi possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di allerta costante. In questo stato i muscoli del collo e delle spalle restano contratti, il sonno peggiora, il respiro si fa alto e superficiale e il dolore aumenta. Non significa che il dolore sia psicologico: corpo ed emozioni passano dallo stesso sistema nervoso e vanno considerati insieme.
Quando è utile, collaboro con una psicologa e, se necessario, con uno psichiatra, in modo che la parte emotiva sia seguita da professionisti specializzati mentre io lavoro sulla parte fisica.
Alimentazione, intestino: il ruolo del secondo cervello nella fibromialgia
La presenza di una alimentazione errata, uso di sostanze infiammanti nella propria dieta o alterazione del microbioma intestinale sono fattori altamente collegati in chi soffre di dolore e fibromialgia cervicale. Questo perchè un’alimentazione con infiammazione di basso grado latente fa sì che si sviluppano tutta una serie di attivazioni e di meccanismi che coinvolgono anche il sistema nervoso, con conseguente aumento del dolore e dell’infiammazione in tutto il corpo. Ormai i rapporti tra cibo e condizioni di dolori sono molto esplorati ed è per questo che ai miei pazienti sconsiglio diete fai da te ma, poichè reputo l’aspetto alimentare fondamentale nella riuscita di questa situazione, che ormai da anni lavoro con una nutrizionista specializzata in microbioma intestinale. Questo proprio per risolvere il problema della cervicalgia in maniera multifattoriale con enorme soddisfazione del paziente.
Altri fattori spesso ignorati: Occhi, bocca, postura e visceri
Il nostro collo è sottoposto costantemente all’influenza e al dialogo tra tanti sistemi come quello viscerale, visivo, stomatognatico (bocca e articolazione temporo mandibolare).
Ci sono ambiti che raramente vengono valutati nei percorsi tradizionali ma che possono pesare sul collo:
- Sfera stomatognatica: occlusione, serramento dei denti e disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare sovraccaricano i muscoli cervicali
- Sfera visiva: difetti visivi non corretti o lavoro prolungato al computer costringono il collo a posture di compenso
- Sfera viscerale: reflusso o tensioni addominali possono dare dolore riferito a collo e spalle e irrigidire la postura
- Postura e respiro: catene muscolari accorciate e respirazione alterata mantengono il carico sul tratto cervicale.
Un mio caso clinico risolto
Ricordo come se fosse adesso una mia paziente che giungeva da me dopo averle provate tutte. Il suo lavoro era di lavorare per una istituto pubblico nella zona del centro di Roma. Purtroppo però, c’erano una serie di modifiche organizzative per cui lei, oltre ai suoi cronici acciacchi, era in vera e propria difficoltà emozionale in quanto aveva un livello di stress enorme sia in ambito lavorativo sia dentro le mura domestiche.
Ad accompagnare tutto questo c’erano posture anomale tenute al lavoro per tante ore sbagliate, come quella di stare seduta con una gamba incrociata posta sotto al sedere (stando storta con la schiena per ore).
La ciliegina sulla torta: mangiava una quantità di zuccheri ogni giorno devastante (probabilmente intesa come valvola di sfogo per il suo stress) e un sistema visivo completamente sbilanciato causato da un occhiale fatto anni prima che però non era centrato.
Questo mix ha creato una serie di condizioni enormemente impattanti e che si autoalimentavano. Attraverso una presa in carico completa, con terapia manuale mirata, correzione con la mia optometrista di riferimento per gli occhi, con consigli su posture da adottare, con supporto psicologico specifico con la psicoterapeuta con cui collaboro da anni e che conosce il mio tipo di approccio terapeutico e per ultimo anche con una correzione alimentare attraverso un bilanciamento con la nutrizionista con cui collaboro, è stato possibile avere un miglioramento della fibromialgia della paziente importante e scomparsa dei suoi dolori cronici.
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Questi casi non dimostrano che ogni dolore sia mal diagnosticato, ma mostrano quanto sia importante guardare oltre l’etichetta.
Perchè esercizi e rimedi fai da te non portano a nulla
Quando il dolore è sostenuto da più fattori, singoli esercizi o rimedi generici tendono a dare un sollievo breve e poi il sintomo ritorna. Capita spesso di incontrare persone che hanno provato stretching, massaggi, cuscini ortopedici, integratori e video trovati online, con risultati altalenanti.
Il motivo è semplice: un esercizio standard agisce su un’unica leva, mentre il dolore ne coinvolge diverse. In più, in presenza di sensibilizzazione, movimenti o stretching eseguiti senza una guida possono aumentare i sintomi e scoraggiare. Prima di chiedere al corpo di fare qualcosa, serve capire quali strutture sono limitate, quali sono sovraccariche e quali fattori stanno mantenendo il problema.
Questo non significa che il movimento sia da evitare: significa che il movimento giusto, nel momento giusto e nella dose giusta, va individuato dopo una valutazione che eseguo nel mio studio a Roma. Per questo qui non trovi un elenco di esercizi da copiare: sarebbe poco utile e potenzialmente controproducente.
Come valuto e tratto la cervicale cronica e la fibromialgia cervicale nel mio studio a Roma
Il mio approccio e la mia valutazione partono da un’attenta analisi che deve essere estremamente globale, per poi proseguire con un trattamento mirato e cucito in base alle esigenze. Accanto a questo è fondamentale anche il dialogo e la gestione del paziente attraverso anche altri specialisti con cui lavoro in condizione di fibromialgia cervicale come:
- 🤯Psicoterapeuta
- 🫥Psichiatra
- Fisiatra
- Oculista 👀
- Optometrista 👀
- Nutrizionista 🍎
- Ortopedico 🦴
- Dentista-gnatologo 🦷
La Valutazione globale: muscoloscheletrica, viscerale, alimentare, visiva e stomatognatica
In questo titolo del paragrafo forse ho racchiuso tutta la mia valutazione: non mi fermo solo a sentire la muscolatura, ma ascolto e cerco di capire su quali aspetti è importante soffermarsi e come risolvere. L’obiettivo è costruire un piano terapeutico ad hoc e capire quali fattori giocano un ruolo e come neutralizzare gli stimoli irritativi.
Le tecniche che utilizzo
In base a ciò che emerge utilizzo varie tecniche come:
- Fascial counterstrain: tecnica completamente indolore volta ripristinare il corretto funzionamento del tessuto connettivo che avvolge ogni elemento presente nel corpo umano (vene, arterie, nervi, visceri ecc.)
- Strain Counterstrain: Posizionamenti dolci e indolori per permettere un ripristino della mobilità e rilascio muscolare ma anche per azioni sul sistema nervoso in maniera globale.
- Terapia manuale e tecniche osteopatiche: in base alle esigenze, posso combinare tecniche di terapia manuale (come la tecnica mulligan) o trattamenti più osteopatici come le manipolazioni vertebrali o periferiche.
- Metodo Mezieres: con un allungamento posturale induco non solo un rilascio delle tensioni muscolari, ma attivo tutti quei meccanismi che aiutano a spegnere il sistema nervoso (riattivando in maniera adeguata la respirazione e l’azione del diaframma)
- Campi magnetici complessi: Un macchinario eccezionale per liberare il corpo di quelle infiammazioni e indurre un cambiamento biochimico attraverso l’utilizzo di questi campi magnetici.
Quante sedute servono e cosa aspettarsi
Definire preliminarmente quante sedute servono è un errore che spesso vedo da alcuni commettere.
Il percorso dipende dalla complessità del quadro; in genere valuto la risposta nelle prime 3 o 4 sedute e definisco insieme a te un piano con obiettivi realistici. Dico con onestà che il dolore cronico richiede tempo: l’obiettivo è ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita, non promettere una guarigione rapida.
Quando rivolgersi ad uno specialista
Se la cervicale dura da più di qualche settimana, limita la vita quotidiana o si accompagna ad altri sintomi, è il momento di farsi valutare. Non aspettare anni, come purtroppo accade spesso.
Rivolgiti subito a un medico o al pronto soccorso se compaiono: dolore dopo un trauma, febbre con rigidità del collo, perdita di forza o sensibilità progressiva, difficoltà a parlare o a vedere, mal di testa improvviso e molto intenso, perdita di peso inspiegata, dolore al petto o difficoltà respiratorie.
Per una diagnosi di fibromialgia il riferimento è il medico di base o il reumatologo. Il mio ruolo è completare il quadro con una valutazione fisioterapica e osteopatica e occuparmi del trattamento.
Prenota una valutazione a Roma
Se convivi con una cervicale che non passa e nessuno ti ha ancora spiegato davvero perché, una valutazione completa può essere il punto di partenza. Nel mio studio dedico tempo a capire il tuo quadro, a individuare cosa mantiene il dolore e a costruire un percorso personalizzato, coordinato con gli altri professionisti quando serve.
Studio a Roma: via dei Laterani 28
Contatti: telefono e WhatsApp: 3500599735
Dr. Daniel Di Segni, fisioterapista.
Una cervicale tende a restare localizzata e a cambiare con movimenti e posture. La fibromialgia comporta dolore più esteso, stanchezza e sonno disturbato. I due quadri possono coesistere, per questo serve una valutazione clinica e, per la diagnosi di fibromialgia, il parere del medico.
Non è una trasformazione diretta, ma un dolore cervicale che persiste a lungo può contribuire a rendere il sistema nervoso più sensibile. Nella fibromialgia il dolore può iniziare in una sede localizzata come collo e spalle e diffondersi col tempo.
Può dipendere da fattori che non sono stati considerati: sensibilizzazione del sistema nervoso, stress, sonno, alimentazione, mandibola, vista o tensioni viscerali. Trattare solo la zona dolente spesso non basta. Questo è quello che accade nei centri fisioterapici soliti, ma che invece è evitato nello studio del dr. Daniel Di Segni
Può accompagnarsi a instabilità o vertigini, ma queste hanno cause diverse e vanno sempre valutate singolarmente, perché non tutte dipendono dal collo.
Può influire su infiammazione e sensibilità al dolore, ma non esiste una dieta valida per tutti. Conviene una valutazione personalizzata con una nutrizionista.



















